Piramide Cestia

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  © Photo Massimo Gaudio La Piramide Cestia e Porta San Paolo A nord del quartiere Ostiense, ai confini con il rione San Saba e più precisamente in piazzale Ostiense, si trova la Piramide di Caio Cestio, più comunemente conosciuta come Piramide Cestia . Fu costruita tra il 18 e il 12 a.C. come sepolcro di Caio Cestio, pretore, tribuno e membro del Collegio sacerdotale degli Epuloni. Dopo la conquista dell'Egitto in età augustea, a Roma si sviluppo una sorta di moda che prendeva spunto dal modello egiziano, quindi nella città sorsero vari monumenti sepolcrali simili alle piamidi egizie e quella Cestia è l'ultima rimasta intatta. Nella seconda metà del III sec. d.C., l'imperatore Aureliano fece inglobare la piramide all'interno della cinta muraria a difesa di Roma, le Mura aureliane. Il monumento misura 36,40 metri di altezza, la base misura 29,50 metri per lato, mentre la camera sepolcrale misura 23 mq. che, seguendo l'usanza egizia, fu murata al momento della sepolt

Palazzo Barberini

Palazzo Barberini

Palazzo Barberini si trova nel rione Trevi in via delle Quattro Fontane, da dove si può accedere per visitare la Galleria Nazionale d'Arte Antica in Palazzo Barberini, anche se fino al secolo scorso vi si poteva accedere anche dal cortile della Cavallerizza distrutto per la creazione di via Barberini. 

Fu costruito nel periodo che va dal 1625 al 1633 ampliando quello che fu l'edificio della famiglia Sforza, acquistato nel 1625 da Maffeo Barberini eletto papa due anni prima con il nome di Urbano VIII. Per il progetto venne incaricato l'architetto Carlo Maderno, il quale fu aiutato dal nipote Francesco Borromini. Anziché demolire la villa, la inglobò in un nuovo progetto architettonico: l’ala Sforza, ovvero la parte di edificio che affaccia sull’attuale Piazza Barberini, venne collegata ad un’altra ala, ad essa parallela, tramite un braccio centrale, creando una nuova pianta dell’edificio con una forma ad “H”. Dopo la sua morte avvenuta nel Gennaio del 1629, i lavori del cantiere passarono sotto la direzione di Gian Lorenzo Bernini, affiancato anche lui dal Borromini di cui si devono moltissimi particolari decorativi e costruttivi come la bellissima scala elicoidale che si trova nell'ala sud del palazzo. Contrapposto a quello elicoidale, il progetto di Bernini doveva tener conto per lo scalone a pozzo quadrato, di una più complessa articolazione di livelli perché si inseriva nella preesistente ala nord dell’edificio originale.

Una nota perticolare merita il grande salone al piano nobile con la volta decorata tra il 1632 ed il 1639 da Pietro da Cortona con un affresco dov'è raffigurato il Trionfo della Divina Provvidenza che per ampiezza a Roma è secondo solo alla Cappella Sistina. Il Berrettini (Pietro da Cortona) si occupò di affrescare anche la cappella posta nell'ala nord sempre sullo stesso piano. Altra particolarità degna di nota, è l’appartamento che tra il 1750 ed il 1770 fu fatto finemente decorare ed arredare dalla principessa Cornelia Costanza Barberini e dal consorte, il principe Giulio Cesare Colonna di Sciarra. L'appartamento è parte della Galleria Nazionale d'Arte Antica in Palazzo Barberini, ma si può visitare solo dietro prenotazione.







Lo scalone elicoidale del Borromini


Lo scalone a pozzo quadrato del Bernini





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