Monumento a Ciceruacchio sul Gianicolo

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  #artiebellezzeitaliane Photo by  Massimo Gaudio Ettore Ximenes, Monumento a Angelo Brunetti detto Ciceruacchio (1907) Il Gianicolo verso la metà del XIX secolo fu terreno di battaglia tra l'esercito francese che per convenienza politica andò in aiuto di papa Pio IX ed i patrioti della Repubblica Romana del 1849 che vide anche la partecipazione di Giuseppe Mazzini, Giuseppe Garibaldi e Goffredo Mameli. Purtroppo molti combattenti della Repubblica Romana morirono e vengono ricordati nel sacrario del Mausoleo Ossario Garibaldino che si trova proprio sul colle del Gianicolo, mentre altri dopo la capitolazione fuggirono da Roma per andare a combattere a nord contro l'esercito austriaco. Tra questi c'erano Giuseppe Garibaldi ed Angelo Brunetti detto Ciceruacchio (per via del suo aspetto grassottello da bambino che in una derivazione del romano è ciruacchiotto). Brunetti fu un patriota molto conosciuto dal popolo romano dell'epoca e partecipò attivamente nella battaglia con

Il Trionfo della Divina Provvidenza di Pietro da Cortona a Palazzo Barberini

 

Pietro Berrettini detto PIETRO DA CORTONA, Divina Provvidenza

Palazzo Barnerini, eccellente opera architettonica barocca che si trova nel rione Trevi in via delle Quattro Fontane, al suo interno ospita la Galleria Nazionale d'Arte Antica e nel percorso museale si può ammirare lo splendido salone Pietro da Cortona. Prende il nome dall'artista che, insieme ai suoi aiuti, in sette anni dal 1632 al 1639 dipinse l'affresco sulla volta del salone che con i suoi circa 530 mq di superfice coperta, è l'opera più grande su Roma, la seconda se si rapporta con quello della Cappella Sistina. 

L'opera si intitola Il Trionfo della Divina Provvidenza ed è stata realizzata sotto il pontificato di papa Urbano VIII Barberini, il quale acquistò nel 1625 il palazzo dalla famiglia Sforza come dimora per i suoi nipoti investiti di incarichi e onorificenze.

Il salone con i suoi 400 mq. ha il soffitto più ampio ed importante di tutto il palazzo, e qui Pietro da Cortona concepì la composizione come un gigantesco vortice di figure, elementi naturali e architettonici, che con la sua grandezza cattura lo sguardo con una straordinaria ed emozionante visione. Il tema dell'opera, fu elaborata dal poeta di corte Francesco Bracciolini da Pistoia per esaltare il pontificato di Urbano VIII, la Chiesa e la sua famiglia, infatti al centro della rappresentazione si trovano tre api, simbolo araldico della famiglia Barberini. La volta è aperta sul cielo ed è suddivisa in cinque zone delimitate esternamente da una finta cornice monocroma. Nell'opera sono inseriti più di cento personaggi, ma la parte più importante si trova al centro della cornice in finto marmo interrotta negli angoli da medaglioni ottagonali. Tra le nubi siede su un trono la Divina Provvidenza che impugnando lo scettro comanda alla Fama di incoronare lo stemma della famiglia Barberini. Nei riquadri laterali, si affrontano contrapposti i vizi e le virtù, il bene e il male. Minerva atterra i giganti, la Teologia e la Religione tengono lontane la lascivia e la dissolutezza, Ercole scaccia le avide Arpie, il Buongoverno bandisce la guerra e garantisce la pace.








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