Fontana dei Libri

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  © Photo Massimo Gaudio Fontana dei Libri Nel 1927 l'arcchitetto Pietro Lombardi, che vinse il concorso per la costruzione della Fontana delle Anfore nel rione Testaccio, ricevette dall'amministrazione comunale l'incarico della costruzione (oltre alla Fontana degli Artisti ) di una fontana che rappresentasse il rione Sant'Eustachio. Egli riuscì ad unire due elementi molto rappresentativi del posto. Il primo è quello della testa di cervo, simbolo del rione che rappresenta il momento in cui il santo incontrò prima di convertirsi, il cervo durante una battuta di caccia che, arrivato davanti un burrone si girò verso di lui e tra le corna apparve una croce luminosa con la figura di Gesù. L'altro elemento rappresentativo del rione sono i libri che fanno riferimento all'università della Sapienza sul cui muro la fontana è addossata. La Fontana dei Libri si trova in via dei degli Staderari, tra Palazzo Carpegna e la chiesa di Sant'Ivo alla Sapienza all'interno

Palazzo Toni in via Capo le Case

Palazzo Toni


Uno dei palazzi storici romani si trova in via Capo le Case nel rione Colonna. La sua costruzione è avvenuta agli inizi del Settecento grazie all'architetto romano Tommaso Mattei, allievo sia di Gian Lorenzo Bernini che di Carlo Rainaldi al quale succedette con la carica di architetto delle Ripe che conservò fino al 1725. Il palazzo fu poi acquistato dal conte Felice Centini che lo fece ristrutturare nel 1742 dall'architetto Francesco Rosa (da non confondersi con il pittore genovese vissuto il secolo precedente). Nel 1798 il palazzo fu acquistato dalla nobile famiglia umbra dei Toni, che nel 1886 lo fecero restaurare, come riporta una targa che si trova di fianco al portone. Nel 1820 Massimo d'Azeglio vi ebbe il proprio studio di pittura che, oltre a essere stato un politico, patriota e scrittore italiano fu anche un abile pittore.

Il palazzo si sviluppa su di un mezzanino e tre piani ed ognuno di essi presenta cinque finestre decorate a stucchi.  Il particolare che rende il palazzo interessante si trova al primo piano dove vi sono coppie di cariatidi che sorreggono timpani spezzati a volute, con conchiglie e teste femminili al centro Per via delle coppie di cariatidi, il palazzo è conosciuto come Casa dei Pupazzi.







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