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Fontana dei Libri

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  © Photo Massimo Gaudio Fontana dei Libri Nel 1927 l'arcchitetto Pietro Lombardi, che vinse il concorso per la costruzione della Fontana delle Anfore nel rione Testaccio, ricevette dall'amministrazione comunale l'incarico della costruzione (oltre alla Fontana degli Artisti ) di una fontana che rappresentasse il rione Sant'Eustachio. Egli riuscì ad unire due elementi molto rappresentativi del posto. Il primo è quello della testa di cervo, simbolo del rione che rappresenta il momento in cui il santo incontrò prima di convertirsi, il cervo durante una battuta di caccia che, arrivato davanti un burrone si girò verso di lui e tra le corna apparve una croce luminosa con la figura di Gesù. L'altro elemento rappresentativo del rione sono i libri che fanno riferimento all'università della Sapienza sul cui muro la fontana è addossata. La Fontana dei Libri si trova in via dei degli Staderari, tra Palazzo Carpegna e la chiesa di Sant'Ivo alla Sapienza all'interno

Piazza Mincio nel Quartiere Coppedè

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   © Photo Massimo Gaudio Palazzo del Ragno In realtà il Quartiere Coppedè non è un vero e proprio quartiere, si chiama così perché l'architetto Gino Coppedè che lo ha progettato, ha voluto dargli quel nome. Siamo nel quartiere Trieste, dove il comprensorio formato da diciotto palazzi e ventisette tra palazzine ed edifici, è incastonato tra via Tagliamento, via Arno, via Ombrone, via Serchio e via Clitunno. Coppedè fu incaricato della sua realizzazione nel 1915, ma non vide la fine dei lavori perché morì nel 1927. Fu un'altro architetto, Paolo Emilio André, a completare i lavori. Nella parte più bella del Quartiere Coppedè, si trova piazza Mincio dove al centro è collocata la Fontana delle Rane realizzata nel 1924. La base quadrilobata all'interno di una vasca circolare, le figure che sorreggono le grandi valve di conchiglie, mascheroni, le rane e la seconda vasca più alta di circa due metri, rimandano sicuramente allo stile berniniano. Con un occhio più attento, si può not

Il Portico e la Fontana di Palazzo Uffici all'EUR

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  © Photo Massimo Gaudio Il portico di Palazzo Uffici Il Palazzo Uffici fu il primo edificio ad essere costruito in occasione del progetto per l'Esposizione Universale di Roma che si sarebbe dovuta svolgere nel 1942. Inaugurato nel 1939 su progetto dall'architetto Gaetano Minnucci, è attualmente sede dell'Ente EUR SpA. Una delle peculiarità di questo edificio, è il Salone delle Fontane, dove nello spazio esterno si sviluppa un monumentale porticato a pilastri dove di fronte trova spazio una grande fontana suddivisa in tre bacini rivestiti all'interno con mosaici alla veneziana in verde opalino. I zampilli dei giochi d'acqua convergono verso il centro delle vasche, mentre al di fuori di esse lungo il perimetro, si trovano mosaici realizzati da Gino Severini, Giulio Rosso e Giovanni Guerrini. Alzando lo sguardo sopra il porticato, non si può non notare l'iscrizione di una frase tratta dal discorso pronunciato da Benito Mussolini al Campidoglio il 31 dicenbre del 1

