Piramide Cestia

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  © Photo Massimo Gaudio La Piramide Cestia e Porta San Paolo A nord del quartiere Ostiense, ai confini con il rione San Saba e più precisamente in piazzale Ostiense, si trova la Piramide di Caio Cestio, più comunemente conosciuta come Piramide Cestia . Fu costruita tra il 18 e il 12 a.C. come sepolcro di Caio Cestio, pretore, tribuno e membro del Collegio sacerdotale degli Epuloni. Dopo la conquista dell'Egitto in età augustea, a Roma si sviluppo una sorta di moda che prendeva spunto dal modello egiziano, quindi nella città sorsero vari monumenti sepolcrali simili alle piamidi egizie e quella Cestia è l'ultima rimasta intatta. Nella seconda metà del III sec. d.C., l'imperatore Aureliano fece inglobare la piramide all'interno della cinta muraria a difesa di Roma, le Mura aureliane. Il monumento misura 36,40 metri di altezza, la base misura 29,50 metri per lato, mentre la camera sepolcrale misura 23 mq. che, seguendo l'usanza egizia, fu murata al momento della sepolt

Caravaggio e la cappella Contarelli nella chiesa di San Luigi dei Francesi

 

Il ciclo di san Matteo del Caravaggio nella cappella Contarelli


Nel rione Sant'Eustachio tra piazza Navona ed il Pantheon, si trova nell'omonima piazza la chiesa di San Luigi dei Francesi, dove al suo interno c'è la cappella Contarelli. Questa piccola cappella, che è l'ultima della navata di sinistra, ha la particolarità di avere collocati sulle tre pareti, altrettanti dipinti di Michelangelo Merisi detto Caravaggio


Il cardinale Mathieu Conitrel acquistò nel 1565 la cappella che prende il nome dall'italianizzazione del suo nome, trasformato in Matteo Contarelli. Questo passaggio è importante per capire perché all'interno di essa si trovino tre tele dedicate a San Matteo. Nei successivi vent'anni il cardinale cercò di impreziosire la cappella commissionando i lavori al pittore Girolamo Muziano al quale si susseguirono altri artisti come il pittore Giuseppe Cesari detto Il Cavalier d'Arpino al quale gli eredi del cardinale, i Crescenzi, commissionarono i lavori di decorazione. In un primo momento il Cesari ricevette la commissione per il ciclo pittorico dal cardinale Francesco Maria del Monte che aveva a suo servizio anche il pittore lombardo e forse è questo il motivo che la commissione passò successivamente a Caravaggio, il quale dovette realizzare la Vocazione di San Matteo (nella parete di sinistra) e il Martirio di San Matteo (in quella di destra) in tempo per l'inizio dell'Anno Santo del 1600. Due anni dopo fu chiamato a concludere il ciclo pittorico con la realizzazione della pala sull'altare che doveva sostituire un gruppo scultoreo rifiutato da Francesco Contarelli, nipote del cardinale. Della pala d'altare intitolata San Matteo e l'angelo, Caravaggio ne fece due versioni: la prima andò distrutta in un incendio al Flakturm Friedrichshain di Berlino durante la seconda guerra mondiale, mentre la seconda è quella che possiamo ammirare in tutta la sua bellezza.


Cappella Contarelli




Michelangelo Merisi detto CARAVAGGIO, Vocazione di san Matteo (1600)

Michelangelo Merisi detto CARAVAGGIO, San Matteo evangelista e l'angelo (1600)

Michelangelo Merisi detto CARAVAGGIO, Martirio di san Matteo (1600)

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