Piramide Cestia

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  © Photo Massimo Gaudio La Piramide Cestia e Porta San Paolo A nord del quartiere Ostiense, ai confini con il rione San Saba e più precisamente in piazzale Ostiense, si trova la Piramide di Caio Cestio, più comunemente conosciuta come Piramide Cestia . Fu costruita tra il 18 e il 12 a.C. come sepolcro di Caio Cestio, pretore, tribuno e membro del Collegio sacerdotale degli Epuloni. Dopo la conquista dell'Egitto in età augustea, a Roma si sviluppo una sorta di moda che prendeva spunto dal modello egiziano, quindi nella città sorsero vari monumenti sepolcrali simili alle piamidi egizie e quella Cestia è l'ultima rimasta intatta. Nella seconda metà del III sec. d.C., l'imperatore Aureliano fece inglobare la piramide all'interno della cinta muraria a difesa di Roma, le Mura aureliane. Il monumento misura 36,40 metri di altezza, la base misura 29,50 metri per lato, mentre la camera sepolcrale misura 23 mq. che, seguendo l'usanza egizia, fu murata al momento della sepolt

Acquedotto Felice

Acquedotto Felice (sovrapposto allo Iulia e Tepula)



L'Acquedotto Felice prende il nome da papa Sisto V, al secolo Felice Peretti, il quale per portare l'acqua ai colli Esquilino,Viminale e Quirinale, nel 1585 diede il mandato all'architetto Matteo Bartolani da Castello, sostituito poi da Giovanni Fontana che terminò i lavori nel 1587 dopo aver corretto gli errori di progettazione del suo predecessore.

Lungo 35,6 Km., fu il primo acquedotto costruito a Roma dopo la caduta dell'Impero romano d'Occidende e per l'occasione vennero riutilizzati gli acquedotti già esistenti provenienti dalle varie epoche romane. Parte da Pantano dei Grifi a sud della via Prenestina dove vengono riutilizzate le sorgenti dell'antico acquedotto Alessandrino del III secolo d.C. Il suo percorso non è lineare data la differente posizione dei vari acquedotti utilizzati, infatti lnizialmente il percorso è sotterraneo per poi venire sopraelevato tramite arcate.

Nel quartiere Appio Claudio si trova il Parco degli Acquedotti, chiamato così perché all'interno di esso ci sono imponenti resti del sistema di 6 degli 11 acquedotti che resero celebre la città di Roma: Anio Vetus (sotterraneo), Marcia, Tepula, Iulia, Claudio e Anio Novus (sovrapposti) ed infine l'Acquedotto Felice (sovrapposto allo Iulia e Tepula). Da questo punto l'Acquedotto Felice è ben visibile ed arriva fino alla fontana di Mostra, meglio conosciuta come Fontana del Mosè che si trova in piazza san Bernardo nei pressi della chiesa di Santa Maria della Vittoria, con la quale l'acquedotto termina il suo percorso.

Se possiamo ammirare le bellissime fontane di Roma che hanno fatto grande la città come ad esempio, solo per citarne alcune, la Fontana del Mosè di Giovanni Fontana, la Fontana del Tritone di Gian Lorenzo Bernini, le Quattro Fontane, la Fontana dei Dioscuri al Quirinale e la Fontana di Marforio al Campidoglio, lo dobbiamo a quella meraviglia che gli antichi romani prima e Sisto V poi ci hanno regalato.

Marcia, Tepula, Iulia, Claudio e Anio Novus (sovrapposti)

Acquedotto Felice

Acquedotto Felice (sovrapposto allo Iulia e Tepula)

Accesso all'acquedotto

Laghetto artificiale derivante dall'acquedotto


Acquedotto Felice

Acquedotto Felice e la chiesa di san Policarpo

L'acquedotto e la Cisterna di Villa delle Vignacce

L'incrocio tra l'Acquedotto Claudio (sinistra) e l'Acquedotto Felice (destra)

L'acquedotto in zona Tor Fiscale


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