Fontana Mostra dell'Acqua Vergine al Pincio

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   © Photo Massimo Gaudio Fontana Mostra dell'Acqua Vergine Cosè quella cosa che accomuna la Fontana di Trevi , la Fontana della Barcaccia , la Fontana di piazza della Rotonda (Pantheon), la Fontana dei Leoni in Piazza del Popolo   e la Fontana dei Quattro Fiumi ? Semplice, l'acqua! Roma è famosa per le fontane e per gli acquedotti che le riforniscono. Uno di questi si chiama Aqua Virgo ossia Acqua Vergine, che di per se non è il più lungo tra gli acquedotti, in effetti è lungo poco più di 20 chilometri, ma è il più antico tra quelli funzionanti. Fatto costruire da Marco Vipsanio Agrippa, porta acqua alla Capitale proveniente dalle falde che si trovano nei pressi di via di Salone a sud di Roma, ininterrottamente dal 9 giugno del 19 a.C., giorno della sua inaugurazione.  Sulla collina del Pincio, termina in una piscina limaria il percorso sotterraneo dell'acquedotto e da li una sua diramazione giunge poco distante in quella che è la Fontana Mostra dell'Acqua Vergine.  E

Mostra dell’Acquedotto del Peschiera in piazzale degli Eroi

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  © Photo Massimo Gaudio Fontana del Peschiera L'approviggionamento idrico della Capitale è stato preso in forte considerazione sin dai tempi dell'Antica Roma, infatti vi giungono acquedotti da ogni parte. In passato era usanza celebrare la parte terminale di un acquedotto con una sontuosa mostra. Celebri sono la Fontana di Trevi nell'omonimo rione, la Fontana dell'Acqua Paola sul Gianicolo oppure la Fontana del Mosè come mostra dell'Acquedotto Felice nel rione Castro Pretorio o anche, sempre nello stesso rione in piazza della Repubblica, la Fontana delle Naiadi come mostra della Pia Acqua Marcia. Proprio quest'ultima è stata di ispirazione nella creazione della Fontana del Peschiera che si trova in piazzale degli Eroi nel quartiere Trionfale. La fontana è la mostra dell'Acquedotto della Peschiera, uno dei maggiori in Europa, che ha origini presso le sorgenti naturali che si trovano vicino Cittàducale in provincia di Rieti. I lavori iniziarono nel 1937

Fontana delle Anfore a Testaccio

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   © Photo Massimo Gaudio Piazza Testaccio, Fontana delle Anfore La Fontana delle Anfore si trova in piazza Testaccio che prende il nome dall'omonimo rione.  La fontana fu inaugurata il 26 ottobre 1927, tre anni dopo il bando indetto dal Comune di Roma vinto dall'architetto Pietro Lombardi, il quale si ispirò al vicino Monte Testaccio costituito da frammenti di anfore provenienti dal vicino porto commerciale di Ripa grande sul fiume Tevere.  La sua collocazione nella piazza durò pochi anni a causa del cedimento del terreno sottostante, così l'intera fontana fu trasferita a poca distanza in piazza dell'Emporio vicino Ponte Sublicio. Il Comune di Roma ha avviato agli inizi della seconda decade del nuovo millennio, un importante progetto di riqualificazione di piazza Testaccio trasferendo il mercato rionale in un nuovo spazio poco distante. La piazza liberata ha potuto così accogliere nuovamente la fontana nel luogo originario e con l'occasione sono stati ripristinati

I "cocci" di Monte Testaccio

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  © Photo Massimo Gaudio Monte Testaccio in via di Monte Testaccio vicino all'ex Mattatotio A Roma oltre i famosi Sette colli che si trovano a destra del fiume Tevere, ce n'è un'altro che non è stato creato dalla natura, ma bensì dall'uomo. Il suo nome è Monte Testaccio . E' conosciuto popolarmente come Monte dei Cocci , si trova nell'omonimo rione e sorge a pochi metri dall'ex Mattatoio nella zona portuale fluviale di Ripa grande ai tempi dell'antica Roma. Il porto era un importante punto di riferimento per lo scarico delle merci che risalivano lungo il fiume Tevere provenienti da tutte le province romane. Le merci viaggiavano all'interno di diversi contenitori tra cui le anfore. Quelle usate per il trasporto di prodotti agricoli venivano riutilizzate, ma quelle dedicate al tresporto oleario, per via dei residui che si accumulavano sulle pareti delle stesse, non potevano essere riutilizzate per una questione igienica e quindi in modo ordinato veniva