Fontana dei Libri

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  © Photo Massimo Gaudio Fontana dei Libri Nel 1927 l'arcchitetto Pietro Lombardi, che vinse il concorso per la costruzione della Fontana delle Anfore nel rione Testaccio, ricevette dall'amministrazione comunale l'incarico della costruzione (oltre alla Fontana degli Artisti ) di una fontana che rappresentasse il rione Sant'Eustachio. Egli riuscì ad unire due elementi molto rappresentativi del posto. Il primo è quello della testa di cervo, simbolo del rione che rappresenta il momento in cui il santo incontrò prima di convertirsi, il cervo durante una battuta di caccia che, arrivato davanti un burrone si girò verso di lui e tra le corna apparve una croce luminosa con la figura di Gesù. L'altro elemento rappresentativo del rione sono i libri che fanno riferimento all'università della Sapienza sul cui muro la fontana è addossata. La Fontana dei Libri si trova in via dei degli Staderari, tra Palazzo Carpegna e la chiesa di Sant'Ivo alla Sapienza all'interno

Palazzo Barberini

Palazzo Barberini

Palazzo Barberini si trova nel rione Trevi in via delle Quattro Fontane, da dove si può accedere per visitare la Galleria Nazionale d'Arte Antica in Palazzo Barberini, anche se fino al secolo scorso vi si poteva accedere anche dal cortile della Cavallerizza distrutto per la creazione di via Barberini. 

Fu costruito nel periodo che va dal 1625 al 1633 ampliando quello che fu l'edificio della famiglia Sforza, acquistato nel 1625 da Maffeo Barberini eletto papa due anni prima con il nome di Urbano VIII. Per il progetto venne incaricato l'architetto Carlo Maderno, il quale fu aiutato dal nipote Francesco Borromini. Anziché demolire la villa, la inglobò in un nuovo progetto architettonico: l’ala Sforza, ovvero la parte di edificio che affaccia sull’attuale Piazza Barberini, venne collegata ad un’altra ala, ad essa parallela, tramite un braccio centrale, creando una nuova pianta dell’edificio con una forma ad “H”. Dopo la sua morte avvenuta nel Gennaio del 1629, i lavori del cantiere passarono sotto la direzione di Gian Lorenzo Bernini, affiancato anche lui dal Borromini di cui si devono moltissimi particolari decorativi e costruttivi come la bellissima scala elicoidale che si trova nell'ala sud del palazzo. Contrapposto a quello elicoidale, il progetto di Bernini doveva tener conto per lo scalone a pozzo quadrato, di una più complessa articolazione di livelli perché si inseriva nella preesistente ala nord dell’edificio originale.

Una nota perticolare merita il grande salone al piano nobile con la volta decorata tra il 1632 ed il 1639 da Pietro da Cortona con un affresco dov'è raffigurato il Trionfo della Divina Provvidenza che per ampiezza a Roma è secondo solo alla Cappella Sistina. Il Berrettini (Pietro da Cortona) si occupò di affrescare anche la cappella posta nell'ala nord sempre sullo stesso piano. Altra particolarità degna di nota, è l’appartamento che tra il 1750 ed il 1770 fu fatto finemente decorare ed arredare dalla principessa Cornelia Costanza Barberini e dal consorte, il principe Giulio Cesare Colonna di Sciarra. L'appartamento è parte della Galleria Nazionale d'Arte Antica in Palazzo Barberini, ma si può visitare solo dietro prenotazione.







Lo scalone elicoidale del Borromini


Lo scalone a pozzo quadrato del Bernini





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