Villa Aldobrandini

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   © Photo Massimo Gaudio Il parco di Villa Aldobrandini Villa Aldobrandini si trova nel rione Monti ed è racchiusa tra via Nazionale e via Panisperna anche se l'accesso ai giardini aperti al pubblico si trova in via Mazzarino. Per arrivare a quello che ricorda un giardino pensile con uno spettacolare affaccio panoramico su largo Magnanapoli, si deve salire su per una scalinata che passa attraverso dei ruderi dell'Antica Roma risalenti alla fine del I secolo. La villa risale alla metà del '500, quando monsignor Giulio Vitelli acquistò una vigna con alcuni edifici a Monte Magnanapoli. La proprietà che si estendeva fino ad arrivare al Quirinale, passò nel corso dei secoli prima al figlio che la rivendette a papa Clemente VIII, il quale la donò al cardinale Pietro Aldobrandini. Quast'ultimo diede il compito all'architetto Giacomo della Porta di abbellire la proprietà. La villa fu così arricchita di fontane, sedute, vasi, statue di alberi ad alto fusto in parte ancora

La Fontana di piazza Santa Maria in Trastevere

Piazza di Santa Maria in Trastevere

La Fontana che si trova in Piazza Santa Maria in Trastevere, molto probabilmente è la più antica fontana funzionante di Roma.
Pare che nel luogo in cui si trova la piazza, una volta ci fosse una fonte che serviva per rifornire l'acqua ad un laghetto costruito in età augustea nela zona di Trastevere per i combattimenti navali. Nel corso dei secoli la fontana ha subito vari interventi di restauro a partire già da Medioevo. Le notizie certe arrivano dal 1450 quando Papa Niccolò V in occasione del Giubileo, fece costruire una fontana di forma quadrangolare posta su alcuni gradini con all'interno due vasche poste una sopra l'altra. Gli inizi del '500 videro Donato Bramante come restauratore della fontana. In quella occasione fu abolito il secondo catino e furono aggiunte delle bocche a forma di testa di lupo attorno al catino rimasto. Un secolo più tardi Girolamo Rainaldi face un intervento sulla fontana probabilmente a seguito dell’arrivo in Trastevere dell’Acqua Felice. 
Anche Gian Lorenzo Bernini verso la metà del XVII secolo intervenne sulla vasca ottagona posta alla base innalzandola su gradini. Sulle specchiature della vasca venne scolpito lo stemma di Alessandro VII e l’iscrizione commemorativa e aggiunse quattro conchiglie su lati alterni, con le valve aperte rivolte verso l'esterno, dal retro dalle quali fuoriusciva l'acqua nell'altra valva per poi cadere nella vasca grande.
Nel 1692 all’architetto Carlo Fontana furono affidati i lavori da papa Innocenzo XII per una nuova trasformazione della fontata. Egli ampliò la capacità della vasca realizzandola in travertino e sostituì le conchiglie berniniane con altre più grandi a valva eretta. L'ultimo significativo intervento sulla fontana risale al 1873 quando il Comune di Roma la ricostruì utilizzando un marmo barbiglio grigio e fece incidere sulla parte esterna della conchiglia una vistosa S.P.Q.R. Anche nel 1984 si registra un nuovo intervento però questa volta soltanto a livello di restauro.








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