Monumento a Ciceruacchio sul Gianicolo

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  #artiebellezzeitaliane Photo by  Massimo Gaudio Ettore Ximenes, Monumento a Angelo Brunetti detto Ciceruacchio (1907) Il Gianicolo verso la metà del XIX secolo fu terreno di battaglia tra l'esercito francese che per convenienza politica andò in aiuto di papa Pio IX ed i patrioti della Repubblica Romana del 1849 che vide anche la partecipazione di Giuseppe Mazzini, Giuseppe Garibaldi e Goffredo Mameli. Purtroppo molti combattenti della Repubblica Romana morirono e vengono ricordati nel sacrario del Mausoleo Ossario Garibaldino che si trova proprio sul colle del Gianicolo, mentre altri dopo la capitolazione fuggirono da Roma per andare a combattere a nord contro l'esercito austriaco. Tra questi c'erano Giuseppe Garibaldi ed Angelo Brunetti detto Ciceruacchio (per via del suo aspetto grassottello da bambino che in una derivazione del romano è ciruacchiotto). Brunetti fu un patriota molto conosciuto dal popolo romano dell'epoca e partecipò attivamente nella battaglia con

Il sesto livello di Castel Sant'Angelo

  © Photo Massimo Gaudio

Corridoio Pompeiano di Perni del Vaga

Il sesto livello di Castel Sant'Angelo, trova il suo accesso direttamente dalla
Sala Paolina che invece è al quinto. In fondo alla sala, sulla sinistra c'è una porta dalla quale parte il Corridoio Pompeiano, chiamato così per via della fitta decorazione a grottesche che lo riveste interamente, eseguita tra il giugno del 1545 e dicembre dell'anno seguente, prevalentemente da Perin del Vaga e Luzio Luzi.
Dopo aver percorso il Corridoio, si giunge alla Sala della Biblioteca decorata anche questa da Luzio Luzi da Todi tra il 1544 e il 1545. La decorazione della volta, è stata ispirata da quella della Sala della Volta dorata della Domus Aurea, dove appaiono dieci storie dell'Antica Roma con divinità mitologiche, Vittorie, medaglioni in stucco, grottesche su fondo bianco e con al centro lo stemma Farnese di papa Paolo III affiancato da emblemi raffiguranti la Vergine con l'unicorno e il Giglio della Giustizia.





Da una porta della Sala della Biblioteca si accede alla Sala del Tesoro che prende il nome dalla sua funzione di sede dell'erario e del luogo di conservazione di documenti e preziosi. Secondo alcuni studiosi, pare che questa sala fosse la vera cella sepolcrale dell'imperatore Adriano e che qui fu rinvenuto il sarcofago in porfido rosso con le sue spoglie, trasformato secoli dopo il suo ritrovamento da Carlo Fontana nel 1698 nel catino battesimale che si trova nella Basilica papale di San Pietro nella navata di sinistra. Da questa Sala parte una stretta e ripida scalinata in pietra che porta al terrazzo panoramico.
Sala del tesoro

Sarcofago trasformato da Carlo Fontana in fonte battesimale

Sempre dalla Sala della Biblioteca si accede alla Sala dell'Adrianeo, chiamata così dal primo direttore de Museo di Castel Sant'Angelo che, insieme all'adiacente Sala dei Fastoni, furono i primi ambienti del Castello portati a termini durante il pontificato di papa Paolo III. Le decorazioni delle due sale sono sempre opera di Luzio Luzi da Todi, anch'esse realizzate tra il 1544 ed il 1545. I dipinti monocromi si trovano sulla sommità delle pareti, suddivisi in diverse scene a tema mitologico intercalate da figure con satiri, finte cariatidi e telamoni che incorniciano vedute di monumenti che si trovavano anticamente nell'area vaticana.

Sala dell'Adrianeo

Sala dell'Adrianeo

Signorelli Luca, La madonna col Bambino in gloria tra i SS. Pietro, Paolo, Bernardo e Stefano (1515-1520) Olio su tavola, cm. 189 x 176

Giovanni Luteri detto DOSSO DOSSI, Baccanale (1515)

Niccolò Poussin (copia di Giovanni Bellini terminato dal TIZIANO), Baccanale (inizio XVI sec.)

Cornice decorata a motivi vegetali con putti alati (sec. XVI)

Ignoto, Medaglione raffigurante la testa di un leone (sec. XVI)

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