La casa romana di Michelangelo Buonarroti (Serbatoio Gianicolense)

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#artiebellezzeitaliane Photo by  Massimo Gaudio Serbatoio Gianicolense Anche se il Gianicolo non fa parte dei Sette Colli di Roma ha un fascino tutto suo, dal quale si può ammirare uno stupendo panorama sulla Capitale. C'è una strada, la Passeggiata del Gianicolo, che corre lungo tutto il colle ed accompagna lo sguardo sulla citta dal Faro del Gianicolo fino a Porta San Pancrazio passando per piazza Garibaldi da dove la vista è mozzafiato in qualunque momento, sia di giorno che di notte. Verso la fine del percorso vicino a Porta San pancrazio, prorpio di fonte al monumento a Ciceruacchio, nel 1928 è stato costruito un serbatoio interrato all'interno di un bastione per far fronte alla mancanza di acqua. Per l'occasione si decise di addossare sul muro del serbatoio quella che si presume essere la facciata della casa romana di Michelangelo Buonattoti dove visse dal 1531 in poi. La casa dell'artista si trovava in origine in via Macel de' Corvi che venne demolita per la

Palazzo dei Congressi

Palazzo dei Congressi
Negli anni trenta, per accogliere l'Esposizione Universale a Roma (E.U.R.), fu ideata la costruzione di un quartiere atto ad ospitarla. Molti edifici nel quartiere vennero iniziati ma con l'avvento della seconda guerra mondiale, purtroppo per ovvie esigenze, i lavoro subirono una battuta d'arresto. I lavori ebbero una ripresa all'inizio degli anni cinquanta ed alcuni di essi furono destinati momentaneamente ad ospitare le gare olimpiche che si svolsero a Roma nel 1960. Uno di questi edifici è il Palazzo dei Congressi, progettato da Adalberto Libera, iniziato nel 1938 e completato nel 1954, che per l'occasione ospitò le gare di scherma. Finite le olimpiadi, la struttura venne utilizzata da lì in poi per ospitare congressi, manifestazioni di vari tipi. Io ricordo molto volentieri verso la fine degli anni settanta, una manifestazione che riguardava il modo della musica e dell'alta fedeltà. Ricordo che all'interno del grande salone quadrato di 45 metri per lato ca., si sentiva distintamente ogni singolo prodotto esposto, non c'era confusione perché il soffitto alto della struttura non produceva un ritorno sgradevole dei suoni.
Da sempre si vedono in giro fotografie del palazzo con la scritta nera sul marmo bianco "Palazzo dei Congressi", ma io un giorno camminando per i corridoi di una delle sedi delle Poste italiane, ho avuto il modo di vedere una fotografia in bianco e nero con scritto al posto di Palazzo dei Congressi, "Poste italiane". In ogni modo la struttura per la sua bellezza architettonica si presta ad essere fotografata, con le sue forme lineari è il paradiso di ogni fotografo di architettura.




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