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Visualizzazione dei post da Marzo, 2022

La casa romana di Michelangelo Buonarroti (Serbatoio Gianicolense)

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#artiebellezzeitaliane Photo by  Massimo Gaudio Serbatoio Gianicolense Anche se il Gianicolo non fa parte dei Sette Colli di Roma ha un fascino tutto suo, dal quale si può ammirare uno stupendo panorama sulla Capitale. C'è una strada, la Passeggiata del Gianicolo, che corre lungo tutto il colle ed accompagna lo sguardo sulla citta dal Faro del Gianicolo fino a Porta San Pancrazio passando per piazza Garibaldi da dove la vista è mozzafiato in qualunque momento, sia di giorno che di notte. Verso la fine del percorso vicino a Porta San pancrazio, prorpio di fonte al monumento a Ciceruacchio, nel 1928 è stato costruito un serbatoio interrato all'interno di un bastione per far fronte alla mancanza di acqua. Per l'occasione si decise di addossare sul muro del serbatoio quella che si presume essere la facciata della casa romana di Michelangelo Buonattoti dove visse dal 1531 in poi. La casa dell'artista si trovava in origine in via Macel de' Corvi che venne demolita per la

Fontanile di Clemente XII a Porta Furba

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#artiebellezzeitaliane Photo by  Massimo Gaudio Fontanile Clemente XII Roma si sa, è la città delle fontane e per poterle far funzionare c'è bisogno di acqua, quella che viene portata dagli svariati acquedotti che riforniscono la Capitale. Uno di questi, l' Acquedotto Felice realizzato dal pontefice Sisto V tra il 1585 e il 1587 ancora funzionante, lungo il suo cammico nel punto in cui attraversa via Tuscolana in zona Porta Furba, trova la sua prima mostra (l'altra è la Fontana del Mosè ) fatta costruire da papa Clemente XII Corsini molto probabilmante su progetto di Luigi Vanvitelli. La fontana edificata nel 1733 prende il nome dal commitente, anche se è nota con il nome di Fontana Bella.  E' stata costruita in quello che una volta era un abeveratoio voluto da Sisto V a pochi metri dell'arco monumentale chiamato Porta Furba , dove incrociano via Tuscolana e via del Mandrione. L'opera fonde lo stile neoclassico con quello barocco evidenziato in partcolar modo a

Via Appia Antica, la Regina delle Vie

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    #artiebellezzeitaliane Photo by  Massimo Gaudio Via Appia Antica , detta anche Regina Viarum , è tra le più antiche strade romane e lungo tutto il suo percorso racconta più di 2300 anni di storia. Contrariamente a quanto succede per le altre antiche strade di Roma, alle quali veniva dato il nome a seconda dello scopo per il quale era stata costruita (es. Via Salaria per il sale), via Appia Antica prende il nome dal suo costruttore, ovvero il censore Appio Claudio Cieco , che la realizzò a partire dal 312 a.C. Egli realizzò anche il primo acquedotto per il rifornimento idrico dell'Antica Roma, l' Acquedotto Claudio. Come detto poco fa, via Appia Antica è una delle più antiche vie di Roma, anche se in realtà quella più antica è via Latina Antica , realizzata ben cinque secoli prima e della quale condivideva lo stesso punto di partenza, ovvero Porta Capena che si trovava a pochi metri dal Circo Massimo. La Regina Viarum nel progetto iniziale arrivava fino a Capua (ora Santa M

Sala degli imperatori alla Galleria Borghese

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   #artiebellezzeitaliane Photo by  Massimo Gaudio Volta di Domenico de Angelis, Trionfo di Galatea (1778-1780) La prima sala che il visitatore incontra lungo il percorso espositivo della Galleria Borghese , è la Sala degli imperatori , chiamata così per via dei dodici busti in porfido e alabastro collocati lungo le pareti dalla sala che rappresentano altrettanti Cesari, realizzati nel '600 da un artista anonimo. Seguono il tema dell'Antica Roma sei sculture classica di Arte Romana imperiale tra le quali si trova la cosiddetta Artemide del tipo Borghese in marmo pentelico (120-130 d.C.), racchiuse in altrettante nicchie ricavate nelle pareti, abbellite da una grande varietà di marmi allestite su progetto dell'architetto Antonio Asprucci (1723-1808). La quadratura architettonica della volta segue il tema della sala con riferimenti alla pittura pompeiana eseguiti da Giovanni Battista Marchetti (1730-1800), accoglie i dipinti di Domenico de Angelis (1735-1804) ispirati all

Sala della Paolina alla Galleria Borghese

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  #artiebellezzeitaliane Photo by  Massimo Gaudio La volta della Sala La Sala della Paolina è la prima del percorso espositivo della Galleria Borghese, ma non è la prima che si incontra quando vi si accede, infatti si viene accolti dalla Sala degli imperatori dove la scultura del Bernini Il ratto di Proserpina padroneggia nel centro di essa, ma di questa splendida opera ne parleremo in un'altra occasione. Torniamo ora alla sala regina di questo articolo. Fu concepita dall'architetto Antonio Asprucci (1723-1808) nel Settecento del quale stile è rimasto solo una minima parte, infatti nel secondo decennio dell'Ottocento, dopo gli "acquisti" napoleonici, l'architetto Luigi Canina (1795-1856) ne ridisegnò l'aspetto. La sala, una volta veniva chiamata del vaso  per via delll'antico cratere neoattico chiamato appunto Vaso Borghese che si trova oggi al Louvre, prende il nome sia dalla scultura di Antonio Canova (1757-1822) Paolina Borghese Bonaparte nel

Sala di Apollo e Dafne alla Galleria Borghese

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#artiebellezzeitaliane Photo by Massimo Gaudio Volta di Pietro Angeletti Pietro Angeletti, Metamorfosi di Dafne in albero di alloro Al piano terra di Galleria Borghese ubicata all'interno del parco di Villa Borghese a Roma, la stanza che prende il nome dalla scultura berniniana di Apollo e Dafne, fu decorata tra il 1780 e 1785 su progetto di Antonio Asprucci (1723-1808). Al centro della volta si trova il dipinto del pittore Pietro Angeletti (1758-1786) dal titolo Metamorfosi di Dafne in albero di alloro e sempre a lui si deve la rappresentazione delle quattro stagioni dipinte in monocromo raccolte all'interno di finte nicchie. Nella sala sono esposti due dipinti realizzati da Dosso Dossi (ca. 1486-1542) uno dei quali collegato al tema di Apollo e Dafne. Apollo e Dafne di Gian Lorenzo Bernini Gian Lorenzo Bernini, Apollo e Dafne (1622-1625) Un blocco di marmo rimane tale finché non arriva qualcuno armato di martello e scalpello e comincia a lavorarlo. In pochi riescono a crea