La casa romana di Michelangelo Buonarroti (Serbatoio Gianicolense)

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#artiebellezzeitaliane Photo by  Massimo Gaudio Serbatoio Gianicolense Anche se il Gianicolo non fa parte dei Sette Colli di Roma ha un fascino tutto suo, dal quale si può ammirare uno stupendo panorama sulla Capitale. C'è una strada, la Passeggiata del Gianicolo, che corre lungo tutto il colle ed accompagna lo sguardo sulla citta dal Faro del Gianicolo fino a Porta San Pancrazio passando per piazza Garibaldi da dove la vista è mozzafiato in qualunque momento, sia di giorno che di notte. Verso la fine del percorso vicino a Porta San pancrazio, prorpio di fonte al monumento a Ciceruacchio, nel 1928 è stato costruito un serbatoio interrato all'interno di un bastione per far fronte alla mancanza di acqua. Per l'occasione si decise di addossare sul muro del serbatoio quella che si presume essere la facciata della casa romana di Michelangelo Buonattoti dove visse dal 1531 in poi. La casa dell'artista si trovava in origine in via Macel de' Corvi che venne demolita per la

Circo Massimo

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Photo by Massimo Gaudio

Circo Massimo

Il Circo Massimo viene considerato il più grande edificio per lo sport e lo spettacolo che sia stato mai costruito. La sua creazione ha origini che partono dalla prima metà del '700 a.C. ai tempi di Romolo, il primo re di Roma, il quale istituì le prime corse ippiche in onore del dio Conso, in quella che si estendeva lungo la valle che si trova tra i colli Palatino e Aventino con una estensione per più di seicento metri. Da lì in poi è stato un susseguirsi di miglioramenti sia durante il regno dei sette re di Roma, sia durante il periodo repubblicano e sia durante quello imperiale.
Durante il primo periodo, i re etruschi Tarquini (Tarquinio Prisco, Servio Tullio e Tarquinio il Superbo) apportarono in primi lavori di allestimento con le sedute per il pubblico in legno. Nel periodo repubblicano la vallata ebbe uno sviluppo progressivo con attrezzature per le gare e costruzioni sia mobili che stabili capaci di accogliere moltissimi spettatori richiamati dal continuo svolgersi di competizioni ippiche, processioni religiose, rappresentazioni teatrali, caccia ad animali esotici ed addirittura per pubbliche esecuzioni. Risalgono al 329 a.C. le costruzioni dei primi cancelli in legno utili per la partenza dei carri, mentre nel 170 a.C. sulla striscia centrale chiamata spina o euripus, vennero restaurate le mete, cioè basi semi circolari che segnavano il punto dove i carri dovevano girare, inoltre venne introdotto un meccanismo di conteggio dei giri che dovevano effettuare gli aurighi. Questi dovevano compiere con i loro carri sette giri completi intorno la spina in senso antiorario ed ogni giro veniva conteggiato attraverso un meccanismo formato da le sette uova sacre dei Castori e sette delfini sacri al dio Nettuno. La spina con il tempo diventò un lungo basamento rettilineo sul quale furono istallate statue, vasche, altari e durante il periodo imperiale addirittura due grandi obelischi fatti arrivare dall'Egitto dagli imperatori Augusto e Costanzo II che attualmente si trovano sulla Fontana dei Leoni in piazza del Popolo e sulla Fontana Lateranense a San Giovanni in Laterano.
Se ancora oggi vediamo parte delle opere murarie del Circo Massimo lo dobbiamo a Cesare, anche se successivamente la struttura subì incendi che portarono alla sua completa ricostruzione sotto Traiano che lo inaugurò nel 103 d.C. con dei grandiosi giochi. Il Circo in età imperiale visse il suo massimo splendore, con una lunghezza di seicento metri ed una larghezza di centoquaranta e, secondo alcune antiche fonti, era capace di ospitare fino a 250.000 persone. Nella parte verso sud, tra i due emicicli, fu costruito un grande arco in marmo di Carrara dedicato a Tito del quale sono visibili soltanto alcuni frammenti adagiati sulla terra sotto la Torre della Moletta (costruita in epoca medievale).
Le ultime attività del Circo risalgono ai primi decenni del VI secolo, dopodichè fu abbandonato, demolito e depredato dei marmi e fu addirittura utilizzato come terreno agricolo.
Gli scavi che hanno interessato il Circo da un secolo a questa parte, hanno riportato alla luce parte dei due emicili nella zona meridionale dove è visibile, in particolare in quello orientale, la struttura in mattoni a sostegno delle gradinate e dove nella parte esterna, correva una strada basolata con una fontana pubblica e dove si affacciavano molto probabilmente botteghe per la vendita di generi alimentari, cambio valute, locande, magazzini ed anche lupanare. Pare che proprio da questo settore il 18 luglio del 64 d.C., sotto Nerone, divampò l'incendio che da lì a poco distrusse gran parte di Roma.

Gli scavi

L'emiciclo orientale


Passaggio sotto le gradinate

Le botteghe o magazzini

Una latrina


Frammenti dell'Arco diTito


La vista del Circo dalla Torre della Moletta

Torre della Moletta

La fontana e parte della strada esterna

Piazza San Giovanni in Laterano

Piazza del Popolo





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