La casa romana di Michelangelo Buonarroti (Serbatoio Gianicolense)

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#artiebellezzeitaliane Photo by  Massimo Gaudio Serbatoio Gianicolense Anche se il Gianicolo non fa parte dei Sette Colli di Roma ha un fascino tutto suo, dal quale si può ammirare uno stupendo panorama sulla Capitale. C'è una strada, la Passeggiata del Gianicolo, che corre lungo tutto il colle ed accompagna lo sguardo sulla citta dal Faro del Gianicolo fino a Porta San Pancrazio passando per piazza Garibaldi da dove la vista è mozzafiato in qualunque momento, sia di giorno che di notte. Verso la fine del percorso vicino a Porta San pancrazio, prorpio di fonte al monumento a Ciceruacchio, nel 1928 è stato costruito un serbatoio interrato all'interno di un bastione per far fronte alla mancanza di acqua. Per l'occasione si decise di addossare sul muro del serbatoio quella che si presume essere la facciata della casa romana di Michelangelo Buonattoti dove visse dal 1531 in poi. La casa dell'artista si trovava in origine in via Macel de' Corvi che venne demolita per la

Pendolo di Santa Maria degli Angeli

Il pendolo

La basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri, sorge su quello che una volta erano le Terme di Diocleziano e propro uno di quegli ambienti, il tepidarium, fu trasformato in chiesa da Michelangelo Buonarroti, il quale si limitò ad effettuare soltanto lavori conservativi. Accedendo all'interno della basilica da piazza della Repubblica si arriva al transetto e nella parte destra di esso si trova situato vicino alla meridiana un pendolo. Il monumento che rende omaggio a Galileo Galilei, è il prototipo da lui ideato e realizzato dall'artista Giuseppe Gallo in occasione del Giubileo del 2000. Il prototipo è formato da una barra in perenne oscillazione dov'è agganciata una mano fissata attraverso le dita ad una sfera in bronzo sulla quale è raffigurato il pianeta Terra. Non è un caso che questo pendolo si trovi in una chiesa, perché quasi dopo 360 anni, la Santa Sede attraverso la sua massima autorità, papa Giovanni Paolo II, il 30 Ottobre del 1992 dichiarò solennemente il grande errore nel condannare Galileo, il quale diceva la verità e gli fu detto, invece, di astenersi dal difendere una dottrina che era giusta.






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