Piramide Cestia

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  © Photo Massimo Gaudio La Piramide Cestia e Porta San Paolo A nord del quartiere Ostiense, ai confini con il rione San Saba e più precisamente in piazzale Ostiense, si trova la Piramide di Caio Cestio, più comunemente conosciuta come Piramide Cestia . Fu costruita tra il 18 e il 12 a.C. come sepolcro di Caio Cestio, pretore, tribuno e membro del Collegio sacerdotale degli Epuloni. Dopo la conquista dell'Egitto in età augustea, a Roma si sviluppo una sorta di moda che prendeva spunto dal modello egiziano, quindi nella città sorsero vari monumenti sepolcrali simili alle piamidi egizie e quella Cestia è l'ultima rimasta intatta. Nella seconda metà del III sec. d.C., l'imperatore Aureliano fece inglobare la piramide all'interno della cinta muraria a difesa di Roma, le Mura aureliane. Il monumento misura 36,40 metri di altezza, la base misura 29,50 metri per lato, mentre la camera sepolcrale misura 23 mq. che, seguendo l'usanza egizia, fu murata al momento della sepolt

Vestibolo circolare nella basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri

Vestibolo circolare verso il transetto

Dalla splendida piazza della Repubblica, in passato (ed ancora oggi) chiamata piazza Esedra, si accede all'interno della basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri attraverso i due portali dell'artista polacco Igor Mitoraj dai quali si arriva in un vestibolo circolare e da questa si passa poi al transetto della basilica. La pianta di questo vestibolo è rotonda, con la cupola che per via dell'oculo ricorda quella del Pantheon. Tutta la basilica è stata ricavata dalle antiche Terme di Diocleziano grazie al lavoro di Michelangelo Buonarroti, il quale trasformò in chiesa quello che era il tepidarium. Il vestibolo oggi si trova tra quest'ultimo ed il calidarium che si doveva trovare all'incirca dove oggi c'è la Fontana delle Naidi

Il vestibolo è formato da due cappelle laterali e quattro nicchie dove nel loro interno si trovano altrettanti monumenti funebri, ma prima di andare avanti con la descrizione, vorrei mettere in risalto la cupola con la volta affrescata dal Vanvitelli con 180 rosoni ed al centro di essa si trova la nuova lanterna, opera dell'artista italo americano Narcissus Quagliata che ha un diametro di circa due metri suddivisa in otto spicchi composti da ventiquattro lastre di vetro multicolore. Questa lanterna ha sostituito altre che in precedenza risultarono inadatte a resistere alle intemperie e tra queste, le prime inserite, c'erano anche quelle di Michelangelo e Vanvitelli.

Come si arriva al vestibolo dall'ingresso, sulla sinistra è situata la cappella della Maddalena e del Battistero, dove sull'altare è presente la pala dal titolo Noli me tangere dell'artista Cesare Nebbia, mentre alla sua sinistra c'è la Pala della Maddalena di Piero Guccione. Dall'altra parte del vestibolo c'è la cappella del Crocifisso con la pala d'altare raffigurante un Crocifisso realizzata da Giacomo della Rocca che curò anche gli affreschi della volta della cappella. A sinistra dell'altare c'è la tomba dello scultore Pietro Tenerani, mentre sulla destra quello della moglie. 

Nella nicchia a destra dell'entrata c'è il monumento funebre del pittore marchigiano Carlo Maratta che progetto egli stesso. Nella nicchia di sinitra c'è il monumento funebre del pittore napoletano Salvator Rosa, costruito dal figlio nel 1673 dove il pittore è stato raffigurato mentre esce dal suo sarcofago. nelle altre due nicchie che si trovano verso il transetto, ci sono il monumeti funebri dei cardinali Francesco Alciati e Pier Paolo Parisio.

Cappella della Maddalena e Battistero
 
Cappella della Maddalena e Battistero

Battistero

Cesare Nebbia, Noli me tangere

 Piero Guccione, Pala della Maddalena (2009)

Cappella del Crocifisso. A sinistra L'angelo della luce di Ernesto Lamagna (2000)

Giacomo della Rocca, Cristo in Croce con san Girolamo e donatore

Giacomo della Rocca, Volta (1838)

Narcissus Quagliata, Cupola in vetro

Cupola dipinta dal Vanvitelli

Monumento funebre del cardinale Francesco Alciati di Jacopo Del Duca su disegno del Buonarroti

Monumento funebre del cardinale Cosentino Pietro Paolo Parisio (1604)

Monumento funebre a Salvator Rosa (1673)

Monumento funebre a Carlo Maratta

















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