Monumento a Ciceruacchio sul Gianicolo

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  #artiebellezzeitaliane Photo by  Massimo Gaudio Ettore Ximenes, Monumento a Angelo Brunetti detto Ciceruacchio (1907) Il Gianicolo verso la metà del XIX secolo fu terreno di battaglia tra l'esercito francese che per convenienza politica andò in aiuto di papa Pio IX ed i patrioti della Repubblica Romana del 1849 che vide anche la partecipazione di Giuseppe Mazzini, Giuseppe Garibaldi e Goffredo Mameli. Purtroppo molti combattenti della Repubblica Romana morirono e vengono ricordati nel sacrario del Mausoleo Ossario Garibaldino che si trova proprio sul colle del Gianicolo, mentre altri dopo la capitolazione fuggirono da Roma per andare a combattere a nord contro l'esercito austriaco. Tra questi c'erano Giuseppe Garibaldi ed Angelo Brunetti detto Ciceruacchio (per via del suo aspetto grassottello da bambino che in una derivazione del romano è ciruacchiotto). Brunetti fu un patriota molto conosciuto dal popolo romano dell'epoca e partecipò attivamente nella battaglia con

Sala della Paolina alla Galleria Borghese

 #artiebellezzeitaliane

Photo by Massimo Gaudio

La volta della Sala

La Sala della Paolina è la prima del percorso espositivo della Galleria Borghese, ma non è la prima che si incontra quando vi si accede, infatti si viene accolti dalla Sala degli imperatori dove la scultura del Bernini Il ratto di Proserpina padroneggia nel centro di essa, ma di questa splendida opera ne parleremo in un'altra occasione.
Torniamo ora alla sala regina di questo articolo. Fu concepita dall'architetto Antonio Asprucci (1723-1808) nel Settecento del quale stile è rimasto solo una minima parte, infatti nel secondo decennio dell'Ottocento, dopo gli "acquisti" napoleonici, l'architetto Luigi Canina (1795-1856) ne ridisegnò l'aspetto. La sala, una volta veniva chiamata del vaso per via delll'antico cratere neoattico chiamato appunto Vaso Borghese che si trova oggi al Louvre, prende il nome sia dalla scultura di Antonio Canova (1757-1822) Paolina Borghese Bonaparte nelle vesti di Venere vincitrice, che dai dipinti che si trovano nella volta dedicati alle Storie di Venere e Enea eseguiti da Domenico de Angelis (1735-1804) nel 1779. Le cinque tele si trovano "incastonate" all'interno della quadratura prospettica realizzata da Giovanni Battista Marchetti (1730-1800). Lungo le pareti della sala decorate da rilievi antichi e moderni, è collocata l'Erma di Bacco realizzata da Luigi Valadier (1726-1785) nel 1773 posta nella parete alle spalle della statua del Canova; il Gruppo di Leda col cigno ed Eros, opera romana del III secolo d.C. con testa di Antonina minore non pertinente del I d.C.; il Busto di papa Clemente XII Corsini realizzato da Pietro Bracci (1700-1773), inoltre trovano la collocazione statue, busti e rilievi di arte romana.

Sala della Paolina


Antonio Canova, Paolina Borghese Bonaparte nelle vesti di Venere vincitrice

Canova diceva che per ammirare meglio una statua, non è lo spettatore a girarle intorno, ma doveva essere essa stessa a dover girare. Sicuramente quel concetto con il ritratto di Paolina Borghese Bonaparte nelle vesti di Venere vincitrice non può essere attuato, ma la sua collocazione al centro della sala permette di poterla ammirare in tutto il suo splendore. Canova realizza il ritratto di Paolina dov'è raffigurata a seno scoperto, distesa su due cuscini e un morbido materasso, con il capo che poggia sulla mano destra, mentre con la sinistra tiene il pomo. L'artista riesce a dare leggerezza, eleganza e morbidezza alla scultura. Guardate i particolari del volto, le vesti, i cuscini e il pomo d'oro come sono finemente curati sin nei minimi particolari.






Paolina Borghese Bonaparte nelle vesti di Venere vincitrice ed alla sua destra l'Erma di Bacco di Luigi Valadier (1773)



Pietro Bracci, Busto di papa Clemente XII Corsini (1730-1740)

L'opera che raffigura papa Clemente XII Corsini, è stata attribuita allo scultore Pietro Bracci tenendo conto di un'altro busto del pontefice che si trova alla Galleria Nazionale d'Arte Antica realizzato dallo stesso artista, anche se questa di opera non risulta nell'elenco del diario dello stesso.



Arte Romana Imperiale, Gruppo di Leda col cigno ed Eros (III sec. d.C.)


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