La casa romana di Michelangelo Buonarroti (Serbatoio Gianicolense)

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#artiebellezzeitaliane Photo by  Massimo Gaudio Serbatoio Gianicolense Anche se il Gianicolo non fa parte dei Sette Colli di Roma ha un fascino tutto suo, dal quale si può ammirare uno stupendo panorama sulla Capitale. C'è una strada, la Passeggiata del Gianicolo, che corre lungo tutto il colle ed accompagna lo sguardo sulla citta dal Faro del Gianicolo fino a Porta San Pancrazio passando per piazza Garibaldi da dove la vista è mozzafiato in qualunque momento, sia di giorno che di notte. Verso la fine del percorso vicino a Porta San pancrazio, prorpio di fonte al monumento a Ciceruacchio, nel 1928 è stato costruito un serbatoio interrato all'interno di un bastione per far fronte alla mancanza di acqua. Per l'occasione si decise di addossare sul muro del serbatoio quella che si presume essere la facciata della casa romana di Michelangelo Buonattoti dove visse dal 1531 in poi. La casa dell'artista si trovava in origine in via Macel de' Corvi che venne demolita per la

Acquedotto Claudio

l'Acquedotto Claudio

Il Parco degli Acquedotti ospita al suo interno i resti del sistema di 6 degli 11 acquedotti che resero celebre la città di Roma. Uno di questi è l'Acquedotto Claudio che in questo Parco mostra il meglio di se con la parte meglio conservata dell’intero percorso e che costituisce ormai l’iconografia classica della campagna romana, ripresa anche nei dipinti dei paesaggisti più conosciuti dei secoli scorsi.
La costruzione dell’acquedotto fu iniziata nel 38 d.C. da Caligola e fu terminata da Claudio quattordici anni dopo. E' lungo circa 68,7 Km ed ha origini non tanto distanti da Arsoli dai piccoli laghi formati da due sorgenti denominate Curzia e Cerulea situate nell'alta valle dell'Aniene. Nel tratto che interessa il Parco, l'acquedotto Claudio ha subito una sovrapposizione di un'altro acquedotto, l'Anio novus, che raccoglie le acque direttamente dal fiume Aniene circa 6 km più a monte delle sorgenti dell’ aqua Claudia, nei pressi del comune di Subiaco e con i suoi 86,9 Km, era considerato il più lungo acquedotto dell'epoca. L’altezza dell’acquedotto, compresa la sovrapposizione del condotto dell’Anio novus, varia da un minimo di 17 m fino a un massimo di 27,4 m. e in corrispondenza dei numerosi tratti crollati sono visibili i due condotti. Dell'intera lunghezza dell'acquedotto Claudio, circa 16 km sono in viadotto di superficie, di cui circa 11 km su arcuazioni e circa 5 km su ponti.






Ippolito Caffi, Acquedotto di Claudio (1857) - Palazzo Braschi

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