La casa romana di Michelangelo Buonarroti (Serbatoio Gianicolense)

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#artiebellezzeitaliane Photo by  Massimo Gaudio Serbatoio Gianicolense Anche se il Gianicolo non fa parte dei Sette Colli di Roma ha un fascino tutto suo, dal quale si può ammirare uno stupendo panorama sulla Capitale. C'è una strada, la Passeggiata del Gianicolo, che corre lungo tutto il colle ed accompagna lo sguardo sulla citta dal Faro del Gianicolo fino a Porta San Pancrazio passando per piazza Garibaldi da dove la vista è mozzafiato in qualunque momento, sia di giorno che di notte. Verso la fine del percorso vicino a Porta San pancrazio, prorpio di fonte al monumento a Ciceruacchio, nel 1928 è stato costruito un serbatoio interrato all'interno di un bastione per far fronte alla mancanza di acqua. Per l'occasione si decise di addossare sul muro del serbatoio quella che si presume essere la facciata della casa romana di Michelangelo Buonattoti dove visse dal 1531 in poi. La casa dell'artista si trovava in origine in via Macel de' Corvi che venne demolita per la

L'arco di Giano


Arco di Giano

L'arco di Giano si trova nel rione Ripa, di fianco alla chiesa di San Giorgio al Velabro e a pochi passi dalla Bocca della Verità. L'arco di forma quadrata è quadrifronte, ovvero munito di quattro arcate, ognuna per ogni lato. E' costituito da quattro pilastri sulle cui facciate esterne sono presenti delle nicchie che accoglievano statue a grandezza naturale. Risalente al IV secolo d.C., viene chiamato erroneamente di Giano, ma è da identificarsi con l’antico Arcus Divi Costantini. Al centro delle arcate esterne sono raffigurate Minerva e Cerere in piedi e Roma e Giunone sedute. Nella vicina chiesa, sono conservati alcuni frammenti marmorei provenienti dalla parte superiore dell'arco, in cui ci sono riferimenti sull'imparatore Costanzo II. Nel medioevo una delle famiglie nobili di Roma, i Frangipane, trasformarono l'arco in una personale fortezza chiudendo le quatto arcate. Purtroppo quando nel 1827 vennero fatti i lavori per riportare l'arco nello stato originario, oltre la demolizione delle fortificazioni medioevali, venne demolito anche l'attico e il coronamento originari, perché non furono riconosciute come opere appartenenti alla struttura originaria.


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