Piazza Mincio nel Quartiere Coppedè

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   © Photo Massimo Gaudio Palazzo del Ragno In realtà il Quartiere Coppedè non è un vero e proprio quartiere, si chiama così perché l'architetto Gino Coppedè che lo ha progettato, ha voluto dargli quel nome. Siamo nel quartiere Trieste, dove il comprensorio formato da diciotto palazzi e ventisette tra palazzine ed edifici, è incastonato tra via Tagliamento, via Arno, via Ombrone, via Serchio e via Clitunno. Coppedè fu incaricato della sua realizzazione nel 1915, ma non vide la fine dei lavori perché morì nel 1927. Fu un'altro architetto, Paolo Emilio André, a completare i lavori. Nella parte più bella del Quartiere Coppedè, si trova piazza Mincio dove al centro è collocata la Fontana delle Rane realizzata nel 1924. La base quadrilobata all'interno di una vasca circolare, le figure che sorreggono le grandi valve di conchiglie, mascheroni, le rane e la seconda vasca più alta di circa due metri, rimandano sicuramente allo stile berniniano. Con un occhio più attento, si può not

Chiostro della Basilica Papale di San Giovanni in Laterano

  © Photo Massimo Gaudio

Il chiostro

Nel rione Monti si trova la Basilica Papale di San Giovanni in Laterano e collegato ad essa si trova lo splendido chiostro quadriportico ricostruito nel XIII secolo da Pietro Vassalletto, proveniente dalla celebre famiglia di costruttori e marmorari romani. Portò avanti i lavori sotto due pontificati, quello di Innocenzo III e di Onorio III, ma fu il figlio a portare a termine il lavoro sotto il pontificato di Gregorio IX.
Il quadriportico ha cinque arconi per lato con cinque archetti a tutto sesto ciascuno, sorretti da colonnine binate sia tortili che a vite e lisce. Alcune di esse sono rivestite in mosaico e tutte sorreggono capitelli diversi ricchi di intagli finemente realizzati. Le volte del quadriportico sono sorrette da colonne antiche con capitelli ionici addossate verso l'interno a pilastri, le quali sostengono il loggiato superiore ad arcate. I passaggi verso l'esterno del chiostro, hanno due leoni a guardia, forse per proteggere quello che era la funzione vera e propria dei chiostri nel medioevo, ovvero quello della raccolta delle acque piovane. Una testimonianza di questa antichità è costituita dalla vera di pozzo detto della Samaritana che si trova al centro del giardino che risale all'epoca carolingia (secolo VIII-IX).
Tra le opere presenti all'interno del chiostro c'è il monumento sepolcrale di Arnolfo di Cambio destinato al cardinale Riccardo degli Annibaldi, la cattedra papale di Nicola IV (1290-1292), la tavola dove i soldati si giocarono a dadi le vesti di Cristo, il frammento tombale del canonico regolare lateranense Lorenzo Valla (1465), la copia della bolla di Gregorio XI (Avignone, 23 gennaio 1372) sul primato dell'Arcibasilica e molti altri frammenti marmorei provenienti dal vecchio chiostro.

Trono pontificio di Papa Nicolò IV (sec. XII)

Tavola dove i soldati si giocarono a dadi le vesti di Cristo

Arnolfo Di Cambio, Monumento sepolcrale del Cardinale Riccardo degli Annibaldi (sec. XIII)













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