Piramide Cestia

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  © Photo Massimo Gaudio La Piramide Cestia e Porta San Paolo A nord del quartiere Ostiense, ai confini con il rione San Saba e più precisamente in piazzale Ostiense, si trova la Piramide di Caio Cestio, più comunemente conosciuta come Piramide Cestia . Fu costruita tra il 18 e il 12 a.C. come sepolcro di Caio Cestio, pretore, tribuno e membro del Collegio sacerdotale degli Epuloni. Dopo la conquista dell'Egitto in età augustea, a Roma si sviluppo una sorta di moda che prendeva spunto dal modello egiziano, quindi nella città sorsero vari monumenti sepolcrali simili alle piamidi egizie e quella Cestia è l'ultima rimasta intatta. Nella seconda metà del III sec. d.C., l'imperatore Aureliano fece inglobare la piramide all'interno della cinta muraria a difesa di Roma, le Mura aureliane. Il monumento misura 36,40 metri di altezza, la base misura 29,50 metri per lato, mentre la camera sepolcrale misura 23 mq. che, seguendo l'usanza egizia, fu murata al momento della sepolt

Il chiostro delle sculture alla Galleria d'Arte Moderna di Roma

 © Photo Massimo Gaudio

Girolamo Masini, Cleopatra (1882)

In via Francesco Crispi nel rione Colonna, tra via del Tritone e Trinità dei Monti, si trova la Galleria d'Arte Moderna che fa parte del circuito museale capitolino. L'attuale Galleria inaugurata nel 1995, ha origini che partono dalla fine del XIX secolo che nel corso del Novecento ha visto più volte chiusure e riaperture dettate sia da eventi bellici che da scarso interesse. La nuova sede si trova nell'ex convento delle Carmelitane Scalze a San Giuseppe Capo le Case e nel piano nel quale si trova il chiostro, è stata allestita una mostra permenente di sculture, luogo di contemplazione ideale per poter ammirarle anche con l'ausilio della luce solare. Le opere sono dei protagonisti della scena artistica italiana da fine Ottocento fino a prima della Seconda Guerra Mondiale, epoca caratterizzata da trasformazioni estetiche, sociali e politiche. Gli artisti della collezione sono numerosi: Italo Griselli, Guido Galletti, Dino Basaldella, Ercole Drei, Arturo Martini e Marino Marini sono soltanto alcuni dei nomi presenti. Anche nel periodo successivo fino agli anni Cinquanta, artisti come Giacomo Manzù, hanno caratterizzato una mutazione artistica tipica del tardo Ottocento. Sono esposte sicuramente opere di grande interesse e pregio che ancora oggi sono una testimonianza ancora viva.
Amleto Cataldi, Galatea-Fontana (1925)

Arturo Martini, Il pastore (1930)

Attilio Torresini, (1928)

Attilio Torresini, Afrodite (1930-1934)

Carlo Rivalta, Madre (1938-1939)

Dino Basaldella, Pescatore d'anguilla (1934)

Ercole Drei, Il seminatore (1937)

Guido Galletti, Prometeo liberato (1935)

Guido Galletti, Venere con tre amorini (1939)

Italo Griselli, Romolo (1937-1938)

Tommaso Bertolino, Languor (1939)
Giacomo Manzù, Bambina sulla sedia (1955)


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