Fontana dei Libri

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  © Photo Massimo Gaudio Fontana dei Libri Nel 1927 l'arcchitetto Pietro Lombardi, che vinse il concorso per la costruzione della Fontana delle Anfore nel rione Testaccio, ricevette dall'amministrazione comunale l'incarico della costruzione (oltre alla Fontana degli Artisti ) di una fontana che rappresentasse il rione Sant'Eustachio. Egli riuscì ad unire due elementi molto rappresentativi del posto. Il primo è quello della testa di cervo, simbolo del rione che rappresenta il momento in cui il santo incontrò prima di convertirsi, il cervo durante una battuta di caccia che, arrivato davanti un burrone si girò verso di lui e tra le corna apparve una croce luminosa con la figura di Gesù. L'altro elemento rappresentativo del rione sono i libri che fanno riferimento all'università della Sapienza sul cui muro la fontana è addossata. La Fontana dei Libri si trova in via dei degli Staderari, tra Palazzo Carpegna e la chiesa di Sant'Ivo alla Sapienza all'interno

Fontana o Pescheria Romana di via Cesare Baronio

 

Fontana di via Cesare Baronio

Via Cesare Baronio nel quartiere Appio-Latino, inizia da via Appia Nuova all'altezza della fermata della metro A di Furio Camillo e prosegue fino al Parco della Caffarella. Prima che si arrivi al termine della via ci si imbatte in uno scavo archeologico aperto nel 1980 in seguito alla rimozione di un terrapieno nella sede stradale e che ha portato alla luce una grande vasca rettangolare. Al centro di essa si trova una fontana di forma conico-elicoidale che versava l’acqua in una serie di vaschette poste ad altezze differenti e comunicanti fra loro creando un effetto di piccole cascate. Tutta la struttura emersa dal terreno è realizzata in opera mista di reticolato laterizio e in opera listata in uso tra il I secolo a.C. ed il II secolo d.C., fa pensare ad una natatio, ossia una piscina. Chi frequentava questo luogo, poteva sedere vicino l'acqua cotenuta nella vasca rimanendo all'asciutto. La vasca faceva probabilmente parte del terreno di una villa romana e in un periodo succesivo fu trasformata in un acquario o Pescheria Romana, dove vennero inseriti dei tubi in terracotta (tubuli fittili) destinati a creare tane per i pesci.

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