Fontana della Terrina in piazza della Chiesa Nuova

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  #artiebellezzeitaliane Photo by  Massimo Gaudio Piazza della Chiesa Nuova, Giacomo della Porta, Fontana della terrina (1581-1595) Giacomo della Porta è stato uno degli scultori ed architetti più attivi a Roma. Autore di molte fontane disseminate sul territorio capitolino, ce n'è una che, suo malgrado, ha assunto un aspetto un po' bizzarro. Nel rione Parione, in piazza della Chiesa Nuova su corso Vittorio Emanuele II, si trova la Fontana della Terrina , chiamata così per il suo aspetto che non lascia spazio ad altre interpretazioni. In origine però, il suo aspetto non era questo e non era questa neanche la sua collocazione, infatti si trovava al centro di piazza Campo de' Fiori, da dove nel 1889 fu smontata per fare spazio al monumento a Giordano Bruno. Giacomo della Porta realizzò tra il 1590 ed il 1595 soltanto la vasca marmorea a pianta ovale, collocandola al centro di un bacino più basso rispetto al piano strada per via della scarsa pressione dell'acquedotto dell&#

Acquedotto Claudio

l'Acquedotto Claudio

Il Parco degli Acquedotti ospita al suo interno i resti del sistema di 6 degli 11 acquedotti che resero celebre la città di Roma. Uno di questi è l'Acquedotto Claudio che in questo Parco mostra il meglio di se con la parte meglio conservata dell’intero percorso e che costituisce ormai l’iconografia classica della campagna romana, ripresa anche nei dipinti dei paesaggisti più conosciuti dei secoli scorsi.
La costruzione dell’acquedotto fu iniziata nel 38 d.C. da Caligola e fu terminata da Claudio quattordici anni dopo. E' lungo circa 68,7 Km ed ha origini non tanto distanti da Arsoli dai piccoli laghi formati da due sorgenti denominate Curzia e Cerulea situate nell'alta valle dell'Aniene. Nel tratto che interessa il Parco, l'acquedotto Claudio ha subito una sovrapposizione di un'altro acquedotto, l'Anio novus, che raccoglie le acque direttamente dal fiume Aniene circa 6 km più a monte delle sorgenti dell’ aqua Claudia, nei pressi del comune di Subiaco e con i suoi 86,9 Km, era considerato il più lungo acquedotto dell'epoca. L’altezza dell’acquedotto, compresa la sovrapposizione del condotto dell’Anio novus, varia da un minimo di 17 m fino a un massimo di 27,4 m. e in corrispondenza dei numerosi tratti crollati sono visibili i due condotti. Dell'intera lunghezza dell'acquedotto Claudio, circa 16 km sono in viadotto di superficie, di cui circa 11 km su arcuazioni e circa 5 km su ponti.






Ippolito Caffi, Acquedotto di Claudio (1857) - Palazzo Braschi

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