Fontana dei Libri

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  © Photo Massimo Gaudio Fontana dei Libri Nel 1927 l'arcchitetto Pietro Lombardi, che vinse il concorso per la costruzione della Fontana delle Anfore nel rione Testaccio, ricevette dall'amministrazione comunale l'incarico della costruzione (oltre alla Fontana degli Artisti ) di una fontana che rappresentasse il rione Sant'Eustachio. Egli riuscì ad unire due elementi molto rappresentativi del posto. Il primo è quello della testa di cervo, simbolo del rione che rappresenta il momento in cui il santo incontrò prima di convertirsi, il cervo durante una battuta di caccia che, arrivato davanti un burrone si girò verso di lui e tra le corna apparve una croce luminosa con la figura di Gesù. L'altro elemento rappresentativo del rione sono i libri che fanno riferimento all'università della Sapienza sul cui muro la fontana è addossata. La Fontana dei Libri si trova in via dei degli Staderari, tra Palazzo Carpegna e la chiesa di Sant'Ivo alla Sapienza all'interno

Chiesa di Dio Padre Misericordioso nel quartiere Alessandrino


Chiesa di Dio Padre Misericordioso

Nella zona Sud-Est della Capitale e più precisamente nel quartiere Alessandrino, si trova la chiesa di Dio Padre Misericordioso voluta da san Giovanni Paolo II a ricordo del Grande Giubileo del 2000, e progettata dall'architetto statunitense Richard Meier, lo stesso del progetto della teca che custodisce l'Ara Pacis. Realizzata tra il 1998 e il 2003, è stata consacrata lo stesso anno della fine dei lavori. La chiesa prese nome dal titolo della sua seconda enciclica, Dives in Misericordia del 30 novembre 1980, successivamente modificato dal Vicariato di Roma in Dio Padre Misericordioso. Colpisce con il suo design innovativo sia dal punto di vista ingegneristico sia architettonico, dove prevalgono tre maestose vele bianche alte 26 metri con la struttura autoportante grazie a una rete di cavi d'acciaio che collega 256 pannelli di uno speciale cemento bianco autopulente, chiamato anche cemento antismog e nella loro costruzione sono state impiegate ben 2.600 tonnellate di inerti ricavati dalla macinazione del marmo bianco di Carrara.
Il tetto della navata è realizzato in pannelli a vetri come anche le sue facciate, ma il sole non entra mai direttamente nella chiesa tranne nel periodo estivo, in un particolare momento del pomeriggio, quando la luce filtra da una piccola finestra alle spalle del presbiterio ed illumina il crocifisso seicentesco.







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