Piramide Cestia

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  © Photo Massimo Gaudio La Piramide Cestia e Porta San Paolo A nord del quartiere Ostiense, ai confini con il rione San Saba e più precisamente in piazzale Ostiense, si trova la Piramide di Caio Cestio, più comunemente conosciuta come Piramide Cestia . Fu costruita tra il 18 e il 12 a.C. come sepolcro di Caio Cestio, pretore, tribuno e membro del Collegio sacerdotale degli Epuloni. Dopo la conquista dell'Egitto in età augustea, a Roma si sviluppo una sorta di moda che prendeva spunto dal modello egiziano, quindi nella città sorsero vari monumenti sepolcrali simili alle piamidi egizie e quella Cestia è l'ultima rimasta intatta. Nella seconda metà del III sec. d.C., l'imperatore Aureliano fece inglobare la piramide all'interno della cinta muraria a difesa di Roma, le Mura aureliane. Il monumento misura 36,40 metri di altezza, la base misura 29,50 metri per lato, mentre la camera sepolcrale misura 23 mq. che, seguendo l'usanza egizia, fu murata al momento della sepolt

Pendolo di Santa Maria degli Angeli

Il pendolo

La basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri, sorge su quello che una volta erano le Terme di Diocleziano e propro uno di quegli ambienti, il tepidarium, fu trasformato in chiesa da Michelangelo Buonarroti, il quale si limitò ad effettuare soltanto lavori conservativi. Accedendo all'interno della basilica da piazza della Repubblica si arriva al transetto e nella parte destra di esso si trova situato vicino alla meridiana un pendolo. Il monumento che rende omaggio a Galileo Galilei, è il prototipo da lui ideato e realizzato dall'artista Giuseppe Gallo in occasione del Giubileo del 2000. Il prototipo è formato da una barra in perenne oscillazione dov'è agganciata una mano fissata attraverso le dita ad una sfera in bronzo sulla quale è raffigurato il pianeta Terra. Non è un caso che questo pendolo si trovi in una chiesa, perché quasi dopo 360 anni, la Santa Sede attraverso la sua massima autorità, papa Giovanni Paolo II, il 30 Ottobre del 1992 dichiarò solennemente il grande errore nel condannare Galileo, il quale diceva la verità e gli fu detto, invece, di astenersi dal difendere una dottrina che era giusta.






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