Piramide Cestia

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  © Photo Massimo Gaudio La Piramide Cestia e Porta San Paolo A nord del quartiere Ostiense, ai confini con il rione San Saba e più precisamente in piazzale Ostiense, si trova la Piramide di Caio Cestio, più comunemente conosciuta come Piramide Cestia . Fu costruita tra il 18 e il 12 a.C. come sepolcro di Caio Cestio, pretore, tribuno e membro del Collegio sacerdotale degli Epuloni. Dopo la conquista dell'Egitto in età augustea, a Roma si sviluppo una sorta di moda che prendeva spunto dal modello egiziano, quindi nella città sorsero vari monumenti sepolcrali simili alle piamidi egizie e quella Cestia è l'ultima rimasta intatta. Nella seconda metà del III sec. d.C., l'imperatore Aureliano fece inglobare la piramide all'interno della cinta muraria a difesa di Roma, le Mura aureliane. Il monumento misura 36,40 metri di altezza, la base misura 29,50 metri per lato, mentre la camera sepolcrale misura 23 mq. che, seguendo l'usanza egizia, fu murata al momento della sepolt

Cappella Chigi nella basilica di Santa Maria del Popolo

 

La cappella Chigi

Raffaello Sanzio è stato un grande pittore ed architetto del Rinascimento. Giunto a Roma molti uomini illustri dell'epoca lo cercavano per commissionargli alcuni lavori, uno di questi era Agostino Chigi, banchiere papale di origine senese che commissionò a Raffaello una nuova cappella per la sua famiglia. Egli disegnò l'architettura della cappella di forma cubica sormontata da una cupola emisferica che poggia su un tamburo dal quale entra la luce attraverso otto finestre. Curò anche i cartoni per i mosaici della cupola che vennero eseguiti dal veneziano Luigio De Pace nel 1516. La cupola è decorata a cassettoni dorati dove al centro si trova Dio creatore del firmamento e tutto intorno sono raffigurate le allegorie del Sole, della Luna, delle stelle fisse e dei cinque pianeti allora conosciuti. Tra le otto finestre del tamburo, intorno la metà del XVI secolo il pittore Francesco Salviati fece altrettanti affreschi con Scene della Creazione e Peccato originale e sempre lo stesso Salviati si occupò dei quattro pennacchi raffigurando le Stagioni.

I lavori per la realizzazione della cappella iniziarono nel 1513 dal Lorenzetto, allievo di Raffaello e terminarono dopo circa un secolo e mezzo da Gian Lorenzo Bernini su commissione di papa Alessandro VII Chigi. Il Bernini si occupò della realizzazione di due statue: Abacuc e l'angelo e Daniele e il leone, inoltre disegnò il mosaico al centro del pavimento dove c'è la tomba di papa Alessandro VII che riporta la scritta Mors ad caelos. Guardando l'ultima fotografia, leggendo la frase scritta e mettendo insieme le lettere maiuscole MDCL, si avrà la data della sua realizzazione, ovvero quello che in numeri romani è 1650. Le altre due statue della cappella sono state realizzate un secolo prima dal Lorenzetto: Giona che esce dalla balena su disegno di Raffaello, mentre quella di Elia è stata iniziata dal Lorenzetto ma ultimata dopo la sua morte da Raffaello da Montelupo nel 1540. 

Addossate alle pareti si trovano le tombe a forma piramidale di Agostino Chigi e del fratello Sigismondo, che furono disegnate da Raffaello ma modificate dal Bernini per quello che concerne i medaglioni marmorei. Altra opera che merita sicuramente di essere nominata, è l'altare dove è inserito un bassorilievo del Lorenzotto raffigurante Gesù e la Samaritana. mentre sopra l'altare cè una pala realizzata da Sebastiano del Piombo e Francesco Salviati intitolata Nascita della Vergine

Di solito l'accesso all'interno delle cappelle non è consentito, ma per fortuna qui è consentito e soltanto così si può godere da più punti di vista dello splendore di questo gioiellino. Guardandola soltanto da fuori non serve.

Altare








Tomba di Agostino Chigi

Tomba di Sigismondo Chigi

Abacuc e l'angelo

Daniele e il leone

Giona che esce dalla balena

Elia

Sebastiano del Piombo e Francesco Nascita della Vergine

Tomba di papa Alessandro VII Chigi

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