Fontana dei Libri

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  © Photo Massimo Gaudio Fontana dei Libri Nel 1927 l'arcchitetto Pietro Lombardi, che vinse il concorso per la costruzione della Fontana delle Anfore nel rione Testaccio, ricevette dall'amministrazione comunale l'incarico della costruzione (oltre alla Fontana degli Artisti ) di una fontana che rappresentasse il rione Sant'Eustachio. Egli riuscì ad unire due elementi molto rappresentativi del posto. Il primo è quello della testa di cervo, simbolo del rione che rappresenta il momento in cui il santo incontrò prima di convertirsi, il cervo durante una battuta di caccia che, arrivato davanti un burrone si girò verso di lui e tra le corna apparve una croce luminosa con la figura di Gesù. L'altro elemento rappresentativo del rione sono i libri che fanno riferimento all'università della Sapienza sul cui muro la fontana è addossata. La Fontana dei Libri si trova in via dei degli Staderari, tra Palazzo Carpegna e la chiesa di Sant'Ivo alla Sapienza all'interno

La Fontana del Mascherone all'Aventino

Fontana in piazza Pietro D’Illiria


Nel rione Ripa si trovano due mascheroni che senza dubbio meritano di essere visti. Il primo è la Bocca della Verità conosciuto in tutto il mondo grazie anche al celebre film Vacanze romane, l'altro si trova sul colle Aventino e fa parte di una fontana. Essa è composta da due pezzi di varie epoche: un'antica vasca termale romana in granito con due maniglioni in bassorilievo e da un mascherone realizzato nel 1593 per adornare una fontana progettata da Giacomo Della Porta che si trovava nell'allora Campo vaccino dove adesso si trova in Foro Romano. Il mascherone con grandi ciglia e baffi si trova all'interno della valva di una conchiglia.
Questo mascherone ha avuto varie collocazioni da quando è stato scolpito, infatti dopo più di due secoli, nel 1816, è stato smontato dalla fontana creata dal Della Porta e rimontato in una nuova fontana realizzata in prossimità del Porto Leonino. Verso la fine del XIX secolo, per costruire i muraglioni di contenimento del Tevere, la fontana fu nuovamente smontata ed il mascherone finì in un deposito per qualche tempo, fino a quando nel 1936 su progetto di Antonio Munõz, fu addossata in una nicchia del muro di cinta del Giardino degli Aranci. Il progetto prevedeva la costruzione di un bacino rettangolare leggermente incassato rispetto il piano stradale ed al centro di esso è stata collocata la vasca e sopra il mascherone.


La fontana e dietro il tronco dell'albero si nota l'ingresso al Giardino degli Aranci




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