Fontana dei Libri

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  © Photo Massimo Gaudio Fontana dei Libri Nel 1927 l'arcchitetto Pietro Lombardi, che vinse il concorso per la costruzione della Fontana delle Anfore nel rione Testaccio, ricevette dall'amministrazione comunale l'incarico della costruzione (oltre alla Fontana degli Artisti ) di una fontana che rappresentasse il rione Sant'Eustachio. Egli riuscì ad unire due elementi molto rappresentativi del posto. Il primo è quello della testa di cervo, simbolo del rione che rappresenta il momento in cui il santo incontrò prima di convertirsi, il cervo durante una battuta di caccia che, arrivato davanti un burrone si girò verso di lui e tra le corna apparve una croce luminosa con la figura di Gesù. L'altro elemento rappresentativo del rione sono i libri che fanno riferimento all'università della Sapienza sul cui muro la fontana è addossata. La Fontana dei Libri si trova in via dei degli Staderari, tra Palazzo Carpegna e la chiesa di Sant'Ivo alla Sapienza all'interno

Teatro romano di Ostia Antica

  © Photo Massimo Gaudio

La Cavea del Teatro

Partendo da Roma dirigendosi verso il Lido di Ostia percorrendo via del mare, stretta tra quest'ultima e la foce del Tevere, si trova il Parco Archeologico di Ostia Antica. Al suo interno, circondato da Domus e Templi, si trova l'antico Teatro di Ostia. La grandiosa opera era in grado di ospitare 2500 persone e fu costruita da Agrippa verso la fine del I secolo a.C. amico e genero di Augusto. Alla fine del II secolo d.C., sotto il regno di Commodo (ma i meriti andarono a Settimio Severo e Caracalla) fu ulteriormente ampliata portando così la capacità di pubblico fino a 4000 persone.
Fu riportato alla luce verso la fine del XIX secolo dall'archeologo Rodolfo Lanciani che iniziò gli scavi, ma solo con il nuovo direttore degli scavi Dante Vaglieri, si decise di riportare alla luce l'intero Teatro. Esso appariva con una forma semicircolare, con la cavea senza gradinate interrotta dal corridoio di accesso alla stessa. Era come vedere un pendio di terra e macerie. Soltanto nel 1924 con il nuovo direttore Guido Calza, si decise di ricostruire le gradinate e per fare questo vennero affidati i lavori all'architetto Raffaele de Vico. Dal 1927 il teatro cominciò ad ospitare le rappresentazioni teatrali che sono ancora oggi numerose, affiancate da eventi culturali tra cui concerti, spettacoli di danza e cabaret.


Ricostruzione con frammenti originali dell'iscrizione dedicatoria del teatro di Settimio Severo e Caracalla

Maschera teatrale

La facciata esterna


Commenti

  1. Un'altra delle tante meraviglie dei tuoi antenati. Senza parole!

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    1. Infatti! Se ci soffermiamo un po' di più su questo punto, possiamo dire che sono anche i tuoi di antenati!

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