Piramide Cestia

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  © Photo Massimo Gaudio La Piramide Cestia e Porta San Paolo A nord del quartiere Ostiense, ai confini con il rione San Saba e più precisamente in piazzale Ostiense, si trova la Piramide di Caio Cestio, più comunemente conosciuta come Piramide Cestia . Fu costruita tra il 18 e il 12 a.C. come sepolcro di Caio Cestio, pretore, tribuno e membro del Collegio sacerdotale degli Epuloni. Dopo la conquista dell'Egitto in età augustea, a Roma si sviluppo una sorta di moda che prendeva spunto dal modello egiziano, quindi nella città sorsero vari monumenti sepolcrali simili alle piamidi egizie e quella Cestia è l'ultima rimasta intatta. Nella seconda metà del III sec. d.C., l'imperatore Aureliano fece inglobare la piramide all'interno della cinta muraria a difesa di Roma, le Mura aureliane. Il monumento misura 36,40 metri di altezza, la base misura 29,50 metri per lato, mentre la camera sepolcrale misura 23 mq. che, seguendo l'usanza egizia, fu murata al momento della sepolt

La Fontana del Mascherone all'Aventino

Fontana in piazza Pietro D’Illiria


Nel rione Ripa si trovano due mascheroni che senza dubbio meritano di essere visti. Il primo è la Bocca della Verità conosciuto in tutto il mondo grazie anche al celebre film Vacanze romane, l'altro si trova sul colle Aventino e fa parte di una fontana. Essa è composta da due pezzi di varie epoche: un'antica vasca termale romana in granito con due maniglioni in bassorilievo e da un mascherone realizzato nel 1593 per adornare una fontana progettata da Giacomo Della Porta che si trovava nell'allora Campo vaccino dove adesso si trova in Foro Romano. Il mascherone con grandi ciglia e baffi si trova all'interno della valva di una conchiglia.
Questo mascherone ha avuto varie collocazioni da quando è stato scolpito, infatti dopo più di due secoli, nel 1816, è stato smontato dalla fontana creata dal Della Porta e rimontato in una nuova fontana realizzata in prossimità del Porto Leonino. Verso la fine del XIX secolo, per costruire i muraglioni di contenimento del Tevere, la fontana fu nuovamente smontata ed il mascherone finì in un deposito per qualche tempo, fino a quando nel 1936 su progetto di Antonio Munõz, fu addossata in una nicchia del muro di cinta del Giardino degli Aranci. Il progetto prevedeva la costruzione di un bacino rettangolare leggermente incassato rispetto il piano stradale ed al centro di esso è stata collocata la vasca e sopra il mascherone.


La fontana e dietro il tronco dell'albero si nota l'ingresso al Giardino degli Aranci




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