Villa Aldobrandini

Immagine
   © Photo Massimo Gaudio Il parco di Villa Aldobrandini Villa Aldobrandini si trova nel rione Monti ed è racchiusa tra via Nazionale e via Panisperna anche se l'accesso ai giardini aperti al pubblico si trova in via Mazzarino. Per arrivare a quello che ricorda un giardino pensile con uno spettacolare affaccio panoramico su largo Magnanapoli, si deve salire su per una scalinata che passa attraverso dei ruderi dell'Antica Roma risalenti alla fine del I secolo. La villa risale alla metà del '500, quando monsignor Giulio Vitelli acquistò una vigna con alcuni edifici a Monte Magnanapoli. La proprietà che si estendeva fino ad arrivare al Quirinale, passò nel corso dei secoli prima al figlio che la rivendette a papa Clemente VIII, il quale la donò al cardinale Pietro Aldobrandini. Quast'ultimo diede il compito all'architetto Giacomo della Porta di abbellire la proprietà. La villa fu così arricchita di fontane, sedute, vasi, statue di alberi ad alto fusto in parte ancora

Viaggio fotografico nella Basilica Papale di San Paolo fuori le Mura

Ingresso Fronte del transetto della Basilica Papale di San Paolo fuori le mura - Roma
Oggi vorrei iniziare un percorso fotografico che ci porta all'interno delle Basiliche papali dislocate sul territorio romano. La prima che visiteremo è la Basilica Papale di San Paolo fuori le Mura nel quartiere Ostiense, che racchiude in se una bellezza unica che crea una sorta di religioso rispetto non appena si varca la soglia della basilica. Non ci sono tante opere di artisti conosciuti, ma una volta entrati, si viene avvolti da una sensazione di infinito perché la grande navata centrale sembra non finire più, se non fosse per l'arco trionfale posto proprio sopra il sepolcro di San Paolo. Le foto di questo post riguardano il Quadriportico con al'interno il giardino ed al centro di esso la statua di San Paolo scolpita da Giuseppe Obici nel XIX secolo.
Quadriportico, Facciata 

Quadriportico, Facciata con mosaici

Quadriportico, Facciata, Agnus dei

Quadriportico, Facciata, Cristo benedicante con i santi Pietro e Paolo

Quadriportico, Facciata, Profeta Daniele

Quadriportico, Facciata, Profeta Ezechiele

Quadriportico, Facciata, Profeta Geremia

Quadriportico, Facciata, Profeta Isaia

Quadriportico, Giuseppe Obici, Statua di San Paolo

Quadriportico, Giuseppe Obici, Statua di San Paolo

Quadriportico, Giuseppe Obici, Statua di San Paolo

Quadriportico di Luigi Poletti (1890)

Quadriportico di Luigi Poletti (1890)

Quadriportico di Luigi Poletti (1890)

Quadriportico di Luigi Poletti, lato sinistro (1890)

Nartece del quadriportico

Nartece del quadriportico, Porta Santa di Enrico Manfrini (2000)
NAVATE
La basilica di San Paolo fuori le Mura presenta una pianta a croce latina. L'aula è divisa in cinque navate, separate da quattro file di 20 colonne. Il rivestimento delle pareti, come quello del pavimento, è in marmi policromi che compongono motivi geometrici. Nella fascia immediatamente sopra gli archi che dividono le navate, vi è la serie dei tondi contenenti i ritratti di tutti i pontefici, da San Pietro fino a Papa Francesco. Realizzati con la tecnica del mosaico e su sfondo oro, furono iniziati nell'anno 1847, durante il pontificato di Pio IX. L'idea di questa serie di tondi ha le radici nell'antica basilica, poiché erano presenti anche in quest'ultima.Nella navata centrale, in corrispondenza dell'arco trionfale, vi sono due statue che raffigurano San Pietro di Salvatore Ravelli, e San Paolo di Ignazio Jacometti.
Navata centrale verso il transetto

