Monumento a Ciceruacchio sul Gianicolo

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  #artiebellezzeitaliane Photo by  Massimo Gaudio Ettore Ximenes, Monumento a Angelo Brunetti detto Ciceruacchio (1907) Il Gianicolo verso la metà del XIX secolo fu terreno di battaglia tra l'esercito francese che per convenienza politica andò in aiuto di papa Pio IX ed i patrioti della Repubblica Romana del 1849 che vide anche la partecipazione di Giuseppe Mazzini, Giuseppe Garibaldi e Goffredo Mameli. Purtroppo molti combattenti della Repubblica Romana morirono e vengono ricordati nel sacrario del Mausoleo Ossario Garibaldino che si trova proprio sul colle del Gianicolo, mentre altri dopo la capitolazione fuggirono da Roma per andare a combattere a nord contro l'esercito austriaco. Tra questi c'erano Giuseppe Garibaldi ed Angelo Brunetti detto Ciceruacchio (per via del suo aspetto grassottello da bambino che in una derivazione del romano è ciruacchiotto). Brunetti fu un patriota molto conosciuto dal popolo romano dell'epoca e partecipò attivamente nella battaglia con

Fontanile di Clemente XII a Porta Furba

#artiebellezzeitaliane

Photo by Massimo Gaudio
Fontanile Clemente XII

Roma si sa, è la città delle fontane e per poterle far funzionare c'è bisogno di acqua, quella che viene portata dagli svariati acquedotti che riforniscono la Capitale. Uno di questi, l'Acquedotto Felice realizzato dal pontefice Sisto V tra il 1585 e il 1587 ancora funzionante, lungo il suo cammico nel punto in cui attraversa via Tuscolana in zona Porta Furba, trova la sua prima mostra (l'altra è la Fontana del Mosè) fatta costruire da papa Clemente XII Corsini molto probabilmante su progetto di Luigi Vanvitelli. La fontana edificata nel 1733 prende il nome dal commitente, anche se è nota con il nome di Fontana Bella. E' stata costruita in quello che una volta era un abeveratoio voluto da Sisto V a pochi metri dell'arco monumentale chiamato Porta Furba, dove incrociano via Tuscolana e via del Mandrione.
L'opera fonde lo stile neoclassico con quello barocco evidenziato in partcolar modo attraverso il mascherone alato, dal quale fuoriesce l'acqua che viene raccolta in una valva di conchiglia e successivamente in una vasca sottostante alla quale si arriva dopo aver salito cinque scalini inseriti però verso la fine del XIX secolo. Al centro della fontana risalta l'iscrizione dedicatoria, sovrastata dallo stemma dei Corsini. Fu restaurata per la prima volta nel 1897 e successivamente nel 1993.







La fontana vista da Porta Furba



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