Fontana dei Libri

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  © Photo Massimo Gaudio Fontana dei Libri Nel 1927 l'arcchitetto Pietro Lombardi, che vinse il concorso per la costruzione della Fontana delle Anfore nel rione Testaccio, ricevette dall'amministrazione comunale l'incarico della costruzione (oltre alla Fontana degli Artisti ) di una fontana che rappresentasse il rione Sant'Eustachio. Egli riuscì ad unire due elementi molto rappresentativi del posto. Il primo è quello della testa di cervo, simbolo del rione che rappresenta il momento in cui il santo incontrò prima di convertirsi, il cervo durante una battuta di caccia che, arrivato davanti un burrone si girò verso di lui e tra le corna apparve una croce luminosa con la figura di Gesù. L'altro elemento rappresentativo del rione sono i libri che fanno riferimento all'università della Sapienza sul cui muro la fontana è addossata. La Fontana dei Libri si trova in via dei degli Staderari, tra Palazzo Carpegna e la chiesa di Sant'Ivo alla Sapienza all'interno

Fontana Mostra dell'Acqua Vergine al Pincio

  © Photo Massimo Gaudio

Fontana Mostra dell'Acqua Vergine


Roma è famosa per le fontane e per gli acquedotti che le riforniscono. Uno di questi si chiama Aqua Virgo ossia Acqua Vergine, che di per se non è il più lungo tra gli acquedotti, in effetti è lungo poco più di 20 chilometri, ma è il più antico tra quelli funzionanti. Fatto costruire da Marco Vipsanio Agrippa, porta acqua alla Capitale proveniente dalle falde che si trovano nei pressi di via di Salone a sud di Roma, ininterrottamente dal 9 giugno del 19 a.C., giorno della sua inaugurazione. 
Sulla collina del Pincio, termina in una piscina limaria il percorso sotterraneo dell'acquedotto e da li una sua diramazione giunge poco distante in quella che è la Fontana Mostra dell'Acqua Vergine. 
E' la fontana più grande e scenografica di tutto il complesso di fontane di pazza del Popolo.
Il progetto fu affidato a Giuseppe Valadier, il quale ultimò il lavori della monumentale loggia panoramica del Pincio nel 1834.
Negli anni Trenta del Novecento, in vista del nuovo ampliamento urbano nelle zone di Prati e Flaminio, si decise di attingere l'acqua dall'Acquedotto dell'Acqua Vergine, così l'architetto Raffaele De Vico fece dapprima rimuovere nel 1936 la statua equestre di Vittorio Emanuele II collocata nel 1878 nell'arcata centrale della loggia e poi trasformò la stessa come mostra del Nuovo Acquedotto Vergine. 
La mostra è costruita in due piani: in quello inferiore sono collocate tre nicchie con alla base altrettante vasche. La parte superiore della loggia è formata da tre grandi arcate dove in evidenza sono collocate quattro colonne corinzie, mentre al centro di ciascuna arcata, sgorga l'acqua in altrettanti ampi zampilli.


La Fontana Mostra dell'Acqua Vergine vista da piazza del Popolo


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