Villa Aldobrandini

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   © Photo Massimo Gaudio Il parco di Villa Aldobrandini Villa Aldobrandini si trova nel rione Monti ed è racchiusa tra via Nazionale e via Panisperna anche se l'accesso ai giardini aperti al pubblico si trova in via Mazzarino. Per arrivare a quello che ricorda un giardino pensile con uno spettacolare affaccio panoramico su largo Magnanapoli, si deve salire su per una scalinata che passa attraverso dei ruderi dell'Antica Roma risalenti alla fine del I secolo. La villa risale alla metà del '500, quando monsignor Giulio Vitelli acquistò una vigna con alcuni edifici a Monte Magnanapoli. La proprietà che si estendeva fino ad arrivare al Quirinale, passò nel corso dei secoli prima al figlio che la rivendette a papa Clemente VIII, il quale la donò al cardinale Pietro Aldobrandini. Quast'ultimo diede il compito all'architetto Giacomo della Porta di abbellire la proprietà. La villa fu così arricchita di fontane, sedute, vasi, statue di alberi ad alto fusto in parte ancora

Monumento funerario di papa Clemente XIV nella basilica dei Santi XII Apostoli di Antonio Canova

Antonio Canova, Monumento funerario di papa Clemente XIV (1787)

Il Monumento Funebre di Clemente XIV, si trova nella basilica dei Santi XII Apostoli che si affaccia sull'omonima piazza nel rione Trevi. Il monumento si trova alla fine della navata sinistra della basilica dove si accede per la sagrestia. L'opera venne commissionata nel 1783 ad Antonio Canova da un ricchissimo mercante di nome Carlo Giorgi come riconoscenza verso il papa per i benefici ricevuti. E' stata realizzata in marmo di Carrara e lumachella ed è suddivisa in tre registri: In quello superiore si trova la statua del pontefice con il braccio destro sollevato in un gesto ammonitorio, sotto di lui a sinistra si trova la Temperanza china sul sarcofago, mentre nel registro inferiore a destra è stata collocata la Mansuetudine in posizione seduta e di fianco un agnello accovacciato. La porta centrale simboleggia il passaggio dalla vita alla morte.
Questa opera fu realizzata dal Canova soltanto otto anni dopo essere giunto a Roma e ricevette critiche positive tra cui quelle del critico rigoroso e temuto Francesco Milizia, che ne elogiò il "riposo", "l'eleganza" e la "disposizione" nel segno della semplicità. Fu per Antonio Canova la prima grande committenza romana che diede inizio alla sua gloria.











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