Fontana della Botte

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  #artiebellezzeitaliane Photo by  Massimo Gaudio Via della Cisterna, Pietro Lombardi, Fontana della Botte (1927) Quando si entra nella parte più antica di Trastevere, si entra in un mondo a parte, fuori dai rumori e dalla frenesia cittadina. Nel rione con le sue trattorie, con le sue case popolari medioevali di pochi piani affacciate su strade con ancora i sanpietrini che ricordano quelle dei paesi dei Castelli Romani, un tempo era intenso il traffico del vino. A ricordare questa particolarità, nel 1927 l'architetto Pietro Lombardi progettò la Fontana della Botte che seguiva il progetto d el 1925 dell’Ufficio delle Antichità e Belle Arti del Comune di Roma per la realizzazione di fontane  tutte allusive nelle decorazioni, agli stemmi dei rioni o alle attività dei luoghi di Roma. La fontana si trova in via della Cisterna quasi ad angolo con via di San Francesco a Ripa, addossata ad una parete esterna di un palazzo. La fontana realizzata in travertino, si trova all'interno di u

Piramide Cestia

 © Photo Massimo Gaudio

La Piramide Cestia e Porta San Paolo

Nel rione Testaccio, ai confini con il rione San Saba e il quartiere Ostienze, più precisamente in piazzale Ostiense, si trova la Piramide di Caio Cestio, più comunemente conosciuta come Piramide Cestia. Fu costruita tra il 18 e il 12 a.C. come sepolcro di Caio Cestio, pretore, tribuno e membro del Collegio sacerdotale degli Epuloni.
Dopo la conquista dell'Egitto in età augustea, a Roma si sviluppo una sorta di moda che prendeva spunto dal modello egiziano, quindi nella città sorsero vari monumenti sepolcrali simili alle piamidi egizie e quella Cestia è l'ultima rimasta intatta. Nella seconda metà del III sec. d.C., l'imperatore Aureliano fece inglobare la piramide all'interno della cinta muraria a difesa di Roma, le Mura aureliane.
Il monumento misura 36,40 metri di altezza, la base misura 29,50 metri per lato, mentre la camera sepolcrale misura 23 mq. che, seguendo l'usanza egizia, fu murata al momento della sepoltura. Come putroppo è successo per altri monumenti funerari romani, anche questo fu violato probabilmente nel Medioevo. In quell'occasione furono trafugati oltre l'urna cineraria, anche porzioni notevoli di decorazioni. Le pareti sono decorate con raffinati affreschi a pannello in stile pompeiano e Vittorie alate sul soffitto.




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