Piramide Cestia

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  © Photo Massimo Gaudio La Piramide Cestia e Porta San Paolo A nord del quartiere Ostiense, ai confini con il rione San Saba e più precisamente in piazzale Ostiense, si trova la Piramide di Caio Cestio, più comunemente conosciuta come Piramide Cestia . Fu costruita tra il 18 e il 12 a.C. come sepolcro di Caio Cestio, pretore, tribuno e membro del Collegio sacerdotale degli Epuloni. Dopo la conquista dell'Egitto in età augustea, a Roma si sviluppo una sorta di moda che prendeva spunto dal modello egiziano, quindi nella città sorsero vari monumenti sepolcrali simili alle piamidi egizie e quella Cestia è l'ultima rimasta intatta. Nella seconda metà del III sec. d.C., l'imperatore Aureliano fece inglobare la piramide all'interno della cinta muraria a difesa di Roma, le Mura aureliane. Il monumento misura 36,40 metri di altezza, la base misura 29,50 metri per lato, mentre la camera sepolcrale misura 23 mq. che, seguendo l'usanza egizia, fu murata al momento della sepolt

Il Giardino di Via Carlo Felice

 

Il giardino verso la Basilica di San Giovanni in Laterano
 
Ci sono due Basiliche vicine tra loro che fanno parte del Giro delle sette chiese, un itinerario pellegrinale in uso a Roma fin da Medioevo. Esse sono la Basilica papale di San Giovanni in Laterano e la Basilica di Santa Croce in Gerusalemme. Le rispettive piazze sono unite tra loro da Via Carlo Felice e le Mura Aureliane ed in mezzo alle due si trova un giardino da poco tempo strappato al degrado che lo ha visto vittima nel corso del '900. 
Il giardino ha cominciato a prendere forma nel XVI secolo perché venne utilizzato come "raccolta" di materiale di risulta durante la costruzione della strada che univa la Basilica papale di Santa Maria Maggiore con quella di Santa Croce in Gerusalemme. Altro materiale fu accumulato durante la costruzione di quella che ora si chiama Via Carlo Felice nel 1774 e con la messa a dimora di 254 gelsi e 64 olmi disposti in 6 filari. Anche l'800 ha visto questo spazio riempirsi pian piano con altro terreno di riporto creando così la forma attuale. Nel secolo scorso l'area fu occupata da capannoni dell'azienda di trasporto urbano ATAC addossati sulle Mura Aureliane decretando così l'inizio del degrado del giardino. Nel 1926 l'architetto Raffaele De Vico (per intenderci il progettista del Giardino degli Aranci), per cercare di limitare la visione dei capannoni fece piantare una serie di pini.
L’area ha una superficie complessiva di 2,7 ettari, è soggetta a vincoli paesaggistici ed archeologici. C'è una recinzione leggera in modo da non limitare la visione dello spazio verde ed allo stesso tempo utile a garantire la sicurezza.
Pensavo già da tempo di fare delle fotografie a questo giardino in bianco e nero per ricreare la sensazione di un luogo antico, così un pomeriggio ho inserito un rullino in banco e nero nella mia fotocamera ed ecco qui il risultato.

Il giardino verso la Basilica di Santa Croce in Gerusalemme




Il giardino visto dalla Basilica di San Giovanni in Laterano


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