Piramide Cestia

Immagine
  © Photo Massimo Gaudio La Piramide Cestia e Porta San Paolo A nord del quartiere Ostiense, ai confini con il rione San Saba e più precisamente in piazzale Ostiense, si trova la Piramide di Caio Cestio, più comunemente conosciuta come Piramide Cestia . Fu costruita tra il 18 e il 12 a.C. come sepolcro di Caio Cestio, pretore, tribuno e membro del Collegio sacerdotale degli Epuloni. Dopo la conquista dell'Egitto in età augustea, a Roma si sviluppo una sorta di moda che prendeva spunto dal modello egiziano, quindi nella città sorsero vari monumenti sepolcrali simili alle piamidi egizie e quella Cestia è l'ultima rimasta intatta. Nella seconda metà del III sec. d.C., l'imperatore Aureliano fece inglobare la piramide all'interno della cinta muraria a difesa di Roma, le Mura aureliane. Il monumento misura 36,40 metri di altezza, la base misura 29,50 metri per lato, mentre la camera sepolcrale misura 23 mq. che, seguendo l'usanza egizia, fu murata al momento della sepolt

Il Trionfo della Divina Provvidenza di Pietro da Cortona a Palazzo Barberini

 

Pietro Berrettini detto PIETRO DA CORTONA, Divina Provvidenza

Palazzo Barnerini, eccellente opera architettonica barocca che si trova nel rione Trevi in via delle Quattro Fontane, al suo interno ospita la Galleria Nazionale d'Arte Antica e nel percorso museale si può ammirare lo splendido salone Pietro da Cortona. Prende il nome dall'artista che, insieme ai suoi aiuti, in sette anni dal 1632 al 1639 dipinse l'affresco sulla volta del salone che con i suoi circa 530 mq di superfice coperta, è l'opera più grande su Roma, la seconda se si rapporta con quello della Cappella Sistina. 

L'opera si intitola Il Trionfo della Divina Provvidenza ed è stata realizzata sotto il pontificato di papa Urbano VIII Barberini, il quale acquistò nel 1625 il palazzo dalla famiglia Sforza come dimora per i suoi nipoti investiti di incarichi e onorificenze.

Il salone con i suoi 400 mq. ha il soffitto più ampio ed importante di tutto il palazzo, e qui Pietro da Cortona concepì la composizione come un gigantesco vortice di figure, elementi naturali e architettonici, che con la sua grandezza cattura lo sguardo con una straordinaria ed emozionante visione. Il tema dell'opera, fu elaborata dal poeta di corte Francesco Bracciolini da Pistoia per esaltare il pontificato di Urbano VIII, la Chiesa e la sua famiglia, infatti al centro della rappresentazione si trovano tre api, simbolo araldico della famiglia Barberini. La volta è aperta sul cielo ed è suddivisa in cinque zone delimitate esternamente da una finta cornice monocroma. Nell'opera sono inseriti più di cento personaggi, ma la parte più importante si trova al centro della cornice in finto marmo interrotta negli angoli da medaglioni ottagonali. Tra le nubi siede su un trono la Divina Provvidenza che impugnando lo scettro comanda alla Fama di incoronare lo stemma della famiglia Barberini. Nei riquadri laterali, si affrontano contrapposti i vizi e le virtù, il bene e il male. Minerva atterra i giganti, la Teologia e la Religione tengono lontane la lascivia e la dissolutezza, Ercole scaccia le avide Arpie, il Buongoverno bandisce la guerra e garantisce la pace.








Commenti

Post popolari in questo blog

I mosaici di Depero e Prampolini all'EUR

Museo Boncompagni Ludovisi per le arti decorative

La tomba di Raffaello Sanzio al Pantheon

Palazzo Barberini

Marforio, la Statua Parlante ai Musei Capitolini

Statua Colossale di Costantino

Museo della Civiltà Romana all'EUR

Natale di Roma

Cappella Chigi nella basilica di Santa Maria del Popolo

Il Presepe di Arnolfo di Cambio nella basilica di Santa Maria Maggiore