Fontana dei Libri

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  © Photo Massimo Gaudio Fontana dei Libri Nel 1927 l'arcchitetto Pietro Lombardi, che vinse il concorso per la costruzione della Fontana delle Anfore nel rione Testaccio, ricevette dall'amministrazione comunale l'incarico della costruzione (oltre alla Fontana degli Artisti ) di una fontana che rappresentasse il rione Sant'Eustachio. Egli riuscì ad unire due elementi molto rappresentativi del posto. Il primo è quello della testa di cervo, simbolo del rione che rappresenta il momento in cui il santo incontrò prima di convertirsi, il cervo durante una battuta di caccia che, arrivato davanti un burrone si girò verso di lui e tra le corna apparve una croce luminosa con la figura di Gesù. L'altro elemento rappresentativo del rione sono i libri che fanno riferimento all'università della Sapienza sul cui muro la fontana è addossata. La Fontana dei Libri si trova in via dei degli Staderari, tra Palazzo Carpegna e la chiesa di Sant'Ivo alla Sapienza all'interno

La grande vetrata policroma di Giulio Rosso all'EUR

 

Giulio Rosso, Vetrata policroma


Il Museo della Civiltà dal Giugno del 2016 racchiude un insieme di cinque musei tematici che si trovano nel quartiere EUR e più precisamente in piazza Guglielmo Marconi. Tra questi c'è il Museo Preistorico Etnografico Luigi Pigorini. Al suo interno si trova una vetrata policroma realizzata dal pittore, decoratore ed illustratore toscano Giulio Rosso. L'opera monumentale ultimata nel 1943, fu pensata nel progetto originario per la Esposizione Universale Roma, l'E42, che si sarebbe dovuta svolgere nel 1942 ma mai avvenuta per via della Seconda Guerra Mondiale. Nell'ambiente attuale si trova in un contesto diverso da quello originale, infatti era destinato a contenere una mostra sulle scienze, per questo vi sono raffigurati i segni zodiacali, le costellazioni, gli strumenti astronomici, la concezione geocentrica ed eliocentrica dell'universo. Per via degli eventi bellici, si pensò di mettere al riparo l'opera non montata in casse di legno numerate che vennero ricoverate all'interno della struttura, ma subirono comunque dei danni importanti, perciò si rese necessario un restauro e soltanto nel 1986 venne posta in opera.

Lo scalone del Museo


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