Villa Aldobrandini

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   © Photo Massimo Gaudio Il parco di Villa Aldobrandini Villa Aldobrandini si trova nel rione Monti ed è racchiusa tra via Nazionale e via Panisperna anche se l'accesso ai giardini aperti al pubblico si trova in via Mazzarino. Per arrivare a quello che ricorda un giardino pensile con uno spettacolare affaccio panoramico su largo Magnanapoli, si deve salire su per una scalinata che passa attraverso dei ruderi dell'Antica Roma risalenti alla fine del I secolo. La villa risale alla metà del '500, quando monsignor Giulio Vitelli acquistò una vigna con alcuni edifici a Monte Magnanapoli. La proprietà che si estendeva fino ad arrivare al Quirinale, passò nel corso dei secoli prima al figlio che la rivendette a papa Clemente VIII, il quale la donò al cardinale Pietro Aldobrandini. Quast'ultimo diede il compito all'architetto Giacomo della Porta di abbellire la proprietà. La villa fu così arricchita di fontane, sedute, vasi, statue di alberi ad alto fusto in parte ancora

Aula dell'Opus Sectile di Porta Marina al Museo Nazionale dell’alto Medioevo

Aula dell'Opus Sectile di Porta Marina - Museo Nazionale dell’alto Medioevo - Roma

Nel quartiere EUR ci sono vari Musei tematici ed uno di questi si chiama Museo Nazionale dell'Alto Medioevo. Di per se la struttura per via del nome non sembrerebbe quella adatta, ma al suo interno c'è un gioiello risalente all'ultimo periodo dell'Antica Roma. Una volta entrati nel Museo, si viene accolti da varie teche che contengono monili sia in oro che in pietre più o meno preziose, vasellami, sculture di piccole dimensioni, tessuti. Tutto interessante perché vengono mostrati gli oggetti d’uso comune di varie epoche, ma la vera chicca, quel gioiello di cui vi accennavo poco fa, si trova alla fine del percorso espositivo. Ci si arriva passando per una passerella con le pareti nere e dopo qualche metro si entra in una grandissima stanza che contiene l’Aula dell'Opus Sectile di Porta Marina. E' una meraviglia! Un’esplosione di marmi policromi, mosaici, greche che sono stati ricomposti all’interno di questa sala nel modo in cui si trovavano 1600-1700 anni fa. Gli archeologi durante gli scavi che si sono svolti tra il 1959 e il 1966 al di fuori di Porta Marina ad Ostia Antica, hanno riposato alla luce una ricca dimora collocata sul mare. Gli scavi hanno permesso di costatare che la costruzione contenente questa sala non era stata ancora ultimata perché sono stati ritrovati materiali da cantiere ed alcuni dei mosaici non erano stati ancora ultimati. La datazione dell’opera si colloca tra la fine del IV e l’inizio del V sec. d.C. perché è stata trovata una moneta di bronzo dell’imperatore Massimo (383-388 d.C.) all’interno della malta d’allettamento del mosaico con il leone che si trova sulle pareti. A proposito di felini, uno dei mosaici rinvenuti con la tigre, si trova al secondo piano del Palazzo dei Conservatori nei Musei Capitolini, sicuramente è il più bello e meglio conservato (ultima foto). Un plauso va anche ai restauratori che sono riusciti ricollocare tutto come era in origine ed ad integrare il tutto all’interno di questo ambiente, dando la sensazione di entrare in una sala antica percependone lo splendore originale.











Pannello in Opus Sectile con tigre che assale un vitello - Musei Capitolini - Roma

Commenti

  1. Caro Massimo, non posso fare a meno di invidiare un lavoro così edificante e la possibilità di riempire
    gli occhi davanti tanta bellezza e ricchezza, soprattutto sul lato artistico. Credo che coloro che l'hanno visto per la prima volta abbiano avuto un'emozione impattante da non credere nella scoperta stessa.
    Hai un libro pubblicato con le tue foto? Se non, hai pensato di pubblicarle? Grazie infinite per la condivizione stravolgente!

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    Risposte
    1. Cara Magali,
      Mi fa piacere che tu gradisca i miei articoli. Non ho pubblicato un libro ma per il momento questo blog è come se lo fosse. Chissà, magari in futuro.
      Un abbraccio

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