La casa romana di Michelangelo Buonarroti (Serbatoio Gianicolense)

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#artiebellezzeitaliane Photo by  Massimo Gaudio Serbatoio Gianicolense Anche se il Gianicolo non fa parte dei Sette Colli di Roma ha un fascino tutto suo, dal quale si può ammirare uno stupendo panorama sulla Capitale. C'è una strada, la Passeggiata del Gianicolo, che corre lungo tutto il colle ed accompagna lo sguardo sulla citta dal Faro del Gianicolo fino a Porta San Pancrazio passando per piazza Garibaldi da dove la vista è mozzafiato in qualunque momento, sia di giorno che di notte. Verso la fine del percorso vicino a Porta San pancrazio, prorpio di fonte al monumento a Ciceruacchio, nel 1928 è stato costruito un serbatoio interrato all'interno di un bastione per far fronte alla mancanza di acqua. Per l'occasione si decise di addossare sul muro del serbatoio quella che si presume essere la facciata della casa romana di Michelangelo Buonattoti dove visse dal 1531 in poi. La casa dell'artista si trovava in origine in via Macel de' Corvi che venne demolita per la

Fontana di Trevi

  © Photo Massimo Gaudio

Nicola Salvi e Giuseppe Pannini, Fontana di Trevi

Le mostre terminali degli acquedotti, sono fontane monumentali che hanno l’intento di rappresentare la parte finale dell'acquedotto a cui corrispondono. A Roma ce ne sono molte, basti pensare alla Fontana del Mosè in piazza San Bernardo, oppure alla Fontana dell'Acqua Paola sul Gianicolo. Due bellissime fontane senza dubbio, ma la più bella in assoluto è sicuramente la Fontana di Trevi.
Si tratta della mostra terminale dell’acquedotto Vergine, l'unico degli acquedotti antichi che dal 19 a.C. rifornisce Roma ininterrottamente. Si trova nell'omonimo rione ai piedi del colle del Quirinale e la sua denominazione potrebbe derivare da regio Trivii, un toponimo in uso nella zona già dalla metà del XII secolo, oppure dal triplice sbocco dell’acqua dell’originaria fontana.
Il progetto per la sua realizzazione incominciò nel 1640 sotto il papato di Urbano VIII Barberini, il quale coinvolse Gian Lorenzo Bernini nella progettazione di una nuova fontana in concomitanza dell'ampliamento della piazza, ma la realizzazione attuale si deve al progetto dell'architetto Nicola Salvi che vinse nel 1732 il concorso indetto da papa Clemente XII.
Il progetto originale della fontana si presenta come un arco di trionfo, con una profonda nicchia, digrada verso l’ampio bacino con una larga scogliera, vivificata dalla rappresentazione scultorea di numerose piante e dallo scorrere spettacolare dell’acqua. Al centro domina la statua di Oceano alla guida del cocchio a forma di conchiglia, trainato dal cavallo iroso e dal cavallo placido, frenati da due tritoni. Salvi non riuscì a concludere i lavori per la sua realizzazione, che vennero conclusi nel 1762 da Giuseppe Pannini, che modificò parzialmente la scogliera regolarizzando i bacini centrali.

Come si presenta la fontana senza gli edifici intorno










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