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Visualizzazione dei post da Giugno, 2021

La casa romana di Michelangelo Buonarroti (Serbatoio Gianicolense)

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#artiebellezzeitaliane Photo by  Massimo Gaudio Serbatoio Gianicolense Anche se il Gianicolo non fa parte dei Sette Colli di Roma ha un fascino tutto suo, dal quale si può ammirare uno stupendo panorama sulla Capitale. C'è una strada, la Passeggiata del Gianicolo, che corre lungo tutto il colle ed accompagna lo sguardo sulla citta dal Faro del Gianicolo fino a Porta San Pancrazio passando per piazza Garibaldi da dove la vista è mozzafiato in qualunque momento, sia di giorno che di notte. Verso la fine del percorso vicino a Porta San pancrazio, prorpio di fonte al monumento a Ciceruacchio, nel 1928 è stato costruito un serbatoio interrato all'interno di un bastione per far fronte alla mancanza di acqua. Per l'occasione si decise di addossare sul muro del serbatoio quella che si presume essere la facciata della casa romana di Michelangelo Buonattoti dove visse dal 1531 in poi. La casa dell'artista si trovava in origine in via Macel de' Corvi che venne demolita per la

Teatro romano di Ostia Antica

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   © Photo Massimo Gaudio La Cavea del Teatro Partendo da Roma dirigendosi verso il Lido di Ostia percorrendo via del mare, stretta tra quest'ultima e la foce del Tevere, si trova il Parco Archeologico di Ostia Antica. Al suo interno, circondato da Domus e Templi, si trova l'antico Teatro di Ostia. La grandiosa opera era in grado di ospitare 2500 persone e fu costruita da Agrippa verso la fine del I secolo a.C. amico e genero di Augusto. Alla fine del II secolo d.C., sotto il regno di Commodo (ma i meriti andarono a Settimio Severo e Caracalla) fu ulteriormente ampliata portando così la capacità di pubblico fino a 4000 persone. Fu riportato alla luce verso la fine del XIX secolo dall'archeologo Rodolfo Lanciani che iniziò gli scavi, ma solo con il nuovo direttore degli scavi Dante Vaglieri, si decise di riportare alla luce l'intero Teatro. Esso appariva con una forma semicircolare, con la cavea senza gradinate interrotta dal corridoio di accesso alla stessa. Era come ve

Ferrovia Vaticana

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  © Photo Massimo Gaudio Il varco nelle mura leonine con il portone chiuso La Ferrovia Vaticana è una linea ferroviaria internazionale, che collega Città del Vaticano con il territorio italiano. Dato che è lunga complessivamente 1270 metri, è da cosiderarsi il tratto di ferrovia internazionale più piccolo al mondo. Di questi soltanto 200 metri si trovano all'interno dello Stato Pontificio, mentre i restanti 1070 metri che si trovano nel territorio italiano, collegano la stazione di Roma San Pietro con le mura leonine che delimitano il confine tra Stato del Vaticano e lo Stato Italiano. L'unico binario di collegamento passa sopra il viadotto del Gelsomino, dove fino al Giubileo del 2000 si trovava un'altro binario che è stato eliminato ed al suo posto ora si trova la Passeggiata del Gelsomino . Per permettere l'accesso della ferrovia allo Stato Pontificio, è stato praticato un arco attraverso le mura vaticane, chiuso da un portone scorrevole in ferro a due battenti coman

Via della Pilotta nel rione Trevi

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     © Photo Massimo Gaudio Via della Pilotta Via della Pilotta si trova nel rione Trevi. Ha inizio da via Quattro Novembre e finisce nell'omonima piazza dalla quale, proseguendo, si arriva alla Fontana di Trevi.  La via prende il nome dal "gioco della pilotta", un gioco con la palla proveniente da Firenze molto praticato dai romani nel Cinquecento e nel Seicento, tanto da essere vietato nei pressi dei monasteri con un bando del 1600. La strada da un lato è costeggiata da un un muro molto alto dove si trovano in giardini di Palazzo Colonna che si estendono verso i giardini di Montecavallo, nei pressi delle Scuderie del Quirinale, mentre nell'altro lato si affaccia il retro di Palazzo Colonna. I quattro archi, detti "della Pilotta", collegano i due lati della strada e sono stati costruiti in epoche diverse, infatti si possono distinguere tra loro perché quelli centrali furono realizzati a metà del Settecento, alternando balaustre in travertino con ringhiere i

Giardino del Quirinale già di Carlo Alberto

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    © Photo Massimo Gaudio Il giardino con il monumento equestre a Carlo Alberto Via del Quirinale divide due rioni di Roma: il rione Trevi e il rione Monti.  All'interno di quest'ultimo, sopra il colle Quirinale, c'è un giardino dove trova posto un grande monumento equestre in bronzo che ritrae Carlo Alberto di Savoia , dal quale il giardino in precedenza prese il nome. L'opera realizzata dallo scultore fiorentino Raffaele Romanelli, venne inaugurata il 14 marzo del 1900 in presenza del nipote re Umberto I e della regina Margherita, anche se il suo progetto risale al 1898 in occasione del centenario della nascita di Carlo Alberto. I lavori per la creazione del parco che si estende su una superfice di 6915 mq., furono affidati nel 1887 al giardiniere della casa reale Giuseppe Roda. Il giardino venne realizzato l'anno successivo  in una porzione delle proprietà nella quale una volta sorgevano due chiese con i relativi conventi risalenti al Cinquecento: la chiesa di s