Piramide Cestia

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  © Photo Massimo Gaudio La Piramide Cestia e Porta San Paolo A nord del quartiere Ostiense, ai confini con il rione San Saba e più precisamente in piazzale Ostiense, si trova la Piramide di Caio Cestio, più comunemente conosciuta come Piramide Cestia . Fu costruita tra il 18 e il 12 a.C. come sepolcro di Caio Cestio, pretore, tribuno e membro del Collegio sacerdotale degli Epuloni. Dopo la conquista dell'Egitto in età augustea, a Roma si sviluppo una sorta di moda che prendeva spunto dal modello egiziano, quindi nella città sorsero vari monumenti sepolcrali simili alle piamidi egizie e quella Cestia è l'ultima rimasta intatta. Nella seconda metà del III sec. d.C., l'imperatore Aureliano fece inglobare la piramide all'interno della cinta muraria a difesa di Roma, le Mura aureliane. Il monumento misura 36,40 metri di altezza, la base misura 29,50 metri per lato, mentre la camera sepolcrale misura 23 mq. che, seguendo l'usanza egizia, fu murata al momento della sepolt

Roma 1670-1750 a Palazzo Barberini

 © Photo Massimo Gaudio

La Sala

Un blog che si occupa di mettere in risalto quanto c'è di bello a Roma, non può sottrarsi al ricordo di come essa fosse al centro della scena delle arti figurative tra la fine del Seicento e gli inizi dell'Settecento.
La Galleria Nazionale d’Arti Antiche di Palazzo Barberini nel rione Trevi, ospita in una sala nell'ala sud del primo piano, una serie d’opere realizzate da nomi illustri sia della pittura che della scultura. Entrando nella sala si rimane subito affascinati dal busto realizzato da Gian Lorenzo Bernini che ritrae papa Clemente X Altieri in una delle ultime sue opere, e con Carlo Maratta (o Maratti), finiscono il secolo del Barocco, mentre il romano Marco Benefial è ormai attivo gia nella fine del Seicento spingendosi ben dentro il nuovo secolo dei Lumi, al quale fa compagnia il capodistriano Francesco Trevisani con quattro opere su altrettanti continenti fino allora conosciuti, dei quali copie in mosaico si trovano nella basilica di San Pietro in Vaticano.
Alle opere riunite in questa sala fa eco il dipinto nel soffitto affrescato da Giuseppe Bartolomeo Chiari, allievo del Maratta, con la scena della favolosa nascita di Pindaro: Soggetto scelto per celebrare l'eloquenza poetica di papa Urbano VIII e dei Barberini, in quella che era la camera per le udienze dei cardinali della famiglia.

Carlo Maratta, San Giovanni Evangelista (1690 ca.) Olio su tela

Carlo Maratti, San Paolo (1667 ca.) Olio su tela

Francesco Trevisani, Africa (1709 ca.) Olio su tela

Francesco Trevisani, America (1709 ca.) Olio su tela

Francesco Trevisani, Asia (1709 ca.) Olio su tela

Francesco Trevisani, Europa (1709 ca.) Olio su tela

Gian Lorenzo Bernini, Busto di Papa Clemente X Altieri (1676-1680) Marmo

Marco Benefial, Ercole e Onfale (1735-1740) Olio su tela

Marco Benefial, Piramo e Tisbe (1735-1750) Olio su tela

Marco Benefial, Ritratto della famiglia Quarantotti (la famiglia del Missionario) (1756) Olio su tela

Marco Benefial, Santa Maria da Cortona ritrova il cadavere dell'Amante (1728-1732) Olio su tela

Volta di Giuseppe bartolomeo Chiari, La nascita di Pindaro

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