La casa romana di Michelangelo Buonarroti (Serbatoio Gianicolense)

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#artiebellezzeitaliane Photo by  Massimo Gaudio Serbatoio Gianicolense Anche se il Gianicolo non fa parte dei Sette Colli di Roma ha un fascino tutto suo, dal quale si può ammirare uno stupendo panorama sulla Capitale. C'è una strada, la Passeggiata del Gianicolo, che corre lungo tutto il colle ed accompagna lo sguardo sulla citta dal Faro del Gianicolo fino a Porta San Pancrazio passando per piazza Garibaldi da dove la vista è mozzafiato in qualunque momento, sia di giorno che di notte. Verso la fine del percorso vicino a Porta San pancrazio, prorpio di fonte al monumento a Ciceruacchio, nel 1928 è stato costruito un serbatoio interrato all'interno di un bastione per far fronte alla mancanza di acqua. Per l'occasione si decise di addossare sul muro del serbatoio quella che si presume essere la facciata della casa romana di Michelangelo Buonattoti dove visse dal 1531 in poi. La casa dell'artista si trovava in origine in via Macel de' Corvi che venne demolita per la

La Fontana dell'Acqua Felice

 

Fontana dell'Acqua Felice o Fontana del Mosè

Nel rione Castro Pretorio, in Piazza san Bernardo all'angolo con Via XX Settembre sorge la Fontana dell'Acqua Felice o piu comunemente la Fontana del Mosè. 
La fontana fu eretta tra il 1585 ed il 1589 quale mostra terminale dell’acquedotto Felice, voluto da papa Sisto V, al secolo Felice Peretti, da cui prese il nome. Egli subito dopo essere stato nominato Papa, acquistò i terreni dove si trovava il tratto finale dell'acquedotto Alessandrino, realizzato dall'imperatore Alessandro Severo nel III secolo d.C. che per l'occasione fu ripristinato. 
Il pontefice affidò l'incarico all'architetto Giovanni Fontana, fratello del più celebre Domenico. La mostra monumentale a tre fornici chiusi e scanditi da quattro colonne di marmo colorato poste su alti basamenti segnano le aperture di tre nicchioni: in quello centrale è collocata la colossale statua del Mosè opera iniziata da Prospero Antichi e terminata da Leonardo Sormani. Nei nicchioni laterali si trovano gli altorilievi che illustrano episodi biblici relativi ad Aronne (a sinistra) con le sculture di Gian Battista della Porta, e a Gedeone (destra) con le sculture di Pietro Paolo Olivieri e Flaminio Vacca. Le colonne reggono l'architrave su cui posa l'attico sormontato da un'edicola contenente lo stemma papale sorretto da due angeli e affiancato da due piccoli obelischi. Ai piedi dei basamenti delle colonne si trovano quattro leoni stilizzati all'egiziana che gettano acqua dalla bocca in tre vasche rettangolari adiacenti. La fontana è cinta alla base da una balaustra in travertino, realizzata in precedenza da Pio IV per il cortile del Belvedere in Vaticano.


Il Mosè



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