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Visualizzazione dei post da Ottobre, 2021

La casa romana di Michelangelo Buonarroti (Serbatoio Gianicolense)

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#artiebellezzeitaliane Photo by  Massimo Gaudio Serbatoio Gianicolense Anche se il Gianicolo non fa parte dei Sette Colli di Roma ha un fascino tutto suo, dal quale si può ammirare uno stupendo panorama sulla Capitale. C'è una strada, la Passeggiata del Gianicolo, che corre lungo tutto il colle ed accompagna lo sguardo sulla citta dal Faro del Gianicolo fino a Porta San Pancrazio passando per piazza Garibaldi da dove la vista è mozzafiato in qualunque momento, sia di giorno che di notte. Verso la fine del percorso vicino a Porta San pancrazio, prorpio di fonte al monumento a Ciceruacchio, nel 1928 è stato costruito un serbatoio interrato all'interno di un bastione per far fronte alla mancanza di acqua. Per l'occasione si decise di addossare sul muro del serbatoio quella che si presume essere la facciata della casa romana di Michelangelo Buonattoti dove visse dal 1531 in poi. La casa dell'artista si trovava in origine in via Macel de' Corvi che venne demolita per la

Fontana dei Libri

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  © Photo Massimo Gaudio Fontana dei Libri Nel 1927 l'arcchitetto Pietro Lombardi, che vinse il concorso per la costruzione della Fontana delle Anfore nel rione Testaccio, ricevette dall'amministrazione comunale l'incarico della costruzione (oltre alla Fontana degli Artisti ) di una fontana che rappresentasse il rione Sant'Eustachio. Egli riuscì ad unire due elementi molto rappresentativi del posto. Il primo è quello della testa di cervo, simbolo del rione che rappresenta il momento in cui il santo incontrò prima di convertirsi, il cervo durante una battuta di caccia che, arrivato davanti un burrone si girò verso di lui e tra le corna apparve una croce luminosa con la figura di Gesù. L'altro elemento rappresentativo del rione sono i libri che fanno riferimento all'università della Sapienza sul cui muro la fontana è addossata. La Fontana dei Libri si trova in via dei degli Staderari, tra Palazzo Carpegna e la chiesa di Sant'Ivo alla Sapienza all'interno

Piazza Mincio nel Quartiere Coppedè

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   © Photo Massimo Gaudio Palazzo del Ragno In realtà il Quartiere Coppedè non è un vero e proprio quartiere, si chiama così perché l'architetto Gino Coppedè che lo ha progettato, ha voluto dargli quel nome. Siamo nel quartiere Trieste, dove il comprensorio formato da diciotto palazzi e ventisette tra palazzine ed edifici, è incastonato tra via Tagliamento, via Arno, via Ombrone, via Serchio e via Clitunno. Coppedè fu incaricato della sua realizzazione nel 1915, ma non vide la fine dei lavori perché morì nel 1927. Fu un'altro architetto, Paolo Emilio André, a completare i lavori. Nella parte più bella del Quartiere Coppedè, si trova piazza Mincio dove al centro è collocata la Fontana delle Rane realizzata nel 1924. La base quadrilobata all'interno di una vasca circolare, le figure che sorreggono le grandi valve di conchiglie, mascheroni, le rane e la seconda vasca più alta di circa due metri, rimandano sicuramente allo stile berniniano. Con un occhio più attento, si può not

Il Portico e la Fontana di Palazzo Uffici all'EUR

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  © Photo Massimo Gaudio Il portico di Palazzo Uffici Il Palazzo Uffici fu il primo edificio ad essere costruito in occasione del progetto per l'Esposizione Universale di Roma che si sarebbe dovuta svolgere nel 1942. Inaugurato nel 1939 su progetto dall'architetto Gaetano Minnucci, è attualmente sede dell'Ente EUR SpA. Una delle peculiarità di questo edificio, è il Salone delle Fontane, dove nello spazio esterno si sviluppa un monumentale porticato a pilastri dove di fronte trova spazio una grande fontana suddivisa in tre bacini rivestiti all'interno con mosaici alla veneziana in verde opalino. I zampilli dei giochi d'acqua convergono verso il centro delle vasche, mentre al di fuori di esse lungo il perimetro, si trovano mosaici realizzati da Gino Severini, Giulio Rosso e Giovanni Guerrini. Alzando lo sguardo sopra il porticato, non si può non notare l'iscrizione di una frase tratta dal discorso pronunciato da Benito Mussolini al Campidoglio il 31 dicenbre del 1