Fontana dei Libri

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  © Photo Massimo Gaudio Fontana dei Libri Nel 1927 l'arcchitetto Pietro Lombardi, che vinse il concorso per la costruzione della Fontana delle Anfore nel rione Testaccio, ricevette dall'amministrazione comunale l'incarico della costruzione (oltre alla Fontana degli Artisti ) di una fontana che rappresentasse il rione Sant'Eustachio. Egli riuscì ad unire due elementi molto rappresentativi del posto. Il primo è quello della testa di cervo, simbolo del rione che rappresenta il momento in cui il santo incontrò prima di convertirsi, il cervo durante una battuta di caccia che, arrivato davanti un burrone si girò verso di lui e tra le corna apparve una croce luminosa con la figura di Gesù. L'altro elemento rappresentativo del rione sono i libri che fanno riferimento all'università della Sapienza sul cui muro la fontana è addossata. La Fontana dei Libri si trova in via dei degli Staderari, tra Palazzo Carpegna e la chiesa di Sant'Ivo alla Sapienza all'interno

Il Giardino di Via Carlo Felice

 

Il giardino verso la Basilica di San Giovanni in Laterano
 
Ci sono due Basiliche vicine tra loro che fanno parte del Giro delle sette chiese, un itinerario pellegrinale in uso a Roma fin da Medioevo. Esse sono la Basilica papale di San Giovanni in Laterano e la Basilica di Santa Croce in Gerusalemme. Le rispettive piazze sono unite tra loro da Via Carlo Felice e le Mura Aureliane ed in mezzo alle due si trova un giardino da poco tempo strappato al degrado che lo ha visto vittima nel corso del '900. 
Il giardino ha cominciato a prendere forma nel XVI secolo perché venne utilizzato come "raccolta" di materiale di risulta durante la costruzione della strada che univa la Basilica papale di Santa Maria Maggiore con quella di Santa Croce in Gerusalemme. Altro materiale fu accumulato durante la costruzione di quella che ora si chiama Via Carlo Felice nel 1774 e con la messa a dimora di 254 gelsi e 64 olmi disposti in 6 filari. Anche l'800 ha visto questo spazio riempirsi pian piano con altro terreno di riporto creando così la forma attuale. Nel secolo scorso l'area fu occupata da capannoni dell'azienda di trasporto urbano ATAC addossati sulle Mura Aureliane decretando così l'inizio del degrado del giardino. Nel 1926 l'architetto Raffaele De Vico (per intenderci il progettista del Giardino degli Aranci), per cercare di limitare la visione dei capannoni fece piantare una serie di pini.
L’area ha una superficie complessiva di 2,7 ettari, è soggetta a vincoli paesaggistici ed archeologici. C'è una recinzione leggera in modo da non limitare la visione dello spazio verde ed allo stesso tempo utile a garantire la sicurezza.
Pensavo già da tempo di fare delle fotografie a questo giardino in bianco e nero per ricreare la sensazione di un luogo antico, così un pomeriggio ho inserito un rullino in banco e nero nella mia fotocamera ed ecco qui il risultato.

Il giardino verso la Basilica di Santa Croce in Gerusalemme




Il giardino visto dalla Basilica di San Giovanni in Laterano


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