Piramide Cestia

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  © Photo Massimo Gaudio La Piramide Cestia e Porta San Paolo A nord del quartiere Ostiense, ai confini con il rione San Saba e più precisamente in piazzale Ostiense, si trova la Piramide di Caio Cestio, più comunemente conosciuta come Piramide Cestia . Fu costruita tra il 18 e il 12 a.C. come sepolcro di Caio Cestio, pretore, tribuno e membro del Collegio sacerdotale degli Epuloni. Dopo la conquista dell'Egitto in età augustea, a Roma si sviluppo una sorta di moda che prendeva spunto dal modello egiziano, quindi nella città sorsero vari monumenti sepolcrali simili alle piamidi egizie e quella Cestia è l'ultima rimasta intatta. Nella seconda metà del III sec. d.C., l'imperatore Aureliano fece inglobare la piramide all'interno della cinta muraria a difesa di Roma, le Mura aureliane. Il monumento misura 36,40 metri di altezza, la base misura 29,50 metri per lato, mentre la camera sepolcrale misura 23 mq. che, seguendo l'usanza egizia, fu murata al momento della sepolt

Fontana o Pescheria Romana di via Cesare Baronio

 

Fontana di via Cesare Baronio

Via Cesare Baronio nel quartiere Appio-Latino, inizia da via Appia Nuova all'altezza della fermata della metro A di Furio Camillo e prosegue fino al Parco della Caffarella. Prima che si arrivi al termine della via ci si imbatte in uno scavo archeologico aperto nel 1980 in seguito alla rimozione di un terrapieno nella sede stradale e che ha portato alla luce una grande vasca rettangolare. Al centro di essa si trova una fontana di forma conico-elicoidale che versava l’acqua in una serie di vaschette poste ad altezze differenti e comunicanti fra loro creando un effetto di piccole cascate. Tutta la struttura emersa dal terreno è realizzata in opera mista di reticolato laterizio e in opera listata in uso tra il I secolo a.C. ed il II secolo d.C., fa pensare ad una natatio, ossia una piscina. Chi frequentava questo luogo, poteva sedere vicino l'acqua cotenuta nella vasca rimanendo all'asciutto. La vasca faceva probabilmente parte del terreno di una villa romana e in un periodo succesivo fu trasformata in un acquario o Pescheria Romana, dove vennero inseriti dei tubi in terracotta (tubuli fittili) destinati a creare tane per i pesci.

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