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Via della Pilotta nel rione Trevi

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     © Photo Massimo Gaudio Via della Pilotta Via della Pilotta si trova nel rione Trevi. Ha inizio da via Quattro Novembre e finisce nell'omonima piazza dalla quale, proseguendo, si arriva alla Fontana di Trevi.  La via prende il nome dal "gioco della pilotta", un gioco con la palla proveniente da Firenze molto praticato dai romani nel Cinquecento e nel Seicento, tanto da essere vietato nei pressi dei monasteri con un bando del 1600. La strada da un lato è costeggiata da un un muro molto alto dove si trovano in giardini di Palazzo Colonna che si estendono verso i giardini di Montecavallo, nei pressi delle Scuderie del Quirinale, mentre nell'altro lato si affaccia il retro di Palazzo Colonna. I quattro archi, detti "della Pilotta", collegano i due lati della strada e sono stati costruiti in epoche diverse, infatti si possono distinguere tra loro perché quelli centrali furono realizzati a metà del Settecento, alternando balaustre in travertino con ringhiere i

Giardino del Quirinale già di Carlo Alberto

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    © Photo Massimo Gaudio Il giardino con il monumento equestre a Carlo Alberto Via del Quirinale divide due rioni di Roma: il rione Trevi e il rione Monti.  All'interno di quest'ultimo, sopra il colle Quirinale, c'è un giardino dove trova posto un grande monumento equestre in bronzo che ritrae Carlo Alberto di Savoia , dal quale il giardino in precedenza prese il nome. L'opera realizzata dallo scultore fiorentino Raffaele Romanelli, venne inaugurata il 14 marzo del 1900 in presenza del nipote re Umberto I e della regina Margherita, anche se il suo progetto risale al 1898 in occasione del centenario della nascita di Carlo Alberto. I lavori per la creazione del parco che si estende su una superfice di 6915 mq., furono affidati nel 1887 al giardiniere della casa reale Giuseppe Roda. Il giardino venne realizzato l'anno successivo  in una porzione delle proprietà nella quale una volta sorgevano due chiese con i relativi conventi risalenti al Cinquecento: la chiesa di s

Porta Esquilina o Arco di Gallieno

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   © Photo Massimo Gaudio Porta Esquilina o Arco di Gallieno Le origini della Porta Esquilina che si trova nell'monimo rione di Roma, risalgono al periodo repubblicano e faceva parte delle Mura serviane risalenti al VI secolo a.C., fatte costruire dal re di Roma Tarquinio Prisco per la difesa della città. Quella che in origine era costruita in blocchi di tufo, fu trasformata dall'imperatore Augusto in quella che vediamo oggi, costruita interamente in travertino e monumentalizzata. Due secoli e mezzo più tardi un prefetto di Roma, tale Marco Aurelio Vittore, devoto al suo imperatore, in occasione di un restauro fece incidere una iscrizione ancora visibile dedicata a Gallieno e sua moglie Cornelia Salonina. Essa recita: GALLIENO CLEMENTISSIMO PRINCIPI CVIVS INVICTA VIRTVS SOLA  PIETATE SVPERATA EST ET SALONINAE SANCTISSIMAE AVG AVRELIVS VICTOR V E DICATISSIMVS NVMINI MAIESTATIQVE EORVM A GALLIENO, CLEMENTISSIMO PRINCIPE, IL VALORE INVITTO DEL QUALE FU SUPERATO SOLO DALLA SUA RELI

Le Frecce Tricolori al Vittoriano

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Il Vittoriano o più comunemente detto Altare della Patria, per tre volte durante il corso dell'anno, diventa lo scenario di cerimonie ufficiali durante altrettante ricorrenze simbolo della Nazione: il 25 Aprile per l'Anniversario della liberazione d'Italia, il 2 Giugno per la Festa della Repubblica Italiana e il 4 Novembre per Giornata dell'Unità Nazionale e delle Forze Armate,  il presidente della Repubblica Italiana insieme alle più alte cariche dello Stato, si recano all'Altare della Patria per deporre una corona di alloro sulla Tomba del Milite Ignoto. Durante le fasi dell'omaggio ai caduti, è previsto il passaggio delle  Frecce Tricolori  che con una precisione millimetrica, appaiono alle spalle del monumento nel preciso istante in cui il trombettista termina di suonare l'ultima nota del Silenzio. Il video è stato realizzato unendo 40 fotogrammi che in pochi secondi rendono l'idea della stupenda sensazione che solo la  Pattuglia Acrobatica N

Natale di Roma

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   © Photo Massimo Gaudio Lupa Capitolina Buon compleanno Roma Secondo la leggenda narrata dal letterato Marco Terenzio Varrone durante l'età imperiale ai tempi di Giulio Cesare, il 21 aprile del 753 a.C. sarebbe il giorno in cui Roma venne fondata da Romolo. Da lì in poi questo giorno è stato preso come riferimento per il calcolo degli anni con l'espressione latina Ab Urbe condita , ovvero da quando la città è stata fondata . Nei secoli seguenti, sopratutto dopo la caduta dell'impero romano, questa festività andò pian piano a scomparire, ma venne ripristinata e festeggiata nell'epoca risorgimentale, sopratutto dai mazziniani e garibaldini che da poco avevano proclamato la Repubblica Romana. La Lupa Capitolina è il simbolo della Capitale e chi meglio dei Musei Capitolini è in grado di descrivere una delle opere più rappresentative di Roma?  Sistemata al centro della sala - dove Aldrovandi la ricorda nel XVI secolo "in una loggia coperta che guarda la città pian

Piazza Trilussa a Trastevere

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   © Photo Massimo Gaudio Monumento a Trilussa Nel rione Trastevere si trova una incantevole piazzetta dedicata al grande poeta satirico romano Carlo Alberto Salustri, più comunemente conosciuto come Trilussa . Molto frequentata dalla vita notturna romana, si trova di fronte a Ponte Sisto ed è stata ricostruita nel 1898 alla fine dei lavori per la costruzione degli argini del Tevere resi necessari dopo vari alluvioni, l'ultimo quello del 28 dicembre del 1870. Per l'occasione vennero demoliti vari palazzi che si affacciavano direttamente sul Tevere e proprio in prossimità di Ponte Sisto, si trovava la Fontana dell'Acqua Paola , opera degli architetti Van Santen, detto il Vasanzio e Giovanni Fontana, voluta nel 1613 da papa Paolo V Borghese. Fu smontata nel 1870 e rimontata nel 1898 dall’architetto Vescovali che poté utilizzare soltanto quel poco che ne era rimasto, perché quasi la metà dei pezzi si ruppero. La fontana fu ricostruita in una posizione sopraelevata rispetto al

Chiostro della Basilica Papale di San Giovanni in Laterano

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   © Photo Massimo Gaudio Il chiostro Nel rione Monti si trova la Basilica Papale di San Giovanni in Laterano e collegato ad essa si trova lo splendido chiostro quadriportico ricostruito nel XIII secolo da Pietro Vassalletto, proveniente dalla celebre famiglia di costruttori e marmorari romani. Portò avanti i lavori sotto due pontificati, quello di Innocenzo III e di Onorio III, ma fu il figlio a portare a termine il lavoro sotto il pontificato di Gregorio IX. Il quadriportico ha cinque arconi per lato con cinque archetti a tutto sesto ciascuno, sorretti da colonnine binate sia tortili che a vite e lisce. Alcune di esse sono rivestite in mosaico e tutte sorreggono capitelli diversi ricchi di intagli finemente realizzati. Le volte del quadriportico sono sorrette da colonne antiche con capitelli ionici addossate verso l'interno a pilastri, le quali sostengono il loggiato superiore ad arcate. I passaggi verso l'esterno del chiostro, hanno due leoni a guardia, forse per proteggere