Fontana dei Libri

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  © Photo Massimo Gaudio Fontana dei Libri Nel 1927 l'arcchitetto Pietro Lombardi, che vinse il concorso per la costruzione della Fontana delle Anfore nel rione Testaccio, ricevette dall'amministrazione comunale l'incarico della costruzione (oltre alla Fontana degli Artisti ) di una fontana che rappresentasse il rione Sant'Eustachio. Egli riuscì ad unire due elementi molto rappresentativi del posto. Il primo è quello della testa di cervo, simbolo del rione che rappresenta il momento in cui il santo incontrò prima di convertirsi, il cervo durante una battuta di caccia che, arrivato davanti un burrone si girò verso di lui e tra le corna apparve una croce luminosa con la figura di Gesù. L'altro elemento rappresentativo del rione sono i libri che fanno riferimento all'università della Sapienza sul cui muro la fontana è addossata. La Fontana dei Libri si trova in via dei degli Staderari, tra Palazzo Carpegna e la chiesa di Sant'Ivo alla Sapienza all'interno

Palazzo Massimo e le sue sculture

Statua di Afrodite con la firma di Menophantos (I sec. a.C.)
 A pochi passi dalla Stazione Termini nel rione Castro Pretorio, si trova Palazzo Massimo che fa parte del Museo Nazionale Romano (gli altri sono Crypta Balbi, Palazzo Altemps e Terme di Diocleziano). In questo articolo avremo modo di vedere una breve panoramica sulle statue più rappresentative presenti all'interno del Museo sparse nei vari piani del Palazzo.

Nella Sala VIII del piano terra, è esposta la statua che raffigurala la dea Afrodite che fu ritrovata nella chiesa di San Gragorio al Celio. Si tratta di una copia della statua di Afrodite che si trovava nella Troade. La dea è raffigurata nella classica posa delle Afroditi pudiche come per esempio la Venere Capitolina, riconducibili alla celebre Afrodite Cnidia di Prassitele del IV secolo a.C. Il marmo è greco a grana fine che lo scultore Menophantos scolpì molto probabilmente nel I secolo a.C.. Si ha la certezza dell'autore perché sul cofanetto vicino al piede sinistro, c'è incisa una iscrizione in greco che recita: "dall'Afrodite che si trova nella Trodae, Menophantos fece"


Sempre al piano terra del Palazzo si trova una statua marmorea che ritrae l'Imperatore Augusto nelle vesti di pontefice massimo. Non si conosce l'autore, ma è stata datata intorno al 12 a.C. ed è alta poco più di due metri.
Statua di Augusto  (12 a.C. ca.)










All'interno della stessa sala situata al piano terra, sono collocate due statue che furono ritrovate vicine su un versante del colle Quirinale nel 1885 durante la costruzione del Teatro Nazionale. Il Pugile in riposo e il cd. Principe ellenistico erano sepolte ma sicuramente in epoche diverse. Il Pugile in riposo è una statua in bronzo alta 128 cm. risalente al IV secolo a.C. è stata attribuita a Lisippo o ad uno della sua cerchia.

Pugile in riposo(IV sec. a.C.)







Il cosiddetto Principe ellenistico è una statua in bronzo alta circa 200 cm. I caratteri della statua, che costituisce una delle rare sculture in bronzo dell'età ellenistica, rimandano alla metà del II secolo a.C.

c.d. Principe ellenistico (metà II sec. a.C.)




In una sala del primo piano sono esposti alcuni frammenti di sculture in avorio risalenti al primo secolo d.C., recuperati dal mercato clandestino dal Comando carabinieri per la tutela del patrimonio culturale, provenienti da Anguillara Sabazia (Roma) da uno scavo clandestino. I frammenti farebbero parte di due o più statue crisoelefantine costruite a Roma su modelli greci. Il pezzo più interessante tra tutti è sicuramente il volto d'avorio.
Il volto d'avorio

Questa scultura marmorea il cui nome è Il Discobolo Lancellotti, è una delle copie del Discobolo di Mirone (465 a.C.), è alta 155 cm ed è risalente al II secolo d.C.. Fu ritrovata nel 1781 a Villa Palombara nel Rione Esquilino a Roma e per molto tempo ha fatto parte della collezione della famiglia Lancellotti da cui prende il nome. E' Collocata al primo piano.

Statua del Discobolo Lancellotti (metà II sec. d.C.)
 



Uno dei sarcofagi più belli ed integri arrivati fino a noi si trova sempre al primo piano del Museo in una stanza ad esso dedicata. Si tratta di un sarcofago con scene di battaglia denominato Sarcofago di Portonaccio rinvenuto nel 1931 vicino la Via Tiburtina nei pressi del quartiere di Portonaccio. Da alcune caratteristiche dei fregi, sembra che sia stato utilizzato per l'inumazione di Aulus Iulius Pompilius, ufficiale di Marco Aurelio al comando di due squadroni di cavalleria. Per capire meglio la grandezza del sarcofago in marmo databile intorno il 180 d.C., l'altezza è circa 150 cm. di cui 36 cm. interessano il coperchio, mentre la lunghezza è 240 cm. e la profondità è di 115 cm. Nelle raffigurazioni si vedono scene di combattimento tra romani e barbari, dove questi ultimi venivano sconfitti e sottomessi all'impero romano.

Sarcofago di Portonaccio (180 d.C.)









Le erme sono delle colonne con la sezione quadrata di piccole dimensioni sormontate da figure maschili o femminili. Il loro nome deriva da Hermes e venivano poste lungo i confini di proprietà, lungo le strade ed anche davanti le porte delle case per invocare la protezione di Hermes. Nei post di oggi troveremo vari tipi di erme, compresa quella dedicata ad Hermes, ma in questo post troveremo varie erme di aurighi rinvenute durante gli scavi della stazione di Trastevere in quello che si considera un luogo sacro dedicato ad Ercole. Sono tutte di vincitori di agoni sportivi che consacrano i propri ritratti ad Ercole. Si trovano al primo piano all'interno di una scenografia circolare denominata Le erme di aurighi nel sacello di Ercole.
Erma di Auriga (I-II se. d.C.)

Erma di Auriga (I-II se. d.C.)

Erma di Auriga (I-II se. d.C.)

Erma di Auriga (I-II se. d.C.)

Erma di Auriga (I-II se. d.C.)

Erma di Auriga (I-II se. d.C.)


Durante i lavori di arginatura del Tevere verso la fine del XIX secolo è stato fatto un ritrovamento di notevole valore per la rarità delle sculture bronzee di grandi dimensioni che ci arrivano dall'antichità. L'opera è il Dioniso bronzeo, è di età adrianea (II sec. d.C.), è alta 158 cm e si trova al primo piano.

Dioniso bronzeo (117-117 d.C.)




Sempre al primo piano poco distante dal Discobolo Lancellotti troviamo l'Ermafrodito dormiente, una scultura romana in marmo lunga 148 cm. risalente al II secolo a.C. Fu rinvenuta poco distante dal Museo che l'accoglie nel 1879 sotto un edificio privato sotto il Teatro dell'Opera di Roma all'interno di una nicchia murata e riempita di terra. Questa tecnica veniva spesso utilizzata in passato per nascondere statue di una certa importanza evitando che venissero trafugare.

Ermafrodito Dormiente (metà II sec. a.C.)

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