Fontana della Terrina in piazza della Chiesa Nuova

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  #artiebellezzeitaliane Photo by  Massimo Gaudio Piazza della Chiesa Nuova, Giacomo della Porta, Fontana della terrina (1581-1595) Giacomo della Porta è stato uno degli scultori ed architetti più attivi a Roma. Autore di molte fontane disseminate sul territorio capitolino, ce n'è una che, suo malgrado, ha assunto un aspetto un po' bizzarro. Nel rione Parione, in piazza della Chiesa Nuova su corso Vittorio Emanuele II, si trova la Fontana della Terrina , chiamata così per il suo aspetto che non lascia spazio ad altre interpretazioni. In origine però, il suo aspetto non era questo e non era questa neanche la sua collocazione, infatti si trovava al centro di piazza Campo de' Fiori, da dove nel 1889 fu smontata per fare spazio al monumento a Giordano Bruno. Giacomo della Porta realizzò tra il 1590 ed il 1595 soltanto la vasca marmorea a pianta ovale, collocandola al centro di un bacino più basso rispetto al piano strada per via della scarsa pressione dell'acquedotto dell&#

Chiesa di San Carlino alle Quattro Fontane


Chiesa di San Carlino alle Quattro Fontane

  Nel rione Monti, al confine tra quelli di Trevi e Castro Pretorio, si trova la chiesa di San Carlino alle Quattro Fontane, realizzata grazie all'estro dell'architetto Francesco Borromini. La chiesa consacrata nel 1640, è dedicata a San Carlo Borromeo ma il diminutivo nella denominazione "Carlino", si deve al fatto che la chiesa è molto piccola.
I frati dell'ordine dei Trinitari lo incaricarono della realizzazione del convento con annessa chiesa e visto che non erano in possesso di tante disponibilità economiche, Borromini fece vari progetti per adattare al meglio le richieste dei frati. Arrivò comunque un aiuto economico da parte del Cardinale Francesco Barberini, nipote di Papa Urbano VIII, il quale palazzo fu realizzato poco distante da Carlo Maderno con l'aiuto del Borromini. La chiesa  è considerata come uno dei capolavori dell'architettura barocca, ma l'architetto non ebbe la possibilità di terminare i lavori perché morì nel 1667. Suo nipote Bernardo Borromini sulla scorta dei disegni del maestro continuò i lavori fino al completamento avvenuto nel 1680. Il campanile venne abbattuto per la sistemazione del corpo convesso della chiesa sull'angolo delle Quattro Fontane (quello dove si trova la Fontana del Tevere) e ne venne costruito un altro nel 1670.
La sua pianta rimanda alla forma ellittica della cupola ma costruita geometricamente a partire dalla forma di due triangoli equilateri con la base comune sull'asse trasversale dell'edificio, sulle quali punte si trovano absidi semicircolari contenenti gli altari ed il portone d'ingresso. La facciata è un tripudio di dimanicità dovuta dal gioco di forme concave e convesse e con le fantasiose decorazioni concepite dal Borromini che però riuscì a completare soltanto la parte inferiore dove si possono vedere nicchie contenetri statue tra cui quella di San Carlo Borromini realizzata da Antonio Raggi tra il 1675 ed il 1680 posta sul portale d'ingresso.
Nella chiesa si trova una cripta alla sinistra dell'altare maggiore dove riposa Beata Elisabetta Canori Mora, madre di famiglia e terziaria dell'Ordine della Santissima Trinità beatificata da Papa Giovanni Paolo II nel 1994.



San Carlo Borromeo con i fondatori dell'Ordine adorante la Trinità di Pierre Mignard (XVII sec.)

L'Estasi di San Michele e i Santi di Amalia de Angelis (1847)

L'Estasi di San Giovanni Battista della Concezione di Prospero Mallerini (1819)

La cupola

Il cupolino

Cripta dove riposa Beata Elisabetta Canori Mora

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