La casa romana di Michelangelo Buonarroti (Serbatoio Gianicolense)

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#artiebellezzeitaliane Photo by  Massimo Gaudio Serbatoio Gianicolense Anche se il Gianicolo non fa parte dei Sette Colli di Roma ha un fascino tutto suo, dal quale si può ammirare uno stupendo panorama sulla Capitale. C'è una strada, la Passeggiata del Gianicolo, che corre lungo tutto il colle ed accompagna lo sguardo sulla citta dal Faro del Gianicolo fino a Porta San Pancrazio passando per piazza Garibaldi da dove la vista è mozzafiato in qualunque momento, sia di giorno che di notte. Verso la fine del percorso vicino a Porta San pancrazio, prorpio di fonte al monumento a Ciceruacchio, nel 1928 è stato costruito un serbatoio interrato all'interno di un bastione per far fronte alla mancanza di acqua. Per l'occasione si decise di addossare sul muro del serbatoio quella che si presume essere la facciata della casa romana di Michelangelo Buonattoti dove visse dal 1531 in poi. La casa dell'artista si trovava in origine in via Macel de' Corvi che venne demolita per la

Museo Pietro Canonica a Villa Borghese

  © Photo Massimo Gaudio

Museo Pietro Canonica a Villa Borghese

Il Museo Pietro Canonica si trova all'interno del Parco di Villa Borghese nel quartiere Pianciano.
Esternamente si presenta con un fortino la quale costruzione venne attribuita ad Antonio Asprucci, con davanti due statue bronzeee che sono un tributo a due "eroi" della Grande Guerra: l'Alpino ed il mulo. In realtà questo edificio nel Seicento non era altro che un Gallinaro, ovvero un luogo dove venivano allevati pavoni, struzzi ed anatre utilizzati in occasione delle battute di caccia della famiglia Borghese.
L'edificio fu utilizzato come uffici amministrativi dal Comune du Roma fino al 1919, quando un incendio ne compromise l'utilizzo e fu abbandonato, ma nel 1926 la stessa amministrazione lo cedette allo scultore che provvide alla sua risistemazione e trasformò le stalle in quello che è diventata la sala per l'esposizione. Canonica visse in quella casa-studio fino al 1959, anno della sua morte. La moglie continuò a vivere nella casa fino al giorno della sua morte avvenuta nel 1987, ma prima volle donare al Comune di Roma quella che è diventata la casa-museo che porta il nome dello scultore, insieme alla raccolta delle opere del marito e gli arredi di pregio dell'appartamento.

L'ingresso è libero

Studio

Studio


Le comunicande (1901)

Monumento funerario a Laura Vigo (1908)

Cappella funeraria della famiglia reale di Romania (1925)

Donna Francesca Florio (1904)

Pudore o sorpresa

Autoritratto


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