Piramide Cestia

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  © Photo Massimo Gaudio La Piramide Cestia e Porta San Paolo A nord del quartiere Ostiense, ai confini con il rione San Saba e più precisamente in piazzale Ostiense, si trova la Piramide di Caio Cestio, più comunemente conosciuta come Piramide Cestia . Fu costruita tra il 18 e il 12 a.C. come sepolcro di Caio Cestio, pretore, tribuno e membro del Collegio sacerdotale degli Epuloni. Dopo la conquista dell'Egitto in età augustea, a Roma si sviluppo una sorta di moda che prendeva spunto dal modello egiziano, quindi nella città sorsero vari monumenti sepolcrali simili alle piamidi egizie e quella Cestia è l'ultima rimasta intatta. Nella seconda metà del III sec. d.C., l'imperatore Aureliano fece inglobare la piramide all'interno della cinta muraria a difesa di Roma, le Mura aureliane. Il monumento misura 36,40 metri di altezza, la base misura 29,50 metri per lato, mentre la camera sepolcrale misura 23 mq. che, seguendo l'usanza egizia, fu murata al momento della sepolt

Raffaello alla Pinacoteca dei Musei Vaticani

La Sala dedicata a Raffaello Sanzio - Musei Vaticani
Di quello che non va ai Musei Vaticani ahimè è il tempo che non basta mai per poter ammirare la vastissima proposta di opere esposte, per tutto il resto penso sia uno dei più bei musei al mondo, ricco di storia, quella vera, che risale a più di cinque secoli fa, come per esempio le famose Stanze di Raffaello, quattro magnifiche sale affrescate da Raffaello Sanzio (Urbino 1483 - Roma 1520) e dai suoi aiuti.
Proprio del pittore urbinate voglio scrivere in questo articolo al quale è stata dedicata una stanza che si trova proprio al centro del percorso nella Pinacoteca. Sulle pareti della sala sono esposti vari arazzi realizzati da disegni del pittore e dalla sua scuola, ma il pezzo forte si trova al centro di essa, infatti sono collocati tre magnifici dipinti di Raffaello che in origine erano pale d'altare, tutte eseguite tra il 1502 ed il 1520.
La pala di sinistra si intitola Madonna di Foligno, una tempera grassa su tavola trasportata su tela che misura 308 x 198 cm ca. eseguita tra il 1511 ed il 1512. La tavola fu commissionata da Sigismondo de' Conti nel 1511 per l'altare maggiore della chiesa di Santa Maria in Aracoeli a Roma per poi essere trasferita alla chiesa di Sant'Anna nel Monastero delle Contesse a Foligno.
La pala di destra si intitola Incoronazione della Vergine detta Pala Oddi, una tempera grassa su tavola trasportata su tela che misura 272 x 165 cm. ca. eseguita tra il 1502 ed il 1503. Fu dipinta per l'altare della Cappella Oddi nella Chiesa di San Francesco al Prato a Perugia. Il dipinto è suddiviso in due parti: in quella superiore si vede la Vergine mentre viene incoronata da Cristo, mentre nella parte inferiore ci sono gli Apostoli intorno alla tomba vuota della Vergine salita in cielo.
Sicuramente la più bella è la Trasfigurazione, una tempera grassa su tavola che misura 410 x 279 cm. dipinta tra il 1516 ed il 1520. Quando nel 1515 Giulio de' Medici (futuro papa Clemente VII) divenne vescovo, commissionò a Raffaello la pala destinata alla cattedrale di San Giusto di Narbonne. Purtroppo il maestro non riuscì a portare a termine l'opera che invece venne terminata nella parte inferiore dal suo allievo e stretto collaboratore Giulio Romano. Giorgio Vasari scrisse su quest'opera "la più celebrata, la più bella e la più divina". Una copia in mosaico della Trasfigurazione, si trova all'interno della Basilica papale di San Pietro.
Raffaello Sanzio, Madonna di Foligno (1511-1512) - Pinacoteca - Musei Vaticani
Raffaello Sanzio, Incoronazione della Vergine detta Pala Oddi (1502-1503) - Pinacoteca - Musei Vaticani
Raffaello Sanzio, Trasfigurazione (1516-1520) - Pinacoteca - Musei Vaticani
Raffaello Sanzio, Trasfigurazione (1516-1520) Copia in mosaico - Basilica di San Pietro

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