Fontana della Terrina in piazza della Chiesa Nuova

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  #artiebellezzeitaliane Photo by  Massimo Gaudio Piazza della Chiesa Nuova, Giacomo della Porta, Fontana della terrina (1581-1595) Giacomo della Porta è stato uno degli scultori ed architetti più attivi a Roma. Autore di molte fontane disseminate sul territorio capitolino, ce n'è una che, suo malgrado, ha assunto un aspetto un po' bizzarro. Nel rione Parione, in piazza della Chiesa Nuova su corso Vittorio Emanuele II, si trova la Fontana della Terrina , chiamata così per il suo aspetto che non lascia spazio ad altre interpretazioni. In origine però, il suo aspetto non era questo e non era questa neanche la sua collocazione, infatti si trovava al centro di piazza Campo de' Fiori, da dove nel 1889 fu smontata per fare spazio al monumento a Giordano Bruno. Giacomo della Porta realizzò tra il 1590 ed il 1595 soltanto la vasca marmorea a pianta ovale, collocandola al centro di un bacino più basso rispetto al piano strada per via della scarsa pressione dell'acquedotto dell&#

Il Trionfo della Divina Provvidenza di Pietro da Cortona a Palazzo Barberini

 

Pietro Berrettini detto PIETRO DA CORTONA, Divina Provvidenza

Palazzo Barnerini, eccellente opera architettonica barocca che si trova nel rione Trevi in via delle Quattro Fontane, al suo interno ospita la Galleria Nazionale d'Arte Antica e nel percorso museale si può ammirare lo splendido salone Pietro da Cortona. Prende il nome dall'artista che, insieme ai suoi aiuti, in sette anni dal 1632 al 1639 dipinse l'affresco sulla volta del salone che con i suoi circa 530 mq di superfice coperta, è l'opera più grande su Roma, la seconda se si rapporta con quello della Cappella Sistina. 

L'opera si intitola Il Trionfo della Divina Provvidenza ed è stata realizzata sotto il pontificato di papa Urbano VIII Barberini, il quale acquistò nel 1625 il palazzo dalla famiglia Sforza come dimora per i suoi nipoti investiti di incarichi e onorificenze.

Il salone con i suoi 400 mq. ha il soffitto più ampio ed importante di tutto il palazzo, e qui Pietro da Cortona concepì la composizione come un gigantesco vortice di figure, elementi naturali e architettonici, che con la sua grandezza cattura lo sguardo con una straordinaria ed emozionante visione. Il tema dell'opera, fu elaborata dal poeta di corte Francesco Bracciolini da Pistoia per esaltare il pontificato di Urbano VIII, la Chiesa e la sua famiglia, infatti al centro della rappresentazione si trovano tre api, simbolo araldico della famiglia Barberini. La volta è aperta sul cielo ed è suddivisa in cinque zone delimitate esternamente da una finta cornice monocroma. Nell'opera sono inseriti più di cento personaggi, ma la parte più importante si trova al centro della cornice in finto marmo interrotta negli angoli da medaglioni ottagonali. Tra le nubi siede su un trono la Divina Provvidenza che impugnando lo scettro comanda alla Fama di incoronare lo stemma della famiglia Barberini. Nei riquadri laterali, si affrontano contrapposti i vizi e le virtù, il bene e il male. Minerva atterra i giganti, la Teologia e la Religione tengono lontane la lascivia e la dissolutezza, Ercole scaccia le avide Arpie, il Buongoverno bandisce la guerra e garantisce la pace.








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