Fontana dei Libri

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  © Photo Massimo Gaudio Fontana dei Libri Nel 1927 l'arcchitetto Pietro Lombardi, che vinse il concorso per la costruzione della Fontana delle Anfore nel rione Testaccio, ricevette dall'amministrazione comunale l'incarico della costruzione (oltre alla Fontana degli Artisti ) di una fontana che rappresentasse il rione Sant'Eustachio. Egli riuscì ad unire due elementi molto rappresentativi del posto. Il primo è quello della testa di cervo, simbolo del rione che rappresenta il momento in cui il santo incontrò prima di convertirsi, il cervo durante una battuta di caccia che, arrivato davanti un burrone si girò verso di lui e tra le corna apparve una croce luminosa con la figura di Gesù. L'altro elemento rappresentativo del rione sono i libri che fanno riferimento all'università della Sapienza sul cui muro la fontana è addossata. La Fontana dei Libri si trova in via dei degli Staderari, tra Palazzo Carpegna e la chiesa di Sant'Ivo alla Sapienza all'interno

La Fontana dell'Acqua Felice

 

Fontana dell'Acqua Felice o Fontana del Mosè

Nel rione Castro Pretorio, in Piazza san Bernardo all'angolo con Via XX Settembre sorge la Fontana dell'Acqua Felice o piu comunemente la Fontana del Mosè. 
La fontana fu eretta tra il 1585 ed il 1589 quale mostra terminale dell’acquedotto Felice, voluto da papa Sisto V, al secolo Felice Peretti, da cui prese il nome. Egli subito dopo essere stato nominato Papa, acquistò i terreni dove si trovava il tratto finale dell'acquedotto Alessandrino, realizzato dall'imperatore Alessandro Severo nel III secolo d.C. che per l'occasione fu ripristinato. 
Il pontefice affidò l'incarico all'architetto Giovanni Fontana, fratello del più celebre Domenico. La mostra monumentale a tre fornici chiusi e scanditi da quattro colonne di marmo colorato poste su alti basamenti segnano le aperture di tre nicchioni: in quello centrale è collocata la colossale statua del Mosè opera iniziata da Prospero Antichi e terminata da Leonardo Sormani. Nei nicchioni laterali si trovano gli altorilievi che illustrano episodi biblici relativi ad Aronne (a sinistra) con le sculture di Gian Battista della Porta, e a Gedeone (destra) con le sculture di Pietro Paolo Olivieri e Flaminio Vacca. Le colonne reggono l'architrave su cui posa l'attico sormontato da un'edicola contenente lo stemma papale sorretto da due angeli e affiancato da due piccoli obelischi. Ai piedi dei basamenti delle colonne si trovano quattro leoni stilizzati all'egiziana che gettano acqua dalla bocca in tre vasche rettangolari adiacenti. La fontana è cinta alla base da una balaustra in travertino, realizzata in precedenza da Pio IV per il cortile del Belvedere in Vaticano.


Il Mosè



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