Fontana della Terrina in piazza della Chiesa Nuova

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  #artiebellezzeitaliane Photo by  Massimo Gaudio Piazza della Chiesa Nuova, Giacomo della Porta, Fontana della terrina (1581-1595) Giacomo della Porta è stato uno degli scultori ed architetti più attivi a Roma. Autore di molte fontane disseminate sul territorio capitolino, ce n'è una che, suo malgrado, ha assunto un aspetto un po' bizzarro. Nel rione Parione, in piazza della Chiesa Nuova su corso Vittorio Emanuele II, si trova la Fontana della Terrina , chiamata così per il suo aspetto che non lascia spazio ad altre interpretazioni. In origine però, il suo aspetto non era questo e non era questa neanche la sua collocazione, infatti si trovava al centro di piazza Campo de' Fiori, da dove nel 1889 fu smontata per fare spazio al monumento a Giordano Bruno. Giacomo della Porta realizzò tra il 1590 ed il 1595 soltanto la vasca marmorea a pianta ovale, collocandola al centro di un bacino più basso rispetto al piano strada per via della scarsa pressione dell'acquedotto dell&#

Righetto, il bambino eroe della Repubblica Romana

#artiebellezzeitaliane

Photo by Massimo Gaudio

Monumento a Righetto



La Repubblica Romana che riuscì a scacciare via papa Pio IX da Roma non ebbe lunga vita, perché l'esercito francese di Napoleone III decise di andare in aiuto del papa, che nel frattempo si era rifugiato a Gaeta, per riportare il potere del papato a Roma. 
Sul Gianicolo adesso ci sono edifici di vario genere, ma cercate di immaginare quella zona verso la metà del XIX secolo, immaginate di vedere soltanto campi, vallate e colline, terreno ideale per sferrare un attacco. I francesi che sbarcarono a Civitavecchia, si diresserero direttamente verso Roma e giunti dove di trova Villa Panphili, schierarono la loro batteria di cannoni e cominciarono a bombardare. La difesa della Repubblica Romana venne affidata a Giuseppe Garibaldi che riuscì ad evere un aiuto sia dai combattenti arrivati da varie parti dell'Italia, sia da combattenti arrivati da oltre confine e sia dal popolo romano. Tra i tanti popolani che presero parte alla resistenza, c'era il trasteverino Righetto, un orfano di padre e madre che per vivere faceva il garzone per un fornaio in Trastevere. Si dice che si presento a Garibaldi con l'intento di combattere ma vista la sua giovane età, 12 anni, gli venne negata l'opportunità, allora per niente scoraggiato si mise a raccogliere le bombe sparate dai Francesi dopo averle disattivate. Per chi faceva questo tipo di "lavoro" veniva riconosciuta dalla Repubblica Romana una ricompensa perché quelle bombe, una volta riarmate, venivano a loro volta usate contro i Francesi stessi. Righetto, che era sempre accompagnato dalla sua inseparabile cagnolina Sgrullarella, era molto bravo in questo. In pratica quando arrivava una bomba, lui con uno straccio bagnato spengeva la miccia rendendola inoffensiva, purtroppo però il 29 giugno del 1949 mentre si trovava a Ponte Sisto nei pressi dell'attuale piazza Trilussa, non riuscì nella sua impresa e la bomba che aveva una miccia troppo corta per essere spenta scoppiò uccidendolo.
La sua morte non passò inosservata tra i garibaldini diventando così un eroe ed il suo nome divenne famoso sia tra il popolo romano che tra gli aristocratici, tanto che il conte Litta, commissionò in suo onore nel 1851 allo scultore Giovanni Strazza, una scultura in marmo intitolata l'Audace che si trova nello scalone d'onore a Palazzo Litta di Milano. 
Il 9 febbraio del 2005 è stato inaugurato un monumento bronzeo a Righetto, copia di quello che si trova a Milano, collocato a qualche decina di metri dal Monumento a Giuseppe Garibaldi. La scultura rivolta verso quella di Garibaldi, raffigura Righetto con il braccio sinistro alzato affiancato dalla sua fedele Sgrullarella e sulla base in travertino c'è scritto:

A RIGHETTO

 GIOVANE TRASTEVERINO
 SIMBOLO DEI RAGAZZI
 CADUTI IN DIFESA DELLA GLORIOSA
 REPUBBLICA ROMANA DEL 1849




Sgrullarella




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