Monumento a Ciceruacchio sul Gianicolo

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  #artiebellezzeitaliane Photo by  Massimo Gaudio Ettore Ximenes, Monumento a Angelo Brunetti detto Ciceruacchio (1907) Il Gianicolo verso la metà del XIX secolo fu terreno di battaglia tra l'esercito francese che per convenienza politica andò in aiuto di papa Pio IX ed i patrioti della Repubblica Romana del 1849 che vide anche la partecipazione di Giuseppe Mazzini, Giuseppe Garibaldi e Goffredo Mameli. Purtroppo molti combattenti della Repubblica Romana morirono e vengono ricordati nel sacrario del Mausoleo Ossario Garibaldino che si trova proprio sul colle del Gianicolo, mentre altri dopo la capitolazione fuggirono da Roma per andare a combattere a nord contro l'esercito austriaco. Tra questi c'erano Giuseppe Garibaldi ed Angelo Brunetti detto Ciceruacchio (per via del suo aspetto grassottello da bambino che in una derivazione del romano è ciruacchiotto). Brunetti fu un patriota molto conosciuto dal popolo romano dell'epoca e partecipò attivamente nella battaglia con

Parco di Villa Torlonia

 

Obelisco in memoria di Giovanni Torloniae il Casino Nobile


I Musei di Villa Torlonia, si trovano all'interno di un parco che nel corso dei secoli è appartenuto a varie famiglie nobili che fecero di questa tenuta una terra rigogliosa di frutteti, vigne e canneti. Tra loro spicca la famiglia Pamphilj, la famiglia Colonna ed infine la famiglia Torlonia che la trasformarono in una vera e propria residenza fastosa. Fu Giovanni Torlonia ad acquistare la proprietà dai Colonna nel 1797 con l'intento di trasformare la tenuta in una complessa e sontuosa dimora, articolata in vari corpi architettonici a tema, immersi nel verde. Per fare ciò nel 1806 chiamò l'architetto Giiseppe Valadier che oltre alla costruzione degli edifici principali, si dedicò alla costruzione nella parte nord del parco, che è caratterizzata da un impianto tradizionale, con viali di lecci rettilinei e simmetrici di cui rimangono testimonianze vicino al Palazzo principale. Alla morte di Giovanni Torlonia, il figlio Alessandro incaricò dell’ampliamento del parco il paesaggista Giuseppe Jappelli con percorsi liberi e sinuosi, conferendo al paesaggio un'immagine romantica riferibile alla tipologia "all'inglese".


Durante il periodo della residenza di Benito Mussolini, il giardino ebbe una doppia funzione: una parte, quella vicino agli edifici divenne scenario di manifestazioni sportive e mondane, mentre quello che rimaneva venne riportato ad uno stato rurale con l'introduzione degli orti di guerra, con colture di grano e patate, pollai e conigliere. Con la Seconda Guerra Mondiale, la Villa ebbe una forte decadenza e l’occupazione militare anglo-americana, con manomissioni e danneggiamenti generalizzati diede il colpo di grazia definitivo. 
Passarono vari decenni prima che la Villa cominciò ad avere le giuste cure manutentive e grazie ad un importante intervento di recupero ambientale, dalla sua riapertura avvenuta nel 1978 Villa Torlonia è tornata a vivere.

Obelisco in memoria di Giovanni Torlonia


La fontana di Giovan Battista Caretti

Obelisco dedicato ad Anna Maria Schulteiss







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