Fontana dei Libri

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  © Photo Massimo Gaudio Fontana dei Libri Nel 1927 l'arcchitetto Pietro Lombardi, che vinse il concorso per la costruzione della Fontana delle Anfore nel rione Testaccio, ricevette dall'amministrazione comunale l'incarico della costruzione (oltre alla Fontana degli Artisti ) di una fontana che rappresentasse il rione Sant'Eustachio. Egli riuscì ad unire due elementi molto rappresentativi del posto. Il primo è quello della testa di cervo, simbolo del rione che rappresenta il momento in cui il santo incontrò prima di convertirsi, il cervo durante una battuta di caccia che, arrivato davanti un burrone si girò verso di lui e tra le corna apparve una croce luminosa con la figura di Gesù. L'altro elemento rappresentativo del rione sono i libri che fanno riferimento all'università della Sapienza sul cui muro la fontana è addossata. La Fontana dei Libri si trova in via dei degli Staderari, tra Palazzo Carpegna e la chiesa di Sant'Ivo alla Sapienza all'interno

Chiesa di Sant'Ivo alla Sapienza

 

Chiesa di Sant'Ivo alla sapienza

C'è un rione di Roma di piccole dimensioni, lungo e stretto, l'unico tra tutti che confina con ben sette di essi. E' il rione Sant'Eustachio ed al suo interno ci sono i Palazzi storici come quelli che ospitano il Sanato della Repubblica, chiese di importanza storica e culturale con opere di artisti del calibro di Caravaggio. Tra queste ultime ce n'è una che è considerata una delle massime espressioni di architettura Barocca nella Capitale: La chiesa di Sant'Ivo alla Sapienza, opera dell'architetto Francesco Borromini, il quale la realizzò nel ventennio che va dal 1642 al 1662, anno della sua consacrazione. Prima di accedere alla chiesa si passa per un lungo cortile dove attualmente c'è la sede romana dell'Archivio di Stato. 

Una volta entrati si ha l'impressione di una chiesa vuota con i muri bianchi, non ci sono marmi policromi, stucchi dorati, nelle nicchie non ci sono statue o dipinti, tranne che per quella dell'altare dove è collocata una pala con Sant'Ivo patrono degli avvocati di Pietro da Cortona. Forse la mancanza degli "accessori" è un bene perché il punto forte della chiesa è l'architettura Barocca ricca di valori artistici, tecnici e simbolici che ne fanno un capolavoro, un punto di riferimento per l'architettura in generale. La cupola con la sua particolare forma di per se ha vari simboli tra cui quelli che richiamano la Trinità con un triangolo che combinato con un altro triangolo rovesciato e con parti di cerchio concave e convesse, forma la figura stilizzata di tre api. Le tre api hanno sempre rappresentato la famiglia Barberini di cui Papa Urbano VIII Barberini della chiesa fu il committente.

Un'altra particolarità che interessa la cupola è la lanterna che trova ispirazione sia nella torre di Babele che nel faro di Alessandria. Vista dall'interno della chiesa si nota soltanto una sua forma circolare, ma vista dall'esterno si notano sei finestre all'interno di sei parti concave con doppie colonne che terminano in pinnacoli altissimi, mentre la spirale che sale verso l'alto termina con la rappresentazione di fiamme che, come la luce di un faro, devono illuminare i fedeli.



La lanterna



La cupola

L'ape stilizzata


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