Piramide Cestia

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  © Photo Massimo Gaudio La Piramide Cestia e Porta San Paolo A nord del quartiere Ostiense, ai confini con il rione San Saba e più precisamente in piazzale Ostiense, si trova la Piramide di Caio Cestio, più comunemente conosciuta come Piramide Cestia . Fu costruita tra il 18 e il 12 a.C. come sepolcro di Caio Cestio, pretore, tribuno e membro del Collegio sacerdotale degli Epuloni. Dopo la conquista dell'Egitto in età augustea, a Roma si sviluppo una sorta di moda che prendeva spunto dal modello egiziano, quindi nella città sorsero vari monumenti sepolcrali simili alle piamidi egizie e quella Cestia è l'ultima rimasta intatta. Nella seconda metà del III sec. d.C., l'imperatore Aureliano fece inglobare la piramide all'interno della cinta muraria a difesa di Roma, le Mura aureliane. Il monumento misura 36,40 metri di altezza, la base misura 29,50 metri per lato, mentre la camera sepolcrale misura 23 mq. che, seguendo l'usanza egizia, fu murata al momento della sepolt

La Fontana della Barcaccia

La Fontana della Barcaccia

La Fontana della Barcaccia si trova in piazza di Spagna ai piedi della Scalinata di Trinità dei Monti nel rione Campo Marzio. L'acqua che fuoriesce dalla fontana proviene dall'acquedotto dell'Acqua Vergine, restaurato sotto il pontificato di Papa Urbano VIII Barberini. Egli pensò di abbellire con fontane pubbliche le piazze più importanti della città attraversate dal ristrutturato acquedotto e per questa occasione diede l'incarico all'architetto Pietro Bernini, padre del più famoso Gian Lorenzo, di realizzarne una in questo luogo. Si dice che l'idea scaturì da una barca che si arenò lì vicino dopo la piena del Tevere. Molto probabilmente la barca che ha la poppa e la prua uguali, vista la particolarità delle fiancate basse, si rifà ad una determienta tipologia di barche utilizzate per il trasporto delle botti di vino. La singolare vasca raccoglie l’acqua che fuoriesce da due grandi soli con volto umano collocati internamente allo scafo sia a prua che a poppa e quella che zampilla da un piccolo catino centrale anch'esso a forma di barchetta. L’acqua straripante dai fianchi bassi della barca aperti in modo da simulare il suo affondamento, viene raccolta da un bacino sottostante che si trova sotto il livello stradale nel quale confluiscono anche i getti provenienti da quattro bocche di finte cannoniere poste all’esterno della prua e della poppa e queste ultime accolgono gli stemmi pontifici formati da una tiara e le api, simboli araldici della famiglia Barberini. L'opera in travertino fu iniziata nel 1626 e completata nel 1629 grazie anche alla partecipazione del figlio.
La fontana ha resistito per quasi quattro secoli a tutte le avversità climatiche e alle guerre, ma purtroppo non a gruppi di teppisti. L'utimo sfregio è stato perpetrato da un gruppo di tifosi della squadra di calcio olandese del Feyenoord, i quali nel 2015 causarono danni gravi e permanenti (vedi ultima foto).






La nevicata del 1986

La fontana ferita




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