Fontana dei Libri

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  © Photo Massimo Gaudio Fontana dei Libri Nel 1927 l'arcchitetto Pietro Lombardi, che vinse il concorso per la costruzione della Fontana delle Anfore nel rione Testaccio, ricevette dall'amministrazione comunale l'incarico della costruzione (oltre alla Fontana degli Artisti ) di una fontana che rappresentasse il rione Sant'Eustachio. Egli riuscì ad unire due elementi molto rappresentativi del posto. Il primo è quello della testa di cervo, simbolo del rione che rappresenta il momento in cui il santo incontrò prima di convertirsi, il cervo durante una battuta di caccia che, arrivato davanti un burrone si girò verso di lui e tra le corna apparve una croce luminosa con la figura di Gesù. L'altro elemento rappresentativo del rione sono i libri che fanno riferimento all'università della Sapienza sul cui muro la fontana è addossata. La Fontana dei Libri si trova in via dei degli Staderari, tra Palazzo Carpegna e la chiesa di Sant'Ivo alla Sapienza all'interno

L'arcangelo di Castel Sant'Angelo

 


Nel 590 a Roma ci fu una grande pestilenza arrivata dall'Egitto. Anche papa Pelagio II mori nel Settembre di quell'anno a causa della peste. Gli succedette papa Gregorio Magno (diventato in seguito santo) il quale organizzò una processione suddivisa in ben sette cortei che avevano il compito di girare per le vie della città portando con se l'immagine della Maria Salus populi Romani conservata nella basilica di Santa Maria Maggiore dipinta da san Luca evangelista. Giunti al ponte che collegava la città al mausoleo di Adriano, la folla avrebbe visto l'angelo Michele rinfoderare la spada, segno che la calamità era cessata, così da quel giorno in memoria dell’accaduto, il castello mutò da mausoleo di Adriano in Castel Sant'Angelo. In un primo momento in cima al castello fu costruita una cappella ma venne sostituita da vari angeli che si sono succeduti durante il secondo millennio. La prima statua era in legno, sostituita con una in marmo andata distrutta durante un assedio nel 1379. Nel 1453 un'altra statua in marmo con le ali in bronzo venne posizionata al suo posto, ma anche questa andatò distrutta quarantaquattro anni dopo durante l'esplosione della polveriera colpita da un fulmine. Nel 1544 papa Paolo III incaricò Raffaello da Montelupo di scolpirne una nuova che però fu sostituita da quella attuale in quanto nel frattempo aveva subito dei danni. Quest'ultima fortunatamente è stata restaurata ed ora è visibile nel Cortile dell'Angelo. La statua che invece tutti noi possiamo oggi ammirare è opera dello scultore fiammingo Peter Anton Verschaffelt, che vinse il concorso indetto da papa Benedetto XIV Lambertini in occasione del Giubileo del 1750.

Statua dell'Angelo di Peter Anton van Verschaffelt (1752)




Pietro Leone Bombelli, Statua dell'arcangelo Michele (1779)

Scuola Fiorentina, Il miracolo dell'Angelo (sec. XVI)


 




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