La casa romana di Michelangelo Buonarroti (Serbatoio Gianicolense)

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#artiebellezzeitaliane Photo by  Massimo Gaudio Serbatoio Gianicolense Anche se il Gianicolo non fa parte dei Sette Colli di Roma ha un fascino tutto suo, dal quale si può ammirare uno stupendo panorama sulla Capitale. C'è una strada, la Passeggiata del Gianicolo, che corre lungo tutto il colle ed accompagna lo sguardo sulla citta dal Faro del Gianicolo fino a Porta San Pancrazio passando per piazza Garibaldi da dove la vista è mozzafiato in qualunque momento, sia di giorno che di notte. Verso la fine del percorso vicino a Porta San pancrazio, prorpio di fonte al monumento a Ciceruacchio, nel 1928 è stato costruito un serbatoio interrato all'interno di un bastione per far fronte alla mancanza di acqua. Per l'occasione si decise di addossare sul muro del serbatoio quella che si presume essere la facciata della casa romana di Michelangelo Buonattoti dove visse dal 1531 in poi. La casa dell'artista si trovava in origine in via Macel de' Corvi che venne demolita per la

Fontana Mostra dell'Acqua Vergine al Pincio

  © Photo Massimo Gaudio

Fontana Mostra dell'Acqua Vergine


Roma è famosa per le fontane e per gli acquedotti che le riforniscono. Uno di questi si chiama Aqua Virgo ossia Acqua Vergine, che di per se non è il più lungo tra gli acquedotti, in effetti è lungo poco più di 20 chilometri, ma è il più antico tra quelli funzionanti. Fatto costruire da Marco Vipsanio Agrippa, porta acqua alla Capitale proveniente dalle falde che si trovano nei pressi di via di Salone a sud di Roma, ininterrottamente dal 9 giugno del 19 a.C., giorno della sua inaugurazione. 
Sulla collina del Pincio, termina in una piscina limaria il percorso sotterraneo dell'acquedotto e da li una sua diramazione giunge poco distante in quella che è la Fontana Mostra dell'Acqua Vergine. 
E' la fontana più grande e scenografica di tutto il complesso di fontane di pazza del Popolo.
Il progetto fu affidato a Giuseppe Valadier, il quale ultimò il lavori della monumentale loggia panoramica del Pincio nel 1834.
Negli anni Trenta del Novecento, in vista del nuovo ampliamento urbano nelle zone di Prati e Flaminio, si decise di attingere l'acqua dall'Acquedotto dell'Acqua Vergine, così l'architetto Raffaele De Vico fece dapprima rimuovere nel 1936 la statua equestre di Vittorio Emanuele II collocata nel 1878 nell'arcata centrale della loggia e poi trasformò la stessa come mostra del Nuovo Acquedotto Vergine. 
La mostra è costruita in due piani: in quello inferiore sono collocate tre nicchie con alla base altrettante vasche. La parte superiore della loggia è formata da tre grandi arcate dove in evidenza sono collocate quattro colonne corinzie, mentre al centro di ciascuna arcata, sgorga l'acqua in altrettanti ampi zampilli.


La Fontana Mostra dell'Acqua Vergine vista da piazza del Popolo


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