Villa Aldobrandini

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   © Photo Massimo Gaudio Il parco di Villa Aldobrandini Villa Aldobrandini si trova nel rione Monti ed è racchiusa tra via Nazionale e via Panisperna anche se l'accesso ai giardini aperti al pubblico si trova in via Mazzarino. Per arrivare a quello che ricorda un giardino pensile con uno spettacolare affaccio panoramico su largo Magnanapoli, si deve salire su per una scalinata che passa attraverso dei ruderi dell'Antica Roma risalenti alla fine del I secolo. La villa risale alla metà del '500, quando monsignor Giulio Vitelli acquistò una vigna con alcuni edifici a Monte Magnanapoli. La proprietà che si estendeva fino ad arrivare al Quirinale, passò nel corso dei secoli prima al figlio che la rivendette a papa Clemente VIII, il quale la donò al cardinale Pietro Aldobrandini. Quast'ultimo diede il compito all'architetto Giacomo della Porta di abbellire la proprietà. La villa fu così arricchita di fontane, sedute, vasi, statue di alberi ad alto fusto in parte ancora

Palazzo dei Congressi

Palazzo dei Congressi
Negli anni trenta, per accogliere l'Esposizione Universale a Roma (E.U.R.), fu ideata la costruzione di un quartiere atto ad ospitarla. Molti edifici nel quartiere vennero iniziati ma con l'avvento della seconda guerra mondiale, purtroppo per ovvie esigenze, i lavoro subirono una battuta d'arresto. I lavori ebbero una ripresa all'inizio degli anni cinquanta ed alcuni di essi furono destinati momentaneamente ad ospitare le gare olimpiche che si svolsero a Roma nel 1960. Uno di questi edifici è il Palazzo dei Congressi, progettato da Adalberto Libera, iniziato nel 1938 e completato nel 1954, che per l'occasione ospitò le gare di scherma. Finite le olimpiadi, la struttura venne utilizzata da lì in poi per ospitare congressi, manifestazioni di vari tipi. Io ricordo molto volentieri verso la fine degli anni settanta, una manifestazione che riguardava il modo della musica e dell'alta fedeltà. Ricordo che all'interno del grande salone quadrato di 45 metri per lato ca., si sentiva distintamente ogni singolo prodotto esposto, non c'era confusione perché il soffitto alto della struttura non produceva un ritorno sgradevole dei suoni.
Da sempre si vedono in giro fotografie del palazzo con la scritta nera sul marmo bianco "Palazzo dei Congressi", ma io un giorno camminando per i corridoi di una delle sedi delle Poste italiane, ho avuto il modo di vedere una fotografia in bianco e nero con scritto al posto di Palazzo dei Congressi, "Poste italiane". In ogni modo la struttura per la sua bellezza architettonica si presta ad essere fotografata, con le sue forme lineari è il paradiso di ogni fotografo di architettura.




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