Monumento a Ciceruacchio sul Gianicolo

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  #artiebellezzeitaliane Photo by  Massimo Gaudio Ettore Ximenes, Monumento a Angelo Brunetti detto Ciceruacchio (1907) Il Gianicolo verso la metà del XIX secolo fu terreno di battaglia tra l'esercito francese che per convenienza politica andò in aiuto di papa Pio IX ed i patrioti della Repubblica Romana del 1849 che vide anche la partecipazione di Giuseppe Mazzini, Giuseppe Garibaldi e Goffredo Mameli. Purtroppo molti combattenti della Repubblica Romana morirono e vengono ricordati nel sacrario del Mausoleo Ossario Garibaldino che si trova proprio sul colle del Gianicolo, mentre altri dopo la capitolazione fuggirono da Roma per andare a combattere a nord contro l'esercito austriaco. Tra questi c'erano Giuseppe Garibaldi ed Angelo Brunetti detto Ciceruacchio (per via del suo aspetto grassottello da bambino che in una derivazione del romano è ciruacchiotto). Brunetti fu un patriota molto conosciuto dal popolo romano dell'epoca e partecipò attivamente nella battaglia con

Il Grand Tour a Palazzo Barberini

Sala de Il Grand Tour
Sala de Il Grand Tour
Sala de Il Grand Tour, La volta
A partire dal XVII secolo, si sviluppò la moda dei viaggi per conoscere ed arricchire il proprio sapere attraverso la conoscenza delle arti, comprese quelle antiche, i costumi e la cultura dei vari paese europei. Questo modo di viaggiare venne chiamato Grand Tour e poteva durare mesi o addirittura anni, quindi una tale possibilità era riservata ai giovani ricchi aristocratici, anche perché nel viaggio era previsto l'acquisto di oggetti riguardanti il posto visitato. Uno dei Paesi dove non poteva mancare assolutamente il passaggio di questi giovani era l'Italia da sempre ricca di storia antica con le rovine sia romane che greche, perciò Roma, la Sicilia e Napoli con la vicina Pompei, erano sicure tappe dove soggiornarvi per molto tempo. Anche l'arte di quei tempi veniva presa in grande considerazione e spesso era di norma farsi fare un ritratto dai più affermati pittori del momento come ad esempio i ricercatissimi Pompo Batoni e Canaletto. Anche le vedute paesaggistiche venivano prese fortemente in cosiderazione se non si aveva la fortuna di poter conoscere pittori affermati. Alla Galleria Nazionale d'Arte Antica di Palazzo Barberini una delle Sale è stata dedicata proprio al Grand Tour, con opere di artisti di varie nazionalità europee che ebbero modo di passare gran parte della loro vita in Italia ed alcuni di loro rimasero affascinati dalla bellezza del nostro Paese da restare fino alla fine dei propri giorni.

Anton Von Maron, Ritrato di Sir Robert Clive (1766)





Autore: Anton Von Maron (Vienna 1733 - Roma 1808)
Titolo: Ritratto di Sir Robert Clive
Datazione: 1766
Supporto: Olio su tela
Misure (cm): 150 x 120

Anton Raphael Mengs, Giove e Ganimede (1760)

Autore:             Anton Raphael Mengs (Aussig, Rep. Ceca 1728 - Roma 1779)
Titolo:               Giove e Ganimede
Datazione:       1760
Supporto:         Affresco riportato su tela
Misure (cm):    178,5 x 137,5

Jacob Philippe Hackert, La cascata dell'Aniene a Tivoli (1769)

Autore: Jacon Philipp Hackert (Preuzlan, Germania 1737 - San Piero dei Careggi 1807)
Titolo: La cascata di Tivoli
Datazione:     1769
Supporto:       Olio su tela
Misure (cm):  82 x 65


Angelica Kauffmann (Coire, Svizzera 1741 - Roma 1807), Ritratto di giovinetta in veste da baccante (1801)

Emile Jean Horace Vernet (Parigi 1789-1863), Titratto di Filippo Agricola (1820)

Anton Von Maron (Vienna 1733 - Roma 1808), Ritrato del cardinale Vincenzo Maria Altieri (1780)

Jean-Jacques Caffieri (Parigi 1725 - Mora 1792), Ritratto di gentiluomo (Seconda metà XVIII sec.)

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