Navata centrale verso l'ingresso

Navata centrale verso l'ingresso, Il soffitto a cassettoni

Navata centrale, Soffitto a cassettoni

Navata centrale, Soffitto a cassettoni

Navata destra esterna

Navata sinistra esterna

Navata destra, Ritratto dei papi Francesco. Benedetto XVI e Giovanni Paolo II

Navata destra, Ritratto di papa Francesco

Navata centrale, Salvatore Ravelli, Statua di San Paolo

Navata centrale, Ignazio Jacometti, Statua di San Pietro

ARCO DI GALLA PLACIDIA
L'arco trionfale, ovvero l'arco che separa il transetto dalla navata centrale, è detto di Galla Placidia dal nome della committente dell'opera, che fece realizzare la decorazione musiva, che lo ricopre tuttora, durante il pontificato di Leone I. In alto sono due iscrizioni: la prima a sinistra recita «Teodosio iniziò, Onorio compì mentre l'altra l'aula consacrata al corpo di Paolo dottore del mondo» Al centro, al disopra dell'arco, è raffigurato Cristo Pantocratore iscritto dentro una circonferenza da cui fuoriescono dei raggi. Più in basso, ai due lati dell'arco, sono raffigurate le figure di San Paolo (a sinistra) e di San Pietro (a destra).
Arco trionfale detto di Galla Placidia

Arco trionfale detto di Galla Placidia

Arco trionfale detto di Galla Placidia, Cristo Pantocratore

Arco trionfale detto di Galla Placidia

Arco trionfale detto di Galla Placidia

TRANSETTO
Le pareti sono decorate con marmi policromi mentre nella parte superiore continuano gli affreschi sulla vita di San Paolo e i tondi con i volti dei papi. Alle due testate vi sono due altari gemelli, realizzati con la malachite donata dallo zar di Russia Nicola I in stile neoclassico. Essi sono dedicati: quello di destra rispetto all'abside, alla Madonna, con pala raffigurante l'Incoronazione della Vergine, metre quello di sinistra a San Paolo con la pala raffigurante la Conversione di San Paolo. Sempre rispetto l'abside, si affacciano sul transetto due cappelle a destra e due a sinistra. Partendo da sinistra troviamo: La Cappella di Santo Stefano, la Cappela del Santissimo Sacramento, la Cappella di San Lorenzo e la Cappella di San Benedetto.
Transetto
Transetto di destra



Transetto di sinistra

Transetto di sinistra, Altare della Conversione

Transetto di sinistra, Altare della Conversione

Transetto di destra, Altare dell'Assunta

Cappella del Santissimo Sacramento con il Crocifisso di Pietro Cavallini

Cappella di san Benedetto con la statua di Pietro Tenerani

Cappella di san Lorenzo con dipinti di Giuseppe Ghezzi

Cappella di santo Stefano con la statua di Rinaldo Rinaldi

Affresco

Affresco

Ritratto di papa san Pietro
ABSIDE E IL CATINO ABSIDALE
Al centro del transetto si trova l'ampia abside semicircolare e al centro di essa vi è l'imponente cattedra papale, sopra la quale siede il papa quando celebra nella basilica. Il catino absidale è completamente decorato con il pregevole mosaico opera realizzata durante il pontificato di Onorio III all'inizio del XIII secolo. Nella raffigurazione si vede Cristo Benedicente sul trono con il Vangelo in mano. Vicino a lui sono stati raffigurati (da sinistra) San Luca, San Paolo, San Pietro e Sant'Andrea. Ai piedi del Redentore è stato raffigurato papa Onorio III. Nella fascia sottostante sono stati raffigurati i rimanenti apostoli e due angeli al fianco della croce centrale.

Abside col catino absidale


Abside con l'Altare maggiore


Altare maggiore


Trono papale


Catino absidale


Catino absidale con il Redentore in trono e con i santi Pietro, Paolo, Andrea e Luca


Redentrore assiso in trono con il libro dei Vangeli incorniciato nel Ciborio
IL CIBORIO
Il Ciborio della fine de XIII secolo, sormonta l'altare miracolosamente scampato all'incendio del 1823. E' oprea di Arnolfo di Cambio e sorretto da quattro colonne in porfido rosso, è a coronamento della tomba di San Paolo. Ai quattro angoli dell'edicola, ci sono nicchie sormontate da cuspidi triangolari, dove si trovano statue di San Paolo, San Pietro, San Benedetto e San Timoteo. L'opera risulta una sintesi di tre arti, ovvero architettura, scultura e pittura che fuse tra loro creano un'opera unica.
Ciborio di Arnolfo di Cambio 











CONFESSIONE
Vorrei riallacciarmi al Ciborio di Arnolfo di Cambio. Durante le ispezioni archeologiche eseguite tra il 2002 ed il 2003 nell'area della Confessione sottostante al Ciborio, hanno permesso di riportare alla luce il sarcofago marmoreo di San Paolo che si trova tutt'ora in posizione originale sotto l'Altare maggiore e che poggia sul piano del calpestio della Basilica realizzata dall'imperatore Teodosio. E' stato necessario il taglio del muro di mattoni rossi per poter riuscire a vedere il fianco del sarcofago. Presso la Confessione arde una fiamma perenne, l'unica sempre accesa in tutta la Basilica ed è alimentata ad olio. Vicino alla lampada ad olio, è posta una teca in bronzo e cristallo, dove al suo interno è custodita la catena che secondo la secolare tradizione, ha segnato la condizione di San Paolo come prigioniero di Roma.
Confessione con il Sepolcro di San Paolo
Tomba col sarcofago di San Paolo
Tomba col sarcofago di San Paolo
Reliquiario della catena della prigionia di San Paolo
Reliquiario della catena della prigionia di San Paolo
Fiamma Paolina perenne
CANDELABRO DEL CERO PASQUALE
Il Candelabro di San Paolo, presenta una decorazione sull'intera superficie ed è subbiviso in otto settori: un basamento con figure simboliche costituite da bestie mostruose e da figure femminili alludenti alla Grande Babilonia; un registro con motivi vegetali ed animali; scene della Passione di Cristo; la Resurrezione e l'Ascensione; un registro con intrecci vegetali, figure di leoni ed aquile; una coppa reggicero che porta la luce di Cristo. L'opera è attribuita a Nicola D'Angelo e Pietro Vassalletto appartenenti a due delle famiglie di marmorari più note a Roma dei secoli XII e XIII d.C.
Candelabro del cero Pasquale di Nicola D'Angelo e Pietro Vassalletto (XII-XIII sec.)


Candelabro del cero Pasquale di Nicola D'Angelo e Pietro Vassalletto (XII-XIII sec.)


Candelabro del cero Pasquale di Nicola D'Angelo e Pietro Vassalletto (XII-XIII sec.) - Particolare

Candelabro del cero Pasquale di Nicola D'Angelo e Pietro Vassalletto (XII-XIII sec.) - Particolare


Candelabro del cero Pasquale di Nicola D'Angelo e Pietro Vassalletto (XII-XIII sec.) - Particolare


Candelabro del cero Pasquale di Nicola D'Angelo e Pietro Vassalletto (XII-XIII sec.) - Particolare


Candelabro del cero Pasquale di Nicola D'Angelo e Pietro Vassalletto (XII-XIII sec.) - Particolare


Candelabro del cero Pasquale di Nicola D'Angelo e Pietro Vassalletto (XII-XIII sec.) - Particolare

PORTA BIZANTINA
La Porta Bizantina rappresenta una delle più rafinate testimonianze artistiche dell'inizio del secondo millennio. Dalle varie iscrizioni sia in latino che greco, si riesce a capire che la Porta è stata forgiata a Costantinopoli nel 1070. Fu donata dal Console Pantaleone di Amalfi all'Abate Ildebrando di Soana, diventato poi Papa Gregorio VII. In origine fu posta come varco principale della vecchia Basilica, ma poi a seguito dell'incendio del 1823, fu restaurata e posta in controfacciata alla Porta Santa. La cornice è in bronzo dorato e le 54 formelle in gemina d'argento illustrano le 12 scene evangeliche, 12 apostoli e le 12 rappresentazioni del loro martirio, 12 profeti, 2 aquile, 2 croci e 4 riquadri cin iscrizioni dedicatorie.
Porta Bizantina (1070)

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