Fontana dell'Orso

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  Nel rione Ponte una volta la famiglia Orsini aveva alcune proprietà ed in ricordo di questo si trova via dell'orso. Il Comune di Roma oltre a dedicare una strada agli Orsini, agli inizi del XX secolo ha fatto costruire la Fontana dell'Orso che si trova in via di Monte Brianzo. Di costruzione molto semplice, si trova addossata alla parete laterale interna sotto il Lungotevere Marzio, costituita da una testa di orso in bronzo fissata su una lastra di travertino all'interno di una cornice con arco, dalla cui bocca fuoriesce un singolo getto d'acqua che viene raccolto in una vasca anch'essa in travertino sorretta da un piedistallo. Sopra la testa dell'orso c'è lo stemma del Comune e sotto la scritta ACQUA VERGINE,  questo significa che l'acqua che fuoriesce è la stessa che passa nell'acquedotto che porta l'acqua alle più belle e grandi fontane di Roma come ad esempio la  Fontana dei Leoni ,  Barcaccia ,  Fontana di Trevi, Fontana di piazza Colonna

Piramide Cestia

 © Photo Massimo Gaudio

La Piramide Cestia e Porta San Paolo

Nel rione Testaccio, ai confini con il rione San Saba e il quartiere Ostienze, più precisamente in piazzale Ostiense, si trova la Piramide di Caio Cestio, più comunemente conosciuta come Piramide Cestia. Fu costruita tra il 18 e il 12 a.C. come sepolcro di Caio Cestio, pretore, tribuno e membro del Collegio sacerdotale degli Epuloni.
Dopo la conquista dell'Egitto in età augustea, a Roma si sviluppo una sorta di moda che prendeva spunto dal modello egiziano, quindi nella città sorsero vari monumenti sepolcrali simili alle piamidi egizie e quella Cestia è l'ultima rimasta intatta. Nella seconda metà del III sec. d.C., l'imperatore Aureliano fece inglobare la piramide all'interno della cinta muraria a difesa di Roma, le Mura aureliane.
Il monumento misura 36,40 metri di altezza, la base misura 29,50 metri per lato, mentre la camera sepolcrale misura 23 mq. che, seguendo l'usanza egizia, fu murata al momento della sepoltura. Come putroppo è successo per altri monumenti funerari romani, anche questo fu violato probabilmente nel Medioevo. In quell'occasione furono trafugati oltre l'urna cineraria, anche porzioni notevoli di decorazioni. Le pareti sono decorate con raffinati affreschi a pannello in stile pompeiano e Vittorie alate sul soffitto.




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