Fontana dei Libri

Immagine
  © Photo Massimo Gaudio Fontana dei Libri Nel 1927 l'arcchitetto Pietro Lombardi, che vinse il concorso per la costruzione della Fontana delle Anfore nel rione Testaccio, ricevette dall'amministrazione comunale l'incarico della costruzione (oltre alla Fontana degli Artisti ) di una fontana che rappresentasse il rione Sant'Eustachio. Egli riuscì ad unire due elementi molto rappresentativi del posto. Il primo è quello della testa di cervo, simbolo del rione che rappresenta il momento in cui il santo incontrò prima di convertirsi, il cervo durante una battuta di caccia che, arrivato davanti un burrone si girò verso di lui e tra le corna apparve una croce luminosa con la figura di Gesù. L'altro elemento rappresentativo del rione sono i libri che fanno riferimento all'università della Sapienza sul cui muro la fontana è addossata. La Fontana dei Libri si trova in via dei degli Staderari, tra Palazzo Carpegna e la chiesa di Sant'Ivo alla Sapienza all'interno

Acquedotto Felice

Acquedotto Felice (sovrapposto allo Iulia e Tepula)



L'Acquedotto Felice prende il nome da papa Sisto V, al secolo Felice Peretti, il quale per portare l'acqua ai colli Esquilino,Viminale e Quirinale, nel 1585 diede il mandato all'architetto Matteo Bartolani da Castello, sostituito poi da Giovanni Fontana che terminò i lavori nel 1587 dopo aver corretto gli errori di progettazione del suo predecessore.

Lungo 35,6 Km., fu il primo acquedotto costruito a Roma dopo la caduta dell'Impero romano d'Occidende e per l'occasione vennero riutilizzati gli acquedotti già esistenti provenienti dalle varie epoche romane. Parte da Pantano dei Grifi a sud della via Prenestina dove vengono riutilizzate le sorgenti dell'antico acquedotto Alessandrino del III secolo d.C. Il suo percorso non è lineare data la differente posizione dei vari acquedotti utilizzati, infatti lnizialmente il percorso è sotterraneo per poi venire sopraelevato tramite arcate.

Nel quartiere Appio Claudio si trova il Parco degli Acquedotti, chiamato così perché all'interno di esso ci sono imponenti resti del sistema di 6 degli 11 acquedotti che resero celebre la città di Roma: Anio Vetus (sotterraneo), Marcia, Tepula, Iulia, Claudio e Anio Novus (sovrapposti) ed infine l'Acquedotto Felice (sovrapposto allo Iulia e Tepula). Da questo punto l'Acquedotto Felice è ben visibile ed arriva fino alla fontana di Mostra, meglio conosciuta come Fontana del Mosè che si trova in piazza san Bernardo nei pressi della chiesa di Santa Maria della Vittoria, con la quale l'acquedotto termina il suo percorso.

Se possiamo ammirare le bellissime fontane di Roma che hanno fatto grande la città come ad esempio, solo per citarne alcune, la Fontana del Mosè di Giovanni Fontana, la Fontana del Tritone di Gian Lorenzo Bernini, le Quattro Fontane, la Fontana dei Dioscuri al Quirinale e la Fontana di Marforio al Campidoglio, lo dobbiamo a quella meraviglia che gli antichi romani prima e Sisto V poi ci hanno regalato.

Marcia, Tepula, Iulia, Claudio e Anio Novus (sovrapposti)

Acquedotto Felice

Acquedotto Felice (sovrapposto allo Iulia e Tepula)

Accesso all'acquedotto

Laghetto artificiale derivante dall'acquedotto


Acquedotto Felice

Acquedotto Felice e la chiesa di san Policarpo

L'acquedotto e la Cisterna di Villa delle Vignacce

L'incrocio tra l'Acquedotto Claudio (sinistra) e l'Acquedotto Felice (destra)

L'acquedotto in zona Tor Fiscale


Commenti

Post popolari in questo blog

Museo Boncompagni Ludovisi per le arti decorative

I mosaici di Depero e Prampolini all'EUR

Cappella Chigi nella basilica di Santa Maria del Popolo

La tomba di Raffaello Sanzio al Pantheon

La Sala Rotonda del Museo Pio Clementino nei Musei Vaticani

Il Tempio di Ercole Vincitore

La Fontana dell'Acqua Felice

L'elefantino berniniano in Piazza della Minerva

Marforio, la Statua Parlante ai Musei Capitolini

Panoramiche su Roma