La casa romana di Michelangelo Buonarroti (Serbatoio Gianicolense)

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#artiebellezzeitaliane Photo by  Massimo Gaudio Serbatoio Gianicolense Anche se il Gianicolo non fa parte dei Sette Colli di Roma ha un fascino tutto suo, dal quale si può ammirare uno stupendo panorama sulla Capitale. C'è una strada, la Passeggiata del Gianicolo, che corre lungo tutto il colle ed accompagna lo sguardo sulla citta dal Faro del Gianicolo fino a Porta San Pancrazio passando per piazza Garibaldi da dove la vista è mozzafiato in qualunque momento, sia di giorno che di notte. Verso la fine del percorso vicino a Porta San pancrazio, prorpio di fonte al monumento a Ciceruacchio, nel 1928 è stato costruito un serbatoio interrato all'interno di un bastione per far fronte alla mancanza di acqua. Per l'occasione si decise di addossare sul muro del serbatoio quella che si presume essere la facciata della casa romana di Michelangelo Buonattoti dove visse dal 1531 in poi. La casa dell'artista si trovava in origine in via Macel de' Corvi che venne demolita per la

Palazzo Toni in via Capo le Case

Palazzo Toni


Uno dei palazzi storici romani si trova in via Capo le Case nel rione Colonna. La sua costruzione è avvenuta agli inizi del Settecento grazie all'architetto romano Tommaso Mattei, allievo sia di Gian Lorenzo Bernini che di Carlo Rainaldi al quale succedette con la carica di architetto delle Ripe che conservò fino al 1725. Il palazzo fu poi acquistato dal conte Felice Centini che lo fece ristrutturare nel 1742 dall'architetto Francesco Rosa (da non confondersi con il pittore genovese vissuto il secolo precedente). Nel 1798 il palazzo fu acquistato dalla nobile famiglia umbra dei Toni, che nel 1886 lo fecero restaurare, come riporta una targa che si trova di fianco al portone. Nel 1820 Massimo d'Azeglio vi ebbe il proprio studio di pittura che, oltre a essere stato un politico, patriota e scrittore italiano fu anche un abile pittore.

Il palazzo si sviluppa su di un mezzanino e tre piani ed ognuno di essi presenta cinque finestre decorate a stucchi.  Il particolare che rende il palazzo interessante si trova al primo piano dove vi sono coppie di cariatidi che sorreggono timpani spezzati a volute, con conchiglie e teste femminili al centro Per via delle coppie di cariatidi, il palazzo è conosciuto come Casa dei Pupazzi.







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