Monumento a Ciceruacchio sul Gianicolo

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  #artiebellezzeitaliane Photo by  Massimo Gaudio Ettore Ximenes, Monumento a Angelo Brunetti detto Ciceruacchio (1907) Il Gianicolo verso la metà del XIX secolo fu terreno di battaglia tra l'esercito francese che per convenienza politica andò in aiuto di papa Pio IX ed i patrioti della Repubblica Romana del 1849 che vide anche la partecipazione di Giuseppe Mazzini, Giuseppe Garibaldi e Goffredo Mameli. Purtroppo molti combattenti della Repubblica Romana morirono e vengono ricordati nel sacrario del Mausoleo Ossario Garibaldino che si trova proprio sul colle del Gianicolo, mentre altri dopo la capitolazione fuggirono da Roma per andare a combattere a nord contro l'esercito austriaco. Tra questi c'erano Giuseppe Garibaldi ed Angelo Brunetti detto Ciceruacchio (per via del suo aspetto grassottello da bambino che in una derivazione del romano è ciruacchiotto). Brunetti fu un patriota molto conosciuto dal popolo romano dell'epoca e partecipò attivamente nella battaglia con

La Fontana del Mascherone all'Aventino

Fontana in piazza Pietro D’Illiria


Nel rione Ripa si trovano due mascheroni che senza dubbio meritano di essere visti. Il primo è la Bocca della Verità conosciuto in tutto il mondo grazie anche al celebre film Vacanze romane, l'altro si trova sul colle Aventino e fa parte di una fontana. Essa è composta da due pezzi di varie epoche: un'antica vasca termale romana in granito con due maniglioni in bassorilievo e da un mascherone realizzato nel 1593 per adornare una fontana progettata da Giacomo Della Porta che si trovava nell'allora Campo vaccino dove adesso si trova in Foro Romano. Il mascherone con grandi ciglia e baffi si trova all'interno della valva di una conchiglia.
Questo mascherone ha avuto varie collocazioni da quando è stato scolpito, infatti dopo più di due secoli, nel 1816, è stato smontato dalla fontana creata dal Della Porta e rimontato in una nuova fontana realizzata in prossimità del Porto Leonino. Verso la fine del XIX secolo, per costruire i muraglioni di contenimento del Tevere, la fontana fu nuovamente smontata ed il mascherone finì in un deposito per qualche tempo, fino a quando nel 1936 su progetto di Antonio Munõz, fu addossata in una nicchia del muro di cinta del Giardino degli Aranci. Il progetto prevedeva la costruzione di un bacino rettangolare leggermente incassato rispetto il piano stradale ed al centro di esso è stata collocata la vasca e sopra il mascherone.


La fontana e dietro il tronco dell'albero si nota l'ingresso al Giardino degli Aranci




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