Fontana dei Libri

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  © Photo Massimo Gaudio Fontana dei Libri Nel 1927 l'arcchitetto Pietro Lombardi, che vinse il concorso per la costruzione della Fontana delle Anfore nel rione Testaccio, ricevette dall'amministrazione comunale l'incarico della costruzione (oltre alla Fontana degli Artisti ) di una fontana che rappresentasse il rione Sant'Eustachio. Egli riuscì ad unire due elementi molto rappresentativi del posto. Il primo è quello della testa di cervo, simbolo del rione che rappresenta il momento in cui il santo incontrò prima di convertirsi, il cervo durante una battuta di caccia che, arrivato davanti un burrone si girò verso di lui e tra le corna apparve una croce luminosa con la figura di Gesù. L'altro elemento rappresentativo del rione sono i libri che fanno riferimento all'università della Sapienza sul cui muro la fontana è addossata. La Fontana dei Libri si trova in via dei degli Staderari, tra Palazzo Carpegna e la chiesa di Sant'Ivo alla Sapienza all'interno

Torre del Fiscale nel Parco Regionale dell'Appia Antica

 

Torre del Fiscale

Il Parco Regionale dell'Appia Antica è l'area protetta più grande d'Europa. Istituita nel 1988, al suo interno si trovano vari parchi situati nei comuni di Roma, Ciampino e Marino (Santa Maria delle Mole), ovvero lungo il tragitto che compie l'Appia Antica da Roma verso sud. Nel territorio della Capitale, nel quartiere Tuscolano, si trova il Parco Torre del Fiscale che prende il nome dall'omonima Torre.
Fu costruita nel XIII secolo a sorveglianza di via Latina Antica e del Fosso dell'Acqua Mariana dove si incrociano due acquedotti, il Marcio (attuale acquedotto Felice) e il Claudio. Il terreno dove sorge la Torre, fu acquistato dai baroni Annibaldi il quel periodo, dove una volta erano presenti le vigne di Arcus Tiburtinus. Nel XVII secolo fu acquistata da Filippo Foppi che era il tesoriere del papa "il fiscale", da qui l'attuale nome della Torre. La sua struttura è a base quadrata con un'altezza di 30 metri, costruita con blocchi di tufo e con una impostazione tipicamente militare, capace di resistere ad eventuali attacchi e con l'ingresso sopraelevato accessibile tramite una scala retrattile. Nella parte superiore si trova una terrazza utile per il controllo dei raccolti e a protezione degli attrezzi agricoli custoditi nei vicini casali della tenuta.



Acquedotto Claudio




Acquedotto Felice


Ippolito Caffi, Acquedotto di Claudio (1857) - Palazzo Braschi

Ippolito Caffi, Acquedotto di Claudio (1857) - Particolare dove incrociano in due acquedotti: Marcio e Claudio